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Dalla Belle Epoque al Surrealismo degli Anni Folli attraverso e nonostante la Grande Guerra

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Conferenza di Annalisa Tacoli

LA SPEZIA – Come diceva lo scrittore Paul Morand: "Quella della Belle Epoque fu una società che visse inconsapevolmente su un campo minato, in un’Europa ormai mutata,dilaniata da due guerre atroci". E’ convenzione far iniziare la Belle Epoque con il 1871. I  44 anni che separano questa data da quella funesta, del 1914 (scoppio della Grande Guerra) costituiscono per l' Europa un periodo felice, fondato su una politica liberale e su di uno sviluppo scientifico senza precedenti, fiorito grazie a una libertà di pensiero e  un laicismo prima sconosciuti.
Tutto sembrava ormai possibile in ogni ambito: romanzo, poesia, teatro, ma anche diplomazia, finanza.                                                                                                                                                                                   
La Francia conobbe un tale sviluppo politico e  industriale da diventare seconda potenza coloniale, dopo l’Inghilterra.  L'Europa era in pace da trent'anni. Le innovazioni tecnologiche e la fiducia nel progresso avevano creato un clima di spensieratezza e di fiducia nel futuro che coinvolgeva anche le classi meno abbienti.
Tutto dava la sensazione che si fosse raggiunto uno sviluppo grandioso e destinato a durare per sempre.
Intanto però, in questa sfolgorante cornice di potenza e di entusiasmo, le tensioni politiche continuavano, più o meno sotterranee, tra repubblicani, monarchici, nazionalisti. L’immagine ridente della Belle époque nascondeva tensioni e rivalità, sia fra gli stessi paesi europei che fra Europa e  Stati Uniti.
Alla frenesia dei balli del Moulin Rouge presto si sostituirà il crepitare dei fucili.
La Belle Epoque era finita. Iniziava quello che venne definito "secolo breve", ove tutto sembrava andare alla deriva, come se nulla avesse più radici.                 

La manifestazione è aperta a tutti.

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