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Forza Italia e la situazione immigrati ospitati in Liguria

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Matteo Rosso, Forza Italia: “Ad oggi i 900 immigrati ospitati in Liguria sono costati allo Stato Italiano, per 7 mesi,  circa 6 milioni di euro. Se moltiplichiamo queste cifre per tutto il Paese significa che l’Italia ha speso milioni e milioni di euro togliendo risorse preziose a sanità, trasporti, welfare, famiglie ed imprese”

GENOVA – “La Liguria ospita 900 immigrati, anche in strutture sanitarie che dovrebbero essere a disposizione dei pazienti (vedi ex ospedale di Busalla) per un costo di 32,5 euro a persona,  il che significa, visto che la seconda tornata è arrivata in Liguria a giugno e ad oggi sono ancora qui, fino ad oggi queste persone sono costate allo Stato Italiano, e parliamo solo di Liguria,  29.250 euro al giorno, cioè 877.500 al mese, che per 7 mesi sono circa 6 milioni di euro. Una cifra spropositata se la si pensa moltiplicata per tutti gli immigrati presenti in tutta Italia”. Lo fa sapere il consigliere regionale di Forza Italia Matteo Rosso che questa mattina in Aula ha discusso la sua interrogazione  sulla situazione degli immigrati in Liguria.

Spiega ancora l’esponente di Forza Italia: “con il mio documento ho chiesto all’Assessore di sapere quante sono le persone ospitate in Liguria, dove vengono alloggiate, quanto costa mantenerle e come vengono gestite. Purtroppo la risposta all’interrogazione ha portato alla luce un fatto molto grave sia in termini di costi sia in termini di mancata risposta alla motivazione alla base del documento. Infatti la mia richiesta di informazioni nasceva dalla preoccupazione espressa dal consigliere comunale di Busalla Giacomo De Andrea il quale ha voluto sollevare, ancora una volta,  la questione della struttura dell’ex Ospedale di Busalla utilizzato invece che per gli scopi previsti, cioè Rsa per i cittadini, come luogo di appoggio di questi immigrati. Questo di fatto fa venire meno uno di quelli che sono gli impegni che questa amministrazione regionale si era presa con il territorio cioè di trasformare quella struttura in un plesso destinato alle esigenze socio sanitarie dei residenti”.

“A questo punto è evidente che la situazione evidenzia molte criticità. C’è da domandarsi in tutto questo come sia possibile che un Paese come il nostro che continua a tagliare voci di spesa fondamentali quali la Sanità, Trasporti e Welfare per le fasce più deboli della popolazione possa ancora continuare in questo modo. Stiamo parlando di milioni di euro spesi, mentre dall’altra parte si assiste ad un continuo aumento della pressione fiscale, a famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, a disoccupati senza prospettiva e senza sostegno dallo Stato, ad anziani con pensioni da fame, a imprese che sono sempre più tartassate ed a servizi sempre minori”, conclude Matteo Rosso.

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