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Sentinelle in piedi: testimonianza pubblica in favore della famiglia e della libertà di espressione

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LA SPEZIA – Un centinaio di Sentinelle in Piedi hanno vegliato ieri pomeriggio alla Spezia in Piazzetta del Bastione sotto la pioggia, a tratti battente, dalle 16 alle 17. In silenzio, con in mano un libro, oltre all’ombrello, hanno dato testimonianza pubblica in favore della famiglia e della libertà di espressione. La scena delle sentinelle disposte a scacchiera a un metro l’uno dall’altro, in piedi accanto ai pacchi illuminati dell’arredo urbano natalizio, ha stupito i passanti, alcuni dei quali si sono fermati a fare foto.

«Non siamo contro alcuna persona – ha detto il portavoce nel discorso iniziale – e manifestiamo pacificamente, proprio per testimoniare qualcosa che ci è dato in quanto uomini. Siamo qui in silenzio per lasciar parlare la bellezza della famiglia, nucleo naturale e fondamentale della società. Se viene messa in crisi la famiglia, tutta la società va in crisi. Siamo qui per lasciar parlare la bellezza dell’identità umana, maschile e femminile. Se, attraverso leggi e altri provvedimenti, vengono imposti altri modelli, il rischio per le persone e la società è grave».
«Siamo qui per denunciare una serie di minacce contro l’uomo in corso nella nostra società nei confronti delle quali è sempre più difficile dissentire senza essere accusati di oscurantismo e ancora peggio di omofobia. Siamo qui oggi per denunciare che la libertà d’espressione è sotto attacco, la famiglia è sotto attacco, la dignità stessa dell’uomo è sotto attacco».

«Lo dimostra il fatto che in Senato è fermo – ma il suo iter potrebbe riprendere in qualunque momento – il ddl Scalfarotto cosiddetto sull’omofobia, che, col pretesto di tutelare le persone con orientamento omosessuale da aggressioni e violenze, mette a rischio la libertà d’espressione di ciascuno. Con questo testo, infatti, chiunque si dica contrario alle adozioni da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso o a favore della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna potrebbe essere considerato colpevole di “omofobia”, un reato non definito dall'ordinamento giuridico ma che, se il testo diventasse legge, potrebbe punire i colpevoli con il carcere fino a un anno e sei mesi».

«Sebbene la legge non sia ancora stata approvata, la censura è già in azione. Non bastano infatti le continue accuse di “omofobia” che giungono in modo più o meno aggressivo durante le veglie in piazza, nonostante le sentinelle veglino silenziose. Ad esse si aggiungono ulteriori minacce alla libertà di espressione, come testimonia la bufera mediatica e politica che si è scatenata nelle scorse settimane contro la professoressa di religione di Mocalieri, Adele Caramico. Accusata di omofobia da un suo alunno attivista arcigay, è stata completamente scagionata da un’indagine interna condotta dal dirigente scolastico. Nessuno, però, ha ancora chiesto scusa per l’indegna caccia al mostro».

Alla Spezia quella di ieri è stata la quarta veglia del 2013. «Siamo qui perché gli attacchi continuano, perché la propaganda del gender si diffonde fin dagli asili nido con la distribuzione di fiabe che indottrinano i bambini all’omosessualità, con speciale riferimento alla filiazione, attraverso la fecondazione eterologa».

In poco più di un anno, solo grazie al passaparola migliaia di persone hanno vegliato in oltre 150 città italiane. Il 5 ottobre scorso le Sentinelle in Piedi hanno vegliato in 100 piazze in tutta Italia. E ieri, in contemporanea alla Spezia, hanno vegliato Roma, Milano, Bolzano, Parma, Rieti e Forlì.

«Tutto ciò non è il frutto di una pianificazione fatta a tavolino, ma è un popolo che ha intuito prima di altri che il momento che stiamo vivendo è epocale e richiede di scendere in campo!! Richiede di metterci in gioco in prima persona, tutti, per difendere la libertà d’espressione, la famiglia fondata sull’unione tra un uomo e una donna e, soprattutto, i diritti dei più piccoli e più deboli».

«Ringrazio uno per uno tutti i partecipanti – ha concluso il portavoce -, perché, con la vostra presenza silenziosa, al freddo e sotto la pioggia, avete lottato per tutto questo. Noi, oggi, abbiamo la responsabilità di far sapere a tutti quanto sta accadendo riguardo all’uomo, alla famiglia e alla libertà di espressione, in modo che nessuno possa dire: “non sapevo”, “non me ne ero accorto”».

La veglia è stata protetta dagli agenti della Polizia, che hanno garantito la sicurezza dei partecipanti, anche alla luce delle aggressioni che erano avvenute in altre piazze italiane nelle scorse settimane.

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