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Gino Garibaldi (NCD): necessario modificare la disciplina sui Siti di interesse comunitario (SIC) e Zone di protezione speciale (ZPS) soprattutto nell’ entroterra

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Gino Garibaldi ritiene necessario rivedere le misure Ue in modo da favorire la permanenza dell’uomo sul territorio e esprime apprezzamento per la decisione del Consiglio di discutere in commissione le misure di conservazione e protezione, applicate sulla base di una direttiva comunitaria

GENOVA – «Bisogna favorire la permanenza dell’uomo soprattutto nell’ entroterra, consentendo di esercitare le attività che non deturpano il territorio, ma al contrario contribuiscono a preservarlo dal dissesto idrogeologico, flagello della Liguria». E’ quanto sostiene il consigliere Gino Garibaldi (Ncd), che durante l’ultima seduta consiliare si è espresso a favore di una revisione delle misure di salvaguardia e  conservazione territoriale, e dei relativi piani di gestione, applicati sulla base di direttive comunitarie.
Lo spunto per affrontare la questione era stato fornito dalla mozione presentata da Antonino Oliveri (Pd) relativa all’ applicazione dei piani di gestione Sic e Zps e dei relativi possibili finanziamenti.
 
«La mozione nel suo contenuto non mi trova d’accordo su alcuni punti, ma ha il merito di aver aperto il discorso sull’ argomento» puntualizza Garibaldi, ricordando che il Consiglio, in maniera bipartisan ha deciso di rinviare il documento in commissione, per ulteriori esami ed approfondimenti. «E’ importante che ci sia la volontà unanime, indipendentemente degli schieramenti» di rivedere questi vincoli e la loro applicazione sul territorio. E’ importante che il Consiglio non si  spacchi su temi di questa rilevanza, che incidono sul territorio  della nostra Liguria e sul suo futuro».
 
Spiega Garibaldi : «Oggi, purtroppo i vincoli, applicati in maniera esasperata, impediscono lo svolgimento di attività antropiche. In molte zone, infatti, non è possibile non solo fare i boscaioli o costruire muretti a secco,  ma anche fare cose più semplici come raccogliere legna o  canne lungo il fiume. Ricordo che  quando ero ragazzo la semplice raccolta di canne lungo l’ Entella consentiva di tenere pulite le sponde del fiume, contribuendo ad evitare i disastri che oggi sono sotto gli occhi di tutti». Continua il consigliere: «Il vero problema oggi è l’abbandono del territorio. Come pensiamo di impedire il dissesto se non c’è più chi si occupa quotidianamente di fare pulizia e manutenzione? E, soprattutto, come pensiamo di far restare la gente nell’ entroterra, se noi impediamo ogni tipo di attività?» Conclude il consigliere: «Credo che sia davvero arrivato il momento di mettere in atto un’azione incisiva, capace di invertire la rotta».

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