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La tattica | Trovare alternative al 3-5-2 per migliorare la fase offensiva?

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Andrea Catellani, in molte gare l'uomo in più dello Spezia – Foto Patrizio Moretti

 

Catellani è il giocatore che potrebbe garantire un giusto raccordo tra centrocampo e attacco, in vista di una possibile soluzione che preveda due punte di ruolo

LA SPEZIA – Smaltita ormai la delusione per la doppia e ghiotta occasione mancata (1 punto traTrapani e Cittadella), si getta fuori dalla finestra, come con l’aria cattiva, ilmugugno di questi giorni e si torna con calma a pensare a quei piccoli accorgimentiche ancora necessitano a questa squadra per diventare veramente grande.

Il pensiero di tutti va al reparto offensivo, o meglio, alla “fase” offensiva, che significa tutta un’altra cosa rispetto a “reparto“.

Il reparto offensivo è composto dei nomi e dei cognomi dei nostri attaccanti ed è dato dalla loro presenza. La fase offensiva è, ancor più nel calcio moderno, il movimento in avanti di tutta una squadra ed è questo l’aspetto che il mister sta curando maggiormente in questi giorni.

Quei “soli” 19 gol all’attivo stonano troppo per una squadra che dispone di quei nomi e di quei cognomi ed è un peccato enorme vista l’ottima predisposizione a subire poche reti.

Il “tagliando di registrazione” ricevuto in questa prima parte di campionato è di quelli rassicuranti, che fanno pensare quanto poco manchi per compiere davvero quel salto in più che farebbe esplodere letteralmente tutto un ambiente che si è finalmente ritrovato dopo anni di buone vittorie ma di cattive prestazioni e sensazioni.

C’è da dire che lo Spezia è una squadra che non prende e probabilmente non prenderà mai imbarcate, che non subisce gli avversari se non per brevissimi tratti della partita, come è anche naturale che sia per una squadra ricostruita da capo solo qualche mese fa.

E’ una squadra che conosce l’arte del saper stare in campo per “fare punti“, con quei reparti quasi mai disuniti e quella propensione massima alla copertura degli spazi e al fraseggio corto, accortezza tattica che è necessaria per fare bene, o molto bene, in questa categoria.

Le idee sono state chiare e nette fin da subito, nessun tiki-taka proposto da un mister che ama ed ha vissuto il calcio spagnolo, ma capacità comunque di dettarebuona parte del ritmo di una partita con gioco orizzontale mai troppo banale, e poi improvvise verticalizzazioni, o incursioni di giocatori posti tra le linee avversarie. In questo modo la squadra ha dimostrato di saper far male, oltre che sui calci piazzati.

Al mister adesso tocca trovare alternative altrettanto affidabili al 3-5-2, alternative, soprattutto, che garantiscano alle punte una maggiore presenza negli ultimi 16 metri. E’ questo ciò che manca più di tutto.

Se la fase offensiva darà segnali di crescita in questa direzione, e se allo stesso tempo il centrocampo saprà assicurare alla difesa il giusto filtro fin qui garantito, allora si potrà davvero sognare in grande, in grandissimo.

Ma non sarà semplice. Se guardiamo la classifica oggi, 10 dicembre, ci accorgiamo di quanto sarebbe deleterio sperperare quel patrimonio di solidità fin qui raggiunto. Sarebbe altrettanto deleterio, però, non sfruttare appieno il potenziale d’attacco di cui questa squadra dispone come mai in passato. Ci troviamo quindi nel “mezzo“.

Provare a rischiare o continuare a “muovere” la classifica?

Catellani è il giocatore che potrebbe garantire un giusto raccordo tra centrocampo e attacco, in vista di una possibile soluzione che preveda, oltre all’attaccante di Reggio Emilia, due punte di ruolo.

A questo proposito, Situm o Cisotti potrebbero affiancare una punta di peso(Ebagua o Giannetti) ed assicurare una maggiore vivacità e velocità a tutto il reparto.

Ma una coppia Ebagua – Giannetti, se ci si punterà forte e senza rinunciare aCatellani, potrebbero da un momento all’altro fare le fortune di questa squadra, a costo che si arrivi con più continuità sul fondo per crossare.

Due punte del genere necessitano solo di questo, soprattutto nelle partite interne. A centrocampo continuerebbero ad essere indispensabili due mastini da affiancare aJuande, due giocatori che corrano 90 minuti e permettano allo spagnolo eCatellani di ragionare e fare male col palleggio.

Se Bakic dimostrerà al mister adeguati progressi nella fase di non possesso e nella fase difensiva, potrebbe essere ancora lui assieme a Juande e Brezovec, a dare equilibrio a tutti.

Juande, Brezovec, Bakic, Catellani, Migliore, Milos, Schiattarella, Acampora, Canadja, De Col, tutti dietro ai “due” davanti.

Un equilibrio trovato e certificato, dunque, e un altro equilibrio da ricercare ma di quelli che possono davvero far volare.

Che sia arrivato il momento di mettersi ancora più in gioco e rischiare?

 

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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