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Insieme ai sacerdoti, insieme ai più deboli

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Nel mese per il sostentamento dei sacerdoti torna la campagna CEI 2014 dedicata alla missione dei 26 mila preti diocesani, come don Luca Palei a La Spezia

Un mese con i sacerdoti, annunciatori del Vangelo in Parole ed opere nell’Italia di oggi, promotori di progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione. Come ogni anno, a partire dalla Giornata nazionale per il sostentamento del clero, torna la campagna della Cei-Conferenza episcopale italiana Insieme ai sacerdoti. Insieme ai più deboli.
 
Lo spot tv nazionale – dedicato all’opera di 4 parroci a favore degli ultimi e disponibile anche sul web  www.insiemeaisacerdoti.it-  fa da baricentro per una serie di iniziative territoriali a livello diocesano: eventi di piazza nelle 26 mila parrocchie italiane, diffusione nelle chiese e nelle case durante le benedizioni natalizie di locandine e pieghevoli informativi, fino agli appelli a donare pronunciati durante le celebrazioni, puntano a sensibilizzare i fedeli italiani alla corresponsabilità economica verso i nostri sacerdoti diocesani, riferimento spirituale e materiale per un numero sempre più elevato di cittadini travolti dalla lunga recessione.
 
Tra i 36 mila preti diocesani sostenuti nella missione con le Offerte per il sostentamento  ci  sono  sacerdoti  come  don  Luca  Palei,  direttore  della  Caritas diocesana di La Spezia-Sarzana-Brugnato. Tra le opere promosse in questi anni, con l’aiuto di decine di volontari e il sostegno dei cittadini, ci sono anche risposte alle nuove povertà come l’Emporio, sostenuto anche dall’8xmille, che ha festeggiato a Natale il suo primo anno di attività. Oggi sono 300 le famiglie –per un totale di 900 persone- che accedono a questo speciale ‘supermercato solidale’, dove i parroci indirizzano per la spesa gratuita i nuclei familiari e i pensionati più provati dalla lunga crisi economica. In mano un tesserino, che può durare da uno a sei mesi.

“La perdita di occupazione alimenta le nuove povertà – spiega don Luca- Con i licenziamenti aumentano anche gli sfratti. Con questi ‘supermercati senza cassa’, dove non si utilizza denaro, possiamo sostenere tanta gente in difficoltà”. Per l’economia pericolante di tanti nuclei familiari gli Empori sono un approdo prezioso, una vera misura di welfare. L’Italia infatti è l’unico Paese dell’Unione europea a non avere alcun reddito di cittadinanza. E oggi la recessione non consente neppure più di immaginarlo. Così gli aiuti alimentari “non sono assistenzialismo, ma una forma concreta di sostegno al reddito familiare. Consentono cioè di spostare risorse economiche sul pagamento delle utenze domestiche, sui costi per la casa e per gli studi dei figli”.

Inoltre poter accedere ad una spesa completa e più differenziata, contribuisce a mettere al riparo i minori dalla ‘fame occulta’, la carenza di principi nutritivi elevati, sempre più diffusa negli ultimi anni – ha indicato l’Istat – con un aumento della povertà infantile fino al 14% del totale in Italia. Il basso reddito spesso impone ai genitori di nutrirli quasi senza proteine, con più obesità, abbassamento delle difese immunitarie, oltre che difficoltà nello sviluppo fisico e mentale dei figli. Per loro a Natale sugli scaffali dell’Emporio di via Gramsci, oltre ai generi di prima necessità, a grana padano, omogeneizzati e pannolini per i più piccoli, non  sono mancati neppure panettoni e cioccolata.
Con opere come l’Emporio, don Palei e gli altri sacerdoti diocesani sono in prima fila nel rispondere al disagio spirituale e materiale di tanti. Ad esempio, dopo l’aiuto temporaneo attraverso il supermercato senza cassa, convogliano le energie solidali della città in un successivo percorso di sostegno attraverso i 5 cinque centri ascolto Caritas. Tutte opere che cambiano il volto della territorio e rendono più consapevole la città di se stessa, della propria capacità di risposta e condivisione, mostrando concretamente quanto bene possa realizzare il vangelo annunciato ogni giorno in Parola e opere.

Le Offerte per i sacerdoti sono diverse da tutte le altre forme di contributo a favore della Chiesa cattolica, perché espressamente destinate al sostentamento dei preti diocesani. Dal proprio parroco al più lontano. Ogni fedele è chiamato a parteciparvi, a nome proprio o della propria famiglia. L’Offerta è nata come strumento di comunione tra sacerdoti e popolo di Dio, e delle parrocchie tra loro. Per dare alle comunità più piccole gli stessi mezzi di quelle più popolose, nel quadro della ‘Chiesa-comunione’ delineata dal Concilio Vaticano II.
Le Offerte sono strumento di origine concordataria, al pari dell’8xmille. Dal 1984, con l’applicazione degli accordi di revisione del Concordato, i presbiteri sono affidati alle comunità per il sostentamento. Così le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che conta meno di 5 mila abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.
L’8xmille oggi è strumento ben noto e non costa nulla di più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora le Offerte coprono circa il 3% del fabbisogno, e dunque per remunerare il clero diocesano bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria.  L’Offerta oggi può essere donata con conto corrente postale, bonifico bancario, con un contributo diretto agli Istituti diocesani sostentamento clero e con carta di credito, anche attraverso il sito web www.insiemeaisacerdoti.it. I contributi così versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i circa 36 mila preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. Le Offerte oggi sostengono anche circa 3 mila preti ormai anziani o malati, dopo una vita spesa per il Vangelo e per i fratelli, oltre che circa 600 missionari nel Terzo Mondo.

Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno. Info: www.insiemeaisacerdoti.it

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