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Fiera di Genova, Gioia (UdC): “Valorizzare la vocazione sportiva delle aree”

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GENOVA – «Pensiamo sia necessario mantenere ed eventualmente implementare la vocazione sportiva di parte delle aree della Fiera di Genova, di proprietà comunale, affinché possano diventare una “casa” per tutti gli sport “minori” indoor, di cui c’è un’evidente carenza a Genova». Così dichiara Alfonso Gioia, capogruppo UdC in Comune a Genova, che sottolinea la necessità, in fase di discussione di Puc-Piano urbanistico comunale, di mantenere la destinazione sportiva del Palasport.

«Le aree sono di proprietà del Comune – spiega Gioia – e potrebbero essere valorizzate e potenziate per venire incontro alla forte richiesta di appassionati di attività sportive al chiuso, dall’atletica all’arrampicata in palestre attrezzate passando per tutte le arti marziali. Dai primi contatti avuti con i vertici del Coni ligure, abbiamo riscontrato la disponibilità a reperire risorse nazionali per creare un moderno palazzetto dello sport, polifunzionale che oggi non esiste in tutta la città, attraverso forme di partnership pubblico-privato.

Secondo le stime del Coni, il bacino di fruitori di una struttura di questo genere è di circa 400 mila sportivi, il 67% del totale di chi pratica sport nella nostra regione, per un migliaio di accessi giornalieri al futuro palazzetto. L’esigenza da parte del territorio di una struttura di questo genere è molto forte e il Comune può diventarne il portavoce con indubbi riflessi anche sull’indotto legato allo svolgimento di eventi e attività sportive. Pensiamo ai benfici che tutto il Centro di Genova e in particolare il quartiere della Foce potrebbero avere dai flussi di sportivi diretti alla Fiera.

Secondo il Coni, il nostro Palasport, per la sua particolare struttura architettonica e la grande volumetria, è tra i migliori nel suo genere in Italia e pertanto potrebbe, se utilizzato al massimo delle sue potenzialità, ospitare grandi eventi sportivi di diverse discipline e le sedi di Federazioni e società sportive, centri di medicina dello sport, auditorium e sale conferenze. Non solo: vista la penuria di palestre attrezzate e confortevoli per gli studenti genovesi, soprattutto quelli degli istituti del centro città, potrebbe ospitare anche le ore di educazione fisica obbligatoria per i ragazzi durante l’orario scolastico.

Viceversa, riteniamo possa essere praticabile anche un percorso condiviso con il tavolo di coordinamento dei presidi della città metropolitana per aprire le stesse palestre delle scuole a una più ampia fruizione, magari nelle ore pomeridiane e serali, alle società sportive che così sarebbero incentivate a contribuire alla manutenzione delle strutture e delle attrezzature. Sappiamo bene che ci sono palestre in condizioni precarie per carenza di fondi a disposizione dell’ex Provincia che non riesce, ormai da un biennio, a fare fronte alle opere necessarie alle strutture. Pensiamo che da un rapporto più stretto tra operatori del mondo dello sport e istituzioni sia possibile individuare soluzioni che migliorino e implementino l’offerta di spazi dedicati alle diverse attività.
Prima di discutere di progetti faraonici presentati in pompa magna e destinati a rimanere sterili schizzi di inchiostro sulla carta, pensiamo sia prioritario considerare proposte concrete e strade percorribili nell’interesse dei genovesi e delle nuove generazioni».

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