laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

I giganti della montagna (da Pirandello) secondo Di Maio

Più informazioni su

Venerdì 12 dicembre ore 21.15 al Teatro Don Bosco la Compagnia Teatrale Dipartimentale

LA SPEZIA – Dopo “I giganti della montagna” – vero traguardo attoriale e registico per chi pratica la più classica delle arti performative – una Compagnia meno equilibrata della nostra, avrebbe potuto sentirsi un po’ come l’Alessandro Magno di Giovanni Pascoli che, giunto alla fine di tutto ciò che poteva conquistare ora si volge, turbato, a esaminare il significato del suo cammino e delle sue conquiste.
         
Quest’azzardata, ovviamente ironica, iperbole solo per condividere col nostro affezionatissimo pubblico la soddisfazione per l’intensa attività artistica svolta nell’anno che volge al termine. Dopo la temeraria realizzazione del primo atto de “I giganti della montagna – l’atto unico, ”I fantasmi” – perpetrata dalla C.T.D. il 23 maggio ultimo scorso, siamo oggi a proporre un prologo, un’elaborazione filmico-pittorica del primo, il secondo ed anche – udite udite – il terzo atto del dramma che l’autore agrigentino riprese nel dicembre 1936, appena pochi giorni prima di morire.
         
Giusto per rammentare la trama:

1) nel primo atto i teatranti di Ilse, detta La Contessa, una compagnia di giro che recita qua e là la “Favola del figlio cambiato”, scritta per amore suo da un giovane poeta morto suicida, incontrano gli strani abitanti della villa della Scalogna; il loro capo, maga Cotrona, sottolinea le affinità tra i due gruppi che praticano entrambi un’arte in grado di congiungere i corpi materiali ai fantasmi. Il territorio stregato della villa, dice Cotrona agli attori, è il lungo ideale per rappresentare la Favola. La contessa però vorrebbe rappresentare l’opera fra gli uomini al fine di divulgare universalmente il messaggio dell’autore.

2) Il secondo atto –  anch’esso improntato alla mia – femminocentrica – visione drammaturgica dell’opera – si svolge entro la villa nell’arsenale delle apparizioni di Crotona, uno stanzone occupato da strane masserizie. Qui si ritrovano, nel cuore della notte, il conte e la contessa, insonni: essi rievocano il loro felice passato e l’attuale, faticoso rapporto di coppia. Quando lasciano la scena, magicamente, i fantocci si animano e danzano. Maga Cotrona  prima invita Ilse a recitare la scena madre della sua commedia, poi fa comparire per incanto le figure di alcuni personaggi della Favola: immagini vive, così spiega la maga, create tali dalla fantasia del giovane poeta suicida. Poi convince Ilse a portare l’opera al pubblico dei giganti: ma è gente difficile, pericolosa, né le sue magie potranno aiutare gli attori, perché fuori della villa ella non ha potere.

3) Nel terzo – indubitabilmente scritto ex novo – si sottoporranno all’attenzione degli spettatori, punti di vista originali ed ipotetiche evoluzioni delle tematiche pirandelliane alla luce degli accadimenti propri del nostro tempo.
         
Il nostro non è, pur molto piacendoci, un teatro di ricerca o d'avanguardia. Noi prediligiamo operare – seppur amatorialmente – in un ambito piuttosto preciso denominato: “teatro di parola” – quello col copione, la postura, la dizione, la quarta parete, il Metodo Stanislavskij, ecc., ecc.. – mediato e contaminato da linguaggi tecnici e/o artistici innovativi, funzionali alla migliore fruizione del messaggio che vogliamo veicolare.
         
A tale proposito, la pièce alla quale fra poco assisterete, s’avvarrà di due diverse quanto stupende collaborazioni esterne: “nel secondo atto i magnifici ballerini della Dancing to Dance di Manuel Damelli animeranno fantocci dell’arsenale delle apparizioni mentre, nel terzo, i sublimi Valentina Pira ed Andrea Belmonte metteranno a fattore comune le loro fantastiche “Canzoni da marciapiede”.

Buona visione.                                                                                                                           

Roberto Di Maio

Più informazioni su