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Cento donne spezzine con Cofferati: La Liguria per tutte … e per tutti

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LA SPEZIA – Tra le varie accuse mosse nei confronti di chi, alle primarie dell'11 gennaio, voterà per Sergio Cofferati come candidato per il centrosinistra alla presidenza della regione Liguria, spicca la mancanza di rispetto per il territorio e per la questione femminile.


Alcuni esponenti del partito democratico, che rivestono ruoli centrali o istituzionali nel PD, continuano a ribadire che, se vivi a La Spezia e sei donna, avresti l'obbligo morale di votare per Raffaella Paita.

Crediamo dunque opportuno spiegare perché non intendiamo allinearci a questa prescrizione che arriva da "pesanti" figure maschili e perché, tra le due candidature, riteniamo invece opportuno votare per Sergio Cofferati.

Innanzitutto, rispetto alla questione di genere ci sentiamo in dovere di evidenziare che nella nostra provincia, in questi ultimi anni, non si sono fatti progressi nella partecipazione delle donne alla politica, neppure per garantire il rispetto delle regole paritarie. Anche in questo frangente, l'autorevolezza della candidata, che deriva anche dal rivestire ruoli istituzionali, non ha contribuito a sanare lo squilibrio tra gli incarichi politici affidati agli uomini e quelli affidati alle donne. Emblematico è il caso della composizione della giunta del comune della Spezia: nonostante il sindaco Massimo Federici sia uno tra i più decisi sostenitori di Raffaella Paita, tanto da ritenere opportuno attaccare attraverso facebook i propri concittadini che non intendono votarla, non si può non evidenziare quanto la sua giunta sia notevolmente sbilanciata dal punto di vista della parità di genere. Infatti, tra i nove assessori scelti dal sindaco Federici solamente due sono donne, per di più nate e cresciute in altre provincie (Padova e Napoli); aspetto che, proprio secondo il sindaco Federici e altri sostenitori della Paita, potrebbe pregiudicare la buona amministrazione del comune, se è vero, come lui stesso afferma riferendosi a Cofferati, che la città di provenienza influisce nella conoscenza e quindi nel buon governo del territorio.

Rispetto a ciò non ci risulta che la candidata Raffaella Paita abbia mai avuto nulla da eccepire.

Questo per ribadire che la scelta del candidato deve avere come motivazione prioritaria il merito delle proposte politiche e non basarsi su argomenti che riteniamo faziosi e fuorvianti.

Partiamo innanzitutto dal dire che il sostegno a Cofferati nasce dal ritenere necessaria una netta discontinuità nelle politiche ambientali, nella gestione della sanità e nelle politiche di sviluppo del territorio.
 
Discontinuità che non può essere garantita da chi amministra la regione da cinque anni, in assoluta condivisione politica, con l'attuale Presidente della Regione Claudio Burlando, che la governa da dieci. In questi anni sono state inaugurate e finanziate troppe piazze, anche dalla stessa candidata, e troppo poco si è fatto per mettere in sicurezza un territorio così fragile, approvando provvedimenti dannosi, come ad esempio quello che permette di cementificare a soli 3 metri dagli argini dei corsi d'acqua.

È necessario un netto cambio di marcia nella gestione della sanità, ancora totalmente inadeguata a rispondere ai bisogni dei cittadini.

È opportuno rimettere al centro il lavoro, cercando di garantire maggiormente chi è inoccupato. Da questo punto di vista guardiamo con interesse alla sperimentazione sul reddito minimo proposta da Cofferati.

C'è estremo bisogno di instaurare un rapporto continuativo e proficuo con l'Europa e di valorizzare i finanziamenti europei.

Condividiamo la necessità di rilanciare il turismo nella nostra regione mettendo al centro la cultura, spesso ritenuta secondaria.

Per quello che concerne la gestione politica della regione, respingiamo la proposta di Raffaella Paita di un governo della regione "a vocazione maggioritaria" perché ciò, come sta accadendo a livello nazionale con le larghe intese, impedirebbe di governare la regione rispettando gli impegni presi con gli elettori di centro sinistra durante la campagna elettorale. Siamo anche contrari alla visione del sindaco della Regione, perché riteniamo che un Presidente non si debba sostituire a chi amministra un comune: si tratta di ruoli e prerogative diversi. 

Chiediamo quindi maggior rispetto per la nostra scelta, che riteniamo legittima e fondata su argomenti decisivi e fondamentali.

100 donne spezzine con Cofferati:
Elena Alpinoli 
Cinzia Alberti
Carla Ambrosi
Cristiana Angelini
Elisabetta Arfanotti
Marianna Asta
Luisa Avocadi
Manuela Bacci
Giuseppina Baracchini
Anna Baratta
Cristiana Bardi
Giovanna Bardini 
Alice Bassi
Chiara Battistini
Lorenza Baudone
Luciana Bello
Isabella Benifei
Liliana Bertolucci
Margherita Bianchi
Nadia Bissacco
Loredana Biso 
Cristina Bronzina
Amalia Bruni
Mirella Bucci
Ornella Caltabiano
Alessia Canaccini
Luciana Canese
Livia Cappi
Vania Cappi
Marina Caprioni
Giuliana Carloni
Roberta Carozzo
Francesca Castagna
Viviana Cattani
Michela Ceccon
Giulia Chiatti 
Valentina Cicerone
Rosanna Cioli
Elisabetta Clariond
Raffaella Cresci 
Michela Dalle Luche
Olimpia De Biasi
Manuela De Ferrari
Monica D'Imporzano
Oriana Drovandi
Elenia Duce 
Federica Eminente
Stefania Federici
Eliana Fedi
Autilia Ferrara
Paola Ferri
Paola Gavino
Lara Ghiglione
Laura Giannetti
Maria Elisa Giannotti 
Elisa Graceffa
Vittoria Graceffa
Wanda Grandi
Giovanna Grando
Cristina Guassone
Setti Guia
Marzia Ilari
Maria Grazia Lazzeri
Veruska Lore'
Gabriella Lorenzini
Gabriella Malpezzi 
Cinzia Marinetti
Rosanna Mattera
Edda Medusei
Milda Meneghini
Giuliana Michelini
Enrica Mirabello
Fiorella Montaresi
Manuela Morando 
Simona Musetti
Valentina Musetti
Jessica Napoli 
Ornella Orlandi
Federica Paganelli
Robertina Porceddu
Ameris Righetti 
Giovanna Rossi
Giuseppina Rossi
Claudia Rusconi 
Serena Sarbia 
Giuliana Seratini
Paola Sisti
Lucia Solaro
Daniela Spaletra
Laura Spaletra
Roberta Spigai
Anna Stretti
Elvira Taverna
Gianna Taverna
Chiara Valenzano
Giorgia Vallone
Carla Vergassola
Giulia Veschi
Luisa Vesco
Valentina Viviani

 

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