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Enel, porto e trasporto pubblico: i regali di Natale che chiediamo per la città

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Comitato SpeziaViaDalCarbone

LA SPEZIA – La centrale Enel, il porto commerciale, le crociere e il traffico pesante e automobilistico, privato e pubblico, i più importanti fattori di pressione ambientale dell’intera provincia, dipendono in larga misura dalle scelte operate alla Spezia da pochi soggetti pubblici.
 
Dal 2011, il Comitato SpeziaViaDalCarbone ha lavorato per liberare Spezia dal carbone dell’Enel: oltre tre anni di osservazione della centrale ci hanno permesso di ragionare sul significato di ciò che vediamo. Cosa esce dalla ciminiera? Dove finiscono la polvere del carbone, i vapori dei carbonili e le acque meteoriche che li hanno attraversati? Con quale impatto? Nel tempo abbiamo imparato a leggere i pochi dati faticosamente recuperati e a fare deduzioni, osservazioni, denunce.
 
Enel – Secondo gli ultimi dati ottenuti, il tardivo rilascio dell’AIA e la proroga al 2016 dei limiti di emissione giornalieri ottenibili con l’utilizzo delle Migliori Tecnologie Disponibili hanno comportato un notevole maggiore inquinamento: da Ottobre 2013 a Aprile 2014 per ben 166 giorni su 212 sono stati superati tali limiti che, già applicabili secondo la normativa vigente, alla Spezia entreranno invece in vigore solo dal 2016. Dal 2008, data in cui si sarebbe potuta rilasciare l’AIA, quegli stessi limiti sono stati superati per ben 1655 giorni su 2312. Si tratta di SO2, NOx, Polveri e CO2: quali le conseguenze per la salute e l’ambiente? Di chi le responsabilità? Ricordiamo che l’AIA alla centrale Enel di Genova, che chiuderà nel 2017, è stata rilasciata nel 2009. Nel 2012 è stata rilasciata quella di Vado Ligure, che ha caratteristiche e livelli di emissioni molto simili a quelli di Spezia ed è sotto sequestro dallo scorso mese di Marzo. Continueremo a lavorare sulla questione, e denunciare: questa la nostra promessa.
 
Porto – Recentemente abbiamo rivolto la nostra attenzione alle navi da crociera, documentando le emissioni e ragionando sugli impatti in maniera induttiva, a partire da studi scientifici elaborati da altri per lo stesso settore (Cà Foscari, Venezia), purtroppo senza i pur limitati dati disponibili per la centrale.
Alcuni mesi fa a Bruxelles il presidente dell’Autorità portuale Forcieri ha annunciato con entusiasmo l’aumento del 30% delle entrate portuali, dichiarando di voler redistribuire tale ricchezza tra gli operatori per attrarre nuovi investimenti. Abbiamo inoltre letto nelle sue dichiarazioni natalizie dell’intenzione di commissionare studi scientifici per analizzare “punto per punto quello che il settore [crocieristico] sta dando alle comunità locali e all’intero comprensorio”, considerando la quota raggiunta di “500mila passeggeri nel 2014 e 700mila previsti per il 2016”. Non abbiamo letto nulla a proposito degli altri argomenti evocati a Bruxelles “…decarbonizzazione, uso di carburanti puliti nel settore marittimo e dei trasporti, uso dell’Lng, elettrificazione delle banchine nei porti». Il progetto di elettrificazione dei porti, tanto sbandierato negli ultimi dieci anni e oggetto di un accordo con Enel del 2010, non è neppure stato inserito nell’AIA rilasciata alla centrale nel 2013.
 
Il 23 ottobre scorso abbiamo chiesto all’Autorità portuale di chiarire
· quale quota delle entrate portuali è attualmente destinata a interventi di mitigazione degli impatti derivanti dalle attività portuali;
· quali gli interventi di mitigazione programmati, realizzati e in previsione: con quali investimenti e quali benefici attesi;
· quali gli interventi, prescritti per la realizzazione di nuove opere e “volontari”, finalizzati alla valutazione e riduzione dell’inquinamento, e quali (se ci sono) gli obiettivi di miglioramento delle performance ambientali del porto;
· quali gli operatori eventualmente destinatari dei bonus; se come contropartita sono richiesti interventi di mitigazione del loro impatto ambientale e se i bonus sono modulati sugli obiettivi e le performances ambientali dei singoli operatori.
 
Abbiamo infine proposto di rivalutare la suddivisione delle maggiori entrate includendo tra i beneficiari anche l’ambiente, come dire la comunità spezzina, considerando che ogni trasformazione ha un costo ambientale. La “crescita economica” non coincide necessariamente con lo “sviluppo”: hanno un impatto ambientale negativo sullo “sviluppo umano” le crociere, la movimentazione dei container, il pontile di scarico dell’Enel, i camion, le navi portacontainer, le carboniere e le navi gasiere… E più queste aumentano la loro attività, più aumenta il loro impatto, spesso in modo esponenziale. Non abbiamo ricevuto risposte dall’Autorità Portuale: in occasione del Natale  rinnoviamo pubblicamente la nostra richiesta.
 
Trasporto Pubblico – E’ ancora più difficile ottenere informazioni sull’impatto del traffico: ci riferiamo a quello del trasporto pubblico. Abbiamo letto in questi giorni, e constatiamo quotidianamente, di un parco automezzi obsoleto e della promessa di ATC  di provvedere al suo rinnovamento. Tuttavia gli unici dati disponibili per una valutazione sono quelli desumibili dalla carta della mobilità: l’aggiornamento al 2013 è stato pubblicato in solo una manciata di giorni fa, su richiesta del Comitato.
 
Al Presidente di ATC chiediamo di far conoscere:
· l’attuale contributo del parco mezzi circolante in termini di emissioni in atmosfera;
· il costo e la riduzione di emissioni stimate e conseguite con l’introduzione dei nuovi filobus;
· il costo e la riduzione di emissioni previsti con l’annunciata sostituzione di nuovi mezzi nei prossimi anni.
 
L’ultimo nostro pensiero va al Sindaco e nuovo presidente della Provincia della Spezia, cui chiediamo di pretendere, rendere noti e valutare i dati del contributo all’inquinamento della centrale Enel, del porto, delle crociere, del Trasporto Pubblico Locale. Ben supportato dalle competenze di ASL, ARPAL, Regione Liguria e Ministero dell’Ambiente, Federici ben potrebbe e dovrebbe monitorare lo stato di salute della citta e dell’intera provincia della Spezia. Dovrebbe e potrebbe pretendere progressive riduzioni delle emissioni, verificandone la compatibilità con il mantenimento di un buono stato di salute degli oltre 250000 residenti nella provincia della Spezia. Dal prossimo 1° gennaio, tra l’altro scade la deroga per le emissioni di NOx. 

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