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Imu su terreni agricoli, Rixi: “Ennesima mazzata a chi difende il nostro entroterra”

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Il consigliere regionale della Lega Nord Liguria e vicesegretario Federale annuncia un ordine del giorno nella prossima seduta per impegnare la giunta ad “attivarsi a nel ritiro del decreto attuativo Imu Agricola emanato dal Ministero dell'Economia”.

GENOVA – «Oltre a non ricevere un euro dal governo per i danni subiti nelle ultime alluvioni, i nostri agricoltori e artigiani che lavorano nell’entroterra per esempio nel settore dell’agroalimentare molto probabilmente si troveranno con l’esattore di Equitalia alla porta che gli porterà, come regalo di Natale, anche la nuova Imu sui terreni agricoli. L’ennesima beffa e l’ennesima mazzata che colpisce le nostre imprese messe in ginocchio più che dalla crisi a questo punto dal vampirismo del governo Renzi». Così Edoardo Rixi, il neo vicesegretario Federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria, che annuncia la presentazione di un ordine del giorno per impegnare la giunta ad “attivarsi a nel ritiro del decreto attuativo Imu Agricola emanato dal Ministero dell'Economia”.

«A Genova abbiamo tutta la coltivazione del basilico sulle alture di Pra’ gravemente danneggiata dalle ultime alluvioni – dice Rixi – abbiamo aziende familiari che fanno una produzione di eccellenza apprezzata in tutto il mondo che non solo hanno perso le serre ma in alcuni casi addirittura il terreno dove coltivavano, sbriciolatosi letteralmente a valle. Il governo invece di dar loro una mano a ripartire, annullare come chiediamo da tempo per 3 anni le tasse e destinare fondi alle opere di ripristino direttamente ai privati che fanno impresa e occupazione ha pensato bene di colpirli con l’ennesima bastonata. Ricordo che in Liguria le aziende agricole sono più di 12 mila, solo a Imperia poco meno di 5 mila dove gli occupati costituiscono l’8% dei posti di lavoro della provincia. Sappiamo anche che il maltempo ha ridotto drasticamente la produzione delle olive, fiore all’occhiello nella produzione olearia della nostra regione fatta da 119 aziende di Riviera Ligure dop, voce importante dell’export agroalimentare del nostro territorio.
Beffa nella beffa è che le tasse che il governo Renzi ha intenzione di estendere ai terreni agricoli non contribuiranno a rimpolpare le casse dei Comuni di esazione che anzi vedranno decurtarsi ulteriormente le risorse di attribuite a titolo di fondo di solidarietà comunale dallo Stato. Un vergogna vera e propria che dimostra come il PD, a tutti i livelli, veda le imprese solo come “vacche da spremere”. È ora di dire basta e iniziare la protesta fiscale che restituisca dignità e diritti ai nostri imprenditori, agricoli e non, che hanno ancora la voglia e il coraggio di fare impresa e creare posti di lavoro nel nostro Paese e nella nostra Liguria».

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