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Damir Miskovic: “Complimenti ai ragazzi, la strada è quella giusta, il progetto funziona”

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La cena di Natale della società è stato il momento per scambiare qualche battuta con Damir Miskovic, sull'universo Social Sport, dalla Croazia allo Spezia.

LA SPEZIA – Cena di Natale dello Spezia Calcio, al Ristorante La Rada di Porto Lotti, c’è la gran parte della dirigenza, manca solo Gabriele Volpi, impegnatissimo con il lavoro in questo periodo.
C’è però il Presidente Matteo Volpi che prende la parola per dare inizio alla cena, con gli auguri ed i saluti a tutti gli intervenuti.

Calciatori e famiglie, collaboratori e giornalisti affollano il salone, allietati dall’esibizione dell’imitatore David Pratelli, abile a riproporre tanti personaggi famosi del mondo del calcio con ironia e bravura.
Il clima è festoso e ben si sposa con il nuovo corso della società, anche nell’apprezzabile idea di destinare il budget per i regali di rito, a ben più utili donazioni in beneficenza.

Oltre ai vice presidenti Barreca e Corradino, non poteva mancare il consigliereDamir Miskovic, “Il Presidente” per tutti, visto che impersonifica, specie in questo periodo, idee e progetti di Grabriele Volpi, a Fiume come a La Spezia.
Miskovic prende la parola e fa i complimenti alla squadra per ciò che sino a questo momento ha fatto in campionato: “Sono orgoglioso di voi, andiamo avanti con questa grinta e facciamo vedere a tutta Italia cosa possiamo fare, se arriviamo solo nelle prime otto bene, se facciamo di più, ancora meglio, ma in ogni caso ci riproveremo“.

Parla poco, perché dice: “C’è la torta da mangiare, anche se, con tutti i soldi che avrà speso Marino per comprarla, sarà freschissima

Poi il taglio della torta, il brindisi e, un’ultima cosa, Miskovic chiama il capitano vicino a se per fare un
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 “Voglio dire alla squadra che se, nelle prossime tre partite, farete sette punti, verrò nello spogliatoio una volta, se invece ne farete nove, verrò nello spogliatoio due volte“.
Un incentivo in più per concludere il 2014 con un risultato straordinario.

Quando la gran parte degli intervenuti ha già lasciato il ristorante, Miskovic si intrattiene con i giornalisti per scambiare qualche battuta, quasi un’intervista informale sul modo Social Sport, svariando dalla Croazia, all’Italia, allo Spezia.
Se l’Italia non cambia modo di gestire il calcio sono dolori, troppi soldi ai calciatori, in un periodo nel quale i soldi stanno scarseggiando – una delle considerazioni, a confronto con la Croazia – in giro per l’Europa si possono fare buoni affari senza spendere cifre pazze“.

Il modus operandi per il futuro è chiaro: “Programmazione, spazio ai giovani e sguardo sempre attento al bilancio, così sta sopravvivendo il Rijeka, così dovrà sopravvivere lo Spezia. E’ inutile inseguire obiettivi al di fuori della portata di città come Fiume o La Spezia, per poi fare il salto nel buoi e tornare subito indietro“.

Poi una considerazione sullo Spezia attuale e su Bjelica: “Nenad ha un modo di gestire la squadra e lo spogliatoio, simile a quello del tecnico del Rijeka (ndr: Matjaž Kek), se un giocatore non si allena bene, non gioca. Il modo di intendere il calcio poi è mirato all’attacco, a cercare sempre di vincere. La cosa importante si è vista in questo periodo, tu puoi cambiare anche cinque giocatori della partita precedente e la squadra rende sempre allo stesso modo“.

E sugli obiettivi futuri: “Il progetto triennale per salire in Serie A, prevede il rafforzamento di tutte le componenti, la città deve crescere con la squadra, altrimenti ci si trova impreparati. Comunque noi invece preparati li siamo, se la massima serie dovesse arrivare prima, sono convinto che riusciremmo a salvarci. L’obiettivo è quello di salire per rimanerci, la serie A per Spezia è come l’Europa League per il Rijeka, traguardi prestigiosi, ma possibili“.

Non mancano i paragoni sulle strutture, con lo Stadio a Fiume già in cantiere: “Da noi, il Comune ha una percentuale nelle quote societarie, ma in pratica si occupa di pagare la gestione dello stadio e delle infrastrutture collegate. Il nuovo Stadio lo costruiremo noi, ma il comune si preoccuperà di realizzare tutte le infrastrutture accessorie e la viabilità. A Spezia questo sarà mai possibile?“.

Difficile purtroppo, la differenza è questa, ma anche la burocrazia e le limitazioni di un paese che, dal punto di vista delle strutture sportive, deve ancora crescere moltissimo.
La serata si conclude, Miskovic saluta e riparte a bordo del suo bolide, ieri è già tornato a Fiume, lo attendeva la cena di Natale della società croata.


Enrico Lazzeri – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it/
 

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