laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Lavoratori provincia a rischio occupano la sala consiliare

Più informazioni su

LA SPEZIA – I lavoratori della provincia della Spezia questa mattina hanno occupato l’aula consiliare della Provincia spezzina. Una iniziativa nazionale unitaria di CGIL, CISL e UIL contro la legge di stabilità del governo che prevede ulteriori tagli e che  il 50% del personale delle Province sia dichiarato in esubero. «Il testo di legge attualmente in discussione in Parlamento mette in serio pericolo i posti di lavoro, i servizi erogati ai cittadini e l'esistenza stessa di un ente, la Provincia – dicono Alessandra Guazzetti, Segretaria Funzione Pubblica CGIL e Franco Volpi, il suo omologo della CISL – che si dichiara voler abolire e che invece continuerà ad esistere sulla carta, senza però avere le risorse necessarie per l'espletamento delle sue funzioni.»


Il provvedimento riguarda non solo i dipendenti provinciali, 305 a tempo indeterminato, la metà a rischio mobilità, e una cinquantina di precari che tra il dicembre 2014 e il 30 giugno 2015 rischiano di non vedere rinnovato il contratto; ma anche i servizi in carico alla provincia che, ad oggi, non si capisce da chi debbano essere erogati e con quali fondi. «La Regione dovrà deliberare entro l'anno in merito al destino delle funzioni che fino ad oggi ha delegato alle Province e che la legge impone debbano essere da essa riprese in gestione diretta, insieme al relativo personale- sottolineano i sindacalisti- una Regione che fino ad oggi ha temporeggiato e rinviato ogni decisione, alla quale chiediamo di attivarsi da subito a partire dalla questione dei precari.» Il 17 dicembre scorso il Consiglio Provinciale della Spezia ha approvato, all'unanimità, due ordini del giorno a favore dei lavoratori dipendenti e dei precari, che i sindaci presenti in Consiglio Provinciale si sono impegnati a far approvare nei rispettivi Comuni. E i sindacati hanno promesso che se il testo di legge non sarà modificato le iniziative di mobilitazione continueranno anche nelle prossime settimane.

Più informazioni su