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Pesca sportiva, Coldiretti torna alla carica: «Fenomeno fuori controllo»

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In Liguria 10mila pescasportivi, a fronte di un migliaio di professionisti. E il mare si svuota. Chiesto incontro alla Regione

GENOVA – Coldiretti Genova e La Spezia e l’Associazione Impresa Pesca Liguria tornano alla carica sul problema della pesca sportiva nella nostra Regione. Domenico Pautasso, direttore Coldiretti Genova e La Spezia, e Daniela Borriello, responsabile regionale Pesca Coldiretti, hanno scritto in merito una lettera al presidente Burlando, all'assessore Barbagallo, ai prefetti di Genova e della Spezia e al comandante della Capitaneria genovese, Vincenzo Melone.

"Le nostre imprese – si legge nella missiva inviata alle istituzioni – registrano un aumento costante di figure che svolgono l’attività di pesca sportiva. Ci siamo presi la libertà di definirla attività, in quanto da una stima effettuata dalla Regione Liguria sembrerebbe che queste figure abbiano raggiunto un numero complessivamente notevole, e che quotidianamente operino in tal senso".

Si parla di circa 10mila pescasportivi sul territorio regionale a fronte di un migliaio di professionisti, con 560 barche. E chi pesca per diletto può prendere fino a 5 Kg di pescato al giorno, tutto – almeno in teoria – destinato all'autoconsumo. È chiaro che con questi numeri le cose per i pescatori si fanno difficili.

"Stimiamo per difetto un paio di Kg di pesce pescato a settimana: vogliate immaginare il quantitativo di pesce che viene sottratto ai nostri mari e ai nostri pescatori", scrivono Borriello e Pautasso.

E non esitano a sottolineare come la pesca sportiva a volte vada oltre le regole, viziando il mercato con i propri prodotti, evitando tra l'altro la trafila di controlli – compresi quelli igienico sanitari – alla quale sono sottoposti i professionisti. "Il fenomeno ha ormai dimensioni fuori controllo. – così nella lettera della Coldiretti – Tale attività, anche svolta sotto forma amatoriale e sportiva, potrebbe in alcune circostanze sfociare in un commercio illegale. Conosciamo gli impegni e gli atti messi già in campo dall’amministrazione regionale per organizzare e coordinare il  fenomeno, e di questo ringraziamo l'amministrazione stessa. Purtroppo la situazione sta assumendo caratteri giganteschi che mettono davvero in difficoltà i pescatori professionisti liguri".

Coldiretti chiede alle istituzioni un confronto per dare via a un percorso che regolarizzi e mitighi la pesca sportiva, in modo da tutelare le imprese del settore ed evitare dannose invasioni di campo. Da parte dell'associazione non mancano le proposte; Daniela Borriello ne elenca alcune: "Innanzitutto, come per i cacciatori, anche i pescasportivi dovrebbero avere un regolare tesserino. Inoltre, la loro attività dovrebbe essere limitata a determinati archi temporali. Altro punto: sarebbe positivo introdurre l'obbligo del taglio della pinna per evitare che il pescato dei dilettanti arrivi sul mercato. Un'altra richiesta è che i pescasportivi non usino nasse e palangari, strumenti dei professionisti".

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