laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

La Spezia Possibile: “Progetto Paita superato dalla storia, con Cofferati per un altro modello di sviluppo, guardando a Sinistra”

Più informazioni su

LA SPEZIA – “In queste ore si sta consumando uno  spiacevole dibattito che, rispetto alle future primarie per il candidato a presidente della Regione Liguria, pone al centro aspetti che riteniamo assolutamente secondari, come la questione anagrafica e la città di provenienza dei candidati. Crediamo invece opportuno e necessario si sviluppi un ragionamento sulle priorità programmatiche di chi si candida a ricoprire una funzione così importante e delicata.
Proprio a partire da questo   La Spezia Possibile esprime la sua convinta adesione al programma che Sergio Cofferati intende attuare nella nostra regione come Presidente.

Crediamo innanzitutto ci sia bisogno di una stagione di profonda rottura con un sistema, quello interpretato da Burlando – Paita in questi lunghi anni in cui si è perseguito un modello di sviluppo miope che ha impoverito la nostra Regione, fanalino di coda del Nord Italia, con un tasso di disoccupazione giovanile tragico, perché si è privilegiato il consenso alla programmazione. In questi anni sono state inaugurate  e finanziate troppe piazze e troppo poco si è fatto per mettere in sicurezza un territorio così fragile, approvando, peraltro, provvedimenti dannosi, primo fra essi il famigerato “Piano Casa”, il più devastante d’Italia, secondo le Ass.ni Ambientaliste, prorogato per ben due volte (l’ultima proroga scadrà a fine Giugno 2015) e che, in un primo momento, voleva essere addirittura esteso ai parchi.
Il tutto in un territorio urbanizzato all’estremo, nella costa come nell’entroterra, con un patrimonio immobiliare privato inutilizzato tra i maggiori in Italia.

Una stagione caratterizzata dall’assoluta mancanza di visione nella programmazione dei fondi Europei che se utilizzati, come è stato fatto, secondo la vecchissima logica della “contribuzione a pioggia”, producono, probabilmente, consenso, ma nessuno sviluppo durevole per i territori.

Una Regione che, anche in materia di dissesto idrogeologico ha privilegiato la somma urgenza alla prevenzione pur sapendo che la prima costa 10 volte tanto la seconda e non offre alcuna garanzia di risultato sul medio-lungo periodo.
Non ci convince affatto l’approccio “interventista” della Regione e segnatamente dell’Assessore Paita che ha finito per fare (secondo il proprio modello, di “Sindaco della Liguria”) gestione diretta anziché pianificazione, sostituendosi di fatto ai Sindaci, con cui più che un rapporto dialettico è stato instaurato un rapporto fondato sulla subalternità, economica e culturale e sulla fedeltà alla persona.
Non proprio un modello Istituzionale e Democratico.
Anche così , a nostro avviso,si spiega la larga adesione alla candidatura della Paita da parte di molti Sindaci della nostra provincia.

Non dimentichiamo, inoltre, il convinto SI di Raffaella Paita alla privatizzazione dell’acqua pubblica e il ruolo svolto nella vicenda ACAM dove, dopo aver scoperchiato il “vaso di pandora” ha lasciato da pagare il conto assicurandosi un comodo rifugio in Regione.
Per non parlare del “progetto politico” dell’Assessore Paita che dietro la superatissima e fallimentare “vocazione maggioritaria” nasconde quella cultura delle larghe intese con pezzi di un centrodestra Ligure che in questi anni ha mostrato a livello regionale e nelle realtà territoriali governate (si pensi all’imperiese e allo scajolismo a cui Paita cerca di sostituirsi) tutta la propria inadeguatezza.

Così come non ci sfugge che autorevoli esponenti della Destra Ligure (da Orsi a Vinai, passando per numerosi Sindaci , anche della nostra Provincia) abbiano già fatto il proprio endorsment a favore dell’Ass. alle Infrastrutture.
Noi siamo per programmi chiari espressione di coalizione che si formano alla luce del sole, su un progetto condiviso: senza alcun trasformismo.

Volgiamo lo sguardo ad un progetto di centrosinistra che guardi con interesse a quanto si sta costruendo (anche nella nostra Provincia) con la Rete a Sinistra che Cofferati ha salutato come una bella novità nel panorama politico Regionale e con il quale ha proficuamente interloquito nel merito della tante idee e dei temi che ci caratterizzano.
Una Sinistra affatto immobilista ma radicalmente riformatrice, con l’ambizione di guidare i processi di trasformazione e non subirli spacciando il tutto per “modernità” e che ha quale caposaldo il tema dello sviluppo sostenibile dato che il modello di crescita infinita (in una fase storica in cui si ridiscute persino il concetto di PIL) che Paita e Burlando incarnano, continua a mostrarci drammaticamente tutti i suoi limiti sotto forma di alluvioni, frane, smottamenti, dissesto.
Noi siamo per un altro modello di sviluppo, in cui ambiente e lavoro e ambiente e sviluppo infrastrutturale non stiano più in contraddizione tra loro.

Perché il discrimine non è tra “fare” e “non fare” ma tra il “fare a prescindere” (facendo anche danni) e “come fare”.  Con Sergio condividiamo l’ambizione di passare dalla retorica Berlusconiana del “fare” a quella del “fare  bene”.
Così come siamo fortemente persuasi dal fatto che Cofferati abbia messo al centro della propria agenda il tema della diseguaglianza e della povertà e lo diciamo proprio nei giorni in cui l’OCSE certifica che nel nostro paese ( in cui il 10% della popolazione possiede il 45% della ricchezza privata) tra il 1985 e il 2000 le diseguaglianze ci sono costate 6.6 punti PIL.
Sergio ha dato centralità al tema non solo a parole ma indicando strumenti concreti: primo tra essi il “reddito minimo garantito”.
Riteniamo, infatti, necessario rimettere al centro il lavoro cercando di garantire maggiormente chi è inoccupato.
Condividiamo, inoltre,  la necessità di rilanciare il turismo nella nostra regione investendo nella Cultura, spesso ritenuta,a torto, di secondaria importanza ma che in una Regione che vanta un patrimonio culturale come il nostro, può rappresentare un motore di sviluppo e occupazione.

Non è in una logica di sterile contrapposizione ma, al contrario, badando al merito dei temi, all’impianto politico e alla cultura amministrativa che abbiamo deciso di sostenere convintamente una figura di grande autorevolezza e spessore come quella di Cofferati,  che verso le nostre istanze ha mostrato grande interesse e che riteniamo di poter ancor meglio caratterizzare con i nostri contenuti e le nostre sensibilità.
Sosteniamo Cofferati perché lo riteniamo maggiormente competente e capace e perché condividiamo la sua idea di Liguria.

Il nostro auspicio è che nelle prossime settimane si abbia la capacità di “stare alla politica” (e possibilmente discutere di merito) abbandonando una sterile polemica, spesso caratterizzata da toni insultanti,a cui, come Cofferati ha evidenziato più volte, nessuno dei suoi sostenitori ha in animo di rispondere.”

La Spezia Possibile (Area Civati)

Più informazioni su