laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

La tenuta di Marinella

Più informazioni su

Gli allenamenti, la visita, tante domande ed il disappunto di  Mangia Trekking

LA SPEZIA – Nei giorni scorsi una rappresentanza dell’associazione Mangia Trekking, accompagnata e guidata dal   Dott. Gianfranco Paolini, direttore di Marinella spa, ha effettuato una visita nella “Tenuta di Marinella”. Il luogo preferito da alcuni associati per gli allenamenti infra-settimanali, su cui tante volte all’interno dell’associazione si era dibattuto circa il rinomato, tanto discusso  e mai realizzato “Progetto Marinella” (il progetto per recuperare e valorizzare la “Tenuta”). Così alcuni dirigenti dell’associazione, cogliendo anche l’occasione del prossimo Natale, e del bel rapporto di collaborazione nato tra lo stesso team dell’alpinismo lento e “La Butegà” della Tenuta, sono andati a conoscere direttamente la situazione di quel vasto (circa 300 ettari) patrimonio pianeggiante  verde, che situato sul confine tra Liguria e Toscana, in prossimità del delta del fiume Magra,  è compreso tra le colline della Bassa Val di Magra ed il  mar Ligure. Una posizione straordinaria, sicuramente tra le più belle d’Italia. La storia del luogo ci dice che fin dagli anni ’50 (cinquanta), nelle diverse unità ponderali che componevano la Tenuta di Marinella, il latte era la principale risorsa. Appena munto dalle tante vacche allevate nella Tenuta, il latte veniva raccolto ed avviato alla commercializzazione nella zona. Da allora ad oggi,  nel luogo si è sviluppato un moderno centro per il trattamento del latte, dove all’eredità culturale sono stati aggiunti i moderni controlli sanitari e le avanzate tecnologie di lavorazione. Ma nonostante la bellezza del luogo, la presenza del grande allevamento di vacche “frisone” bianche e nere, e la relativa centrale del latte, ad unanime parere dei visitatori il luogo intristisce, lascia perplessità ed anche qualche contrarietà.


Ad esempio ci si domanda come sia possibile che i tanti casali sparsi nella tenuta sono tutti pressochè abbandonati e comunque in pessime condizioni di conservazione; ci si chiede anche come un territorio in posizione così favorevole così ricco dal punto di vista archeologico, non rappresenti una sensibile risorsa di lavoro per le genti del luogo. Si affaccia sul mare, ma non vi sono porticcioli, strutture alberghiere e strutture balneari adeguate. E’ completamente pianeggiante, ma non vi sono state sviluppate attività o strutture sportive, che nel pieno rispetto ambientale del territorio, avrebbero potuto garantire una ricchezza economico-turistica. Ad esempio un grande maneggio per  l’addestramento ed il trekking a cavallo, o luoghi ove fosse  possibile sviluppare attività di carattere culturale in grado di animare e far vivere il luogo. Invece gli amici del Mangia Trekking hanno dovuto amaramente apprendere che ogni volta che il fiume Magra (il secondo in Italia per portata d’acqua) è in regime di piena, per la “debolezza” dei suoi argini, tutta la Tenuta di Marinella si allaga e sono necessari più giorni e l’attività costosa di pompe idrovore per liberarla dalle acque. Così la sera, dopo una piacevole degustazione di prodotti alimentari provenienti dalla tenuta e dai  territori vicini, nel lasciare Marinella i presenti alla visita, dispiaciuti si sono posti tre significativi quesiti. Il primo: «Quanto in termini economici sarà  costato alla comunità pubblica il solo e mai realizzato “Progetto Marinella”». Il secondo: «Chi sono gli uomini e gli enti che non hanno saputo portare al successo quel piano di lavoro che avrebbe potuto arricchire il territorio, rappresentando anche una evidente opportunità di lavoro per tante persone». Il terzo: «Cosa direbbe oggi Carlo Fabbricotti, osservando che nella prima metà del 1800, egli era riuscito a creare a Marinella una grande e bellissima Tenuta, mentre nel 2000, nonostante il computer e straordinarie conquiste della scienza e della tecnica, l’uomo non riesce neppure a garantire a quel territorio la minima manutenzione».

Più informazioni su