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Balneari, Rixi: «Settore da rilanciare e sostenere. Subito abolire gli studi di settore»

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GENOVA – «Il settore balneare in Italia e in Liguria in particolare è un comparto di eccellenza che deve essere sostenuto con forza e rilanciato accompagnandolo in chiave innovativa e di ecosostenibilità. Gli operatori sono pronti a crescere e a rinnovare le proprie attività: il governo si deve dare una mossa e promuovere le imprese virtuose che oggi sono schiacciate nella morsa tra abusivismo e iniquità di tassazione». Così dichiara Edoardo Rixi, consigliere regionale e vicesegretario federale della Lega Nord, che oggi, mercoledì 10 dicembre, alle 12.30  parteciperà al Convegno organizzato da Donnedamare per la presentazione del “Manifesto per lo sviluppo sostenibile e della ricettività marina” nella sala Auditorium in piazza De Ferrari, sede Regione Liguria.

«È decisamente condivisibile il manifesto presentato dall’associazione delle imprenditrici del settore balneare in collaborazione con Cesab-Centro di ricerche interuniversitario in scienze ambientali e biotecnologie – dice Rixi – tuttavia ci sono dei nodi che la politica ha il dovere di sciogliere per rilanciare il comparto nel segno dell’ecosostenibilità e di un più ampio accesso alle nostre spiagge.
Oltre alla riduzione del carico fiscale che deriva dall’applicazione iniqua degli studi di settore disallineati rispetto ai dati reali delle ultime stagioni, va radicalmente rivista la percentuale di Iva applicata al settore, la più cara d’Europa. Non solo: occorre arginare i pericoli che derivano dall’applicazione della direttiva Bolkestein decisa in modo miope dall’Europa che vuole consegnare direttamente in mano delle finanziarie e delle grandi multinazionali le nostre spiagge senza garanzia alcuna sulla fruizione futura, snaturando il carattere familiare dell’attuale gestione degli stabilimenti.
Vanno inoltre presi provvedimenti urgenti sul tema dello smaltimento dei rifiuti portati dal mare: è inaccettabile che i gestori debbano farsi carico di tariffe pesantissime perché oggi il legname che arriva sulle nostre spiagge è soggetto al trattamento dei “rifiuti speciali”.
Nella nostra regione, le imprese che lavorano nel turismo e nell’indotto balneare sono oltre 6.500 – calate dell’1,6% solo nell’ultimo anno – e costituiscono una risorsa eccezionale che deve essere tutelata, promossa e non tartassata con balzelli e burocrazia, senza garanzie per il futuro».

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