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Aspirina: i mille volti di un farmaco

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Assemblea Regionale della SIMG (Società Italiana di medicina Generale) Liguria

L’acido acetilsalicilico si conferma ancora oggi il farmaco più studiato e ricco di grandi sorprese. Dall’azione antidolorifica, antinfiammatoria e antipiretica, alla prevenzione cardio-oncologica

LA SPEZIA – L’acido acetilsalicilico, universalmente  noto come Aspirina, rappresenta uno dei principi attivi più utilizzati nella storia della medicina: da più di un secolo, infatti, viene impiegato come antinfiammatorio, antidolorifico e antipiretico. Dagli anni ’70, poi, l’attenzione della comunità medico scientifica si è concentrata sugli effetti d’inibizione dell’aggregazione piastrinica, ed i conseguenti vantaggi in termini di prevenzione cardiovascolare con regimi terapeutici a basso dosaggio (75/100 mg al dì). Il medesimo farmaco utilizzato nella prevenzione cardiovascolare, sta dimostrando un’efficacia, ipotizzata già alcuni anni fa ma che ora trova conferme crescenti, anche nel campo della prevenzione dei tumori, soprattutto quelli del tratto gastrointestinale (cancro del colon retto, dell’esofago e dello stomaco).

I dati a supporto di questa tesi sono frutto di analisi retrospettive condotte su studi dedicati alle patologie cardiovascolari, nei quali i pazienti assumevano il farmaco a lungo termine. Di questi temi si parlerà anche in occasione della prossima Assemblea Regionale SIMG Liguria, che si svolgerà sabato 20 dicembre a La Spezia.
“Dalla revisione della letteratura internazionale si è visto che l’effetto preventivo sulle patologie oncologiche si ottiene con l’assunzione giornaliera di aspirina a basso dosaggio (intorno ai 100 mg al dì)  per un periodo prolungato – ha dichiarato la Dott.ssa Cristina Rossi, medico di Medicina Generale presso ASL 5 di La Spezia e Presidente Regionale SIMG –  L’assunzione anche continuativa per i primi tre anni non determina differenze significative ma è stato visto che l’effetto protettivo verso i tumori sembra essere dipendente dai tempi di esposizione alla terapia. A 5 anni di trattamento continuativo, infatti, – prosegue Rossi- si è osservata una sostanziale riduzione della mortalità per tumori. Non solo, altro dato molto interessante riguarda il possibile beneficio in termini di riduzione della frequenza delle metastasi.”

Perché l’aspirina a basso dosaggio possa avere un’indicazione specifica per la prevenzione oncologica è necessario avere conferme da studi clinici mirati che possano dire con certezza quali tumori, in  quali soggetti, a quali dosaggi e per quanto tempo sia necessario somministrare il farmaco per avere effetti di protezione oncologica. Valutazioni preliminari sui dati presenti negli archivi dei medici di medicina generale sono state presentate a fine novembre al 31° Congresso Nazionale SIMG di Firenze e sembrano confermare questa tesi.
“La necessità di definire studi ad hoc su ampie popolazioni di pazienti è partita anche dall’interpretazione dei dati attualmente disponibili. – continua la Dott.ssa Rossi- Per quanto ci riguarda, la nostra società scientifica (SIMGpossiede una banca dati chiamata Health Search, cui afferiscono circa 1.000 medici di medicina generale, relativa a oltre 1 milione di pazienti. L’analisi retrospettiva di questa ampia mole di dati sta confermando le evidenze positive dell’impiego di aspirina anche nella prevenzione oncologica”.
Se dal 2013 le Linee Guida Statunitensi ed Europee si sono dichiarate concordi riguardo l’utilità di aspirina a basso dosaggio nei pazienti a rischio cardiovascolare elevato in prevenzione primaria,  l’eventuale conferma del beneficio oncologico potrebbe, in futuro, ampliare l’utilizzo anche per i pazienti a rischio cardiovascolare moderato. Un altro beneficio importante, che verrebbe dalla conferma dei dati attuali, è che la consapevolezza di attuare una doppia prevenzione – cardiovascolare e oncologica – con un singolo farmaco, potrebbe migliorare notevolmente l’aderenza alla terapia dei pazienti. Un aspetto, questo, sempre cruciale nei trattamenti a lungo termine.

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