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Presentazione del volume “Italo Bernardini (1905-1991) scultore”

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LA SPEZIA – Raffaella Fontanarossa, storica dell’arte, attualmente docente all’Università di Bologna e alla IULM di Milano, già conservatore dei musei civici di Chiavari, presenterà il volume “Italo Bernardini (1905-1991) scultore”, martedì 9 dicembre, alle ore 17.00, nella sede dell’Accademia Lunigianese di Scienze “G.Capellini”(via XX Settembre 148), promotrice dell’interessante pubblicazione, che propone la significativa testimonianza artistica dello scultore, lucchese di nascita e spezzino d’adozione. L’evento culturale prevede gli interventi di mons. Luigi Ernesto Palletti, vescovo diocesano, di Sergio Cozzani, vice presidente dell’Accademia e di Marco Bernardini, figlio dello scultore. Il libro (“Ambrosiana Arti Grafiche”) comprende ampi testi di Fabrizio Mismas, Valerio P.Cremolini, nonché contributi di Giuseppe Benelli, Sergio Cozzani e di Lino e Marco Bernardini, principali protagonisti dell’affettuoso omaggio al padre.
Nella biografia dello scultore, trasferitosi alla Spezia nel 1927, ha avuto grande importanza, non diversamente da altri autorevoli colleghi spezzini, l’insegnamento dell’illustre maestro Angiolo Del Santo (1882-1938), che alla indiscussa competenza univa la capacità d’infondere entusiasmo e passione.

Scorrendo l’intenso ed esemplare vissuto di Bernardini si coglie quanto fu prevalente l’esigenza di perseguire una propria linea espressiva, privilegiando soluzioni figurative riecheggianti l’irrinunciabile lezione dei classi¬ci che hanno esercitato su di lui una bene¬fica e duratura influenza. Nello sviluppo delle sue sculture si coglie l’inclinazione classicista nel linearismo delle forme, nell’armoniosa scansione fra zone di luce e di ombra, sapientemente generate dalla modellazione quando più decisa o quando addirittura sfuggente.

Osserva Mismas che “quella di Bernardini fu una vera cultura del lavoro, cultura dello scultore a tempo pieno. La sua giornata era occupata appunto dal lavoro e Bernardini non discriminava tra opere di serie A e opere di serie B: dovevano essere rigorosamente conclusi tanto un piccolo rilievo ornativo quanto una statua di grandi dimensioni e con la stessa passione e la stessa dignità e senza gerarchie”.
L’artista, infatti, non amava compiacersi dei risultati conseguiti ed una peculiarità del suo modo di esercitare la professione artistica, fu quella d’imporsi, come regola del suo non fa¬cile lavoro, una severità adulta impa¬rentata al massimo rigore.

Scorrendo le pagine della monografia, documentata da splendide opere dello scultore, tra cui molte a tema sacro, si avverte la sua laboriosità e le indiscutibili qualità tecniche nello scolpire il legno o modellare la creta con invidiabile talentuosità. Oltre all’importante capitolo italiano, compresa l’attività svolta alla Spezia, caratterizzata da importanti lavori collocati, tra gli altri, in chiese della città e della provincia,  la vita artistica di Bernardini è stata caratterizzata dalla proficua trasferta vissuta negli Stati Uniti d'America. Dal 1957 e sino al 1968 risiedette a Boston. Anche il senatore  John Fitgerald Kennedy (1917-1963) fu un suo prestigioso committen¬te. È di proprietà della famiglia del 35° Pre¬sidente degli Stati Uniti un bronzo a grandezza naturale, che lo raffigura in un consueto atteggiamento durante una conferenza stampa. Oltre a Boston altre città americane e canadesi (San Francisco, Los Angeles, Portland, Providence, Dallas, Chicago, Toronto, ecc.) posseggono sculture in legno, marmo, terracot¬ta e pietra di Bernardini.

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