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Export, boccata d’ossigeno per il manifatturiero ligure

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In crescita dello 0,4% le esportazioni delle micro e piccole imprese liguri del settore.
Grasso (Confartigianato): «Incentivare internazionalizzazione e tutela del made in Italy». 

GENOVA – Segnali positivi per le micro e piccole imprese del territorio che esportano il proprio made in Liguria. Secondo gli ultimi dati Istat elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato, il manifatturiero ligure delle piccole realtà fino a 50 addetti registra una crescita dello 0,4% tra i primi nove mesi del 2014 e lo stesso periodo del 2013: 710,4 milioni di euro aumentati di 2,6 milioni nell’ultimo anno e derivanti per il 52,4% da scambi con Paesi dell’Unione europea. Si tratta per la maggior parte di micro e piccole realtà del made in Liguria che lavorano metalli, legno, sughero, paglia e altri materiali da intreccio, pelle e pelliccia, ma anche piccole attività di stampa e fabbriche alimentari, di abbigliamento, di apparecchiature e mobili.

«Anche se timida rispetto alla media italiana, in Liguria registriamo comunque un’importante crescita delle esportazioni del manifatturiero – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Il canale dell’export e la penetrazione dei mercati stranieri anche da parte di micro e piccole imprese del territorio rappresentano una valida alternativa alla crisi attuale dei consumi interni: per questo occorre sostenere le politiche di internazionalizzazione delle imprese e tutelare il made in Italy e la sua riconoscibilità in Europa e nel mondo».

La crescita media italiana delle esportazioni manifatturiere è del 3,3%, pari a quasi 2,4 miliardi di euro in più sui 75,4 totali: la classifica mostra che quasi un quarto delle esportazioni delle micro e piccole imprese proviene dalla Lombardia (24,5%), il 21,6% dal Veneto, il 13,3% dall’Emilia-Romagna e l’11,9% dalla Toscana; nel complesso queste regioni rappresentano il 71,4% dell’export manifatturiero delle micro e piccole imprese, pari a 53,8 miliardi di euro.
A livello provinciale, la crescita maggiore si registra a Savona (+8,9%), con un incremento di 3,1 milioni sui 37,9 totali. Segue l’export delle micro e piccole imprese imperiesi (che vale 115 milioni), con una crescita dell’8,1% (+8,7 milioni). A Genova, che conta la quota maggiore della regione con esportazioni di prodotti made in Liguria pari a 345,1 milioni, la crescita è stata dell’1,7%, che equivale a un aumento di 5,7 milioni. Chiude La Spezia, unica provincia a registrare una flessione: -6,5%, 212,4 milioni di euro diminuiti di quasi 15 milioni.
 
A crescere è l’export in tutto il comparto manifatturiero (+1,7%), settore che da solo, con ben 282,5 miliardi di euro, vale il 96% delle esportazioni totali italiane. In Liguria, che pesa per l’1,7% sulle esportazioni manifatturiere italiane, l’andamento è positivo dell’11,9%. Tradotto, significa che il made in Liguria esportato per oltre 4,8 miliardi di euro è cresciuto di 510 milioni tra 2014 e 2013. Tra le province, questa volta è Genova a fare la parte del leone: +28%, oltre 3 miliardi di export cresciuti di quasi 673 milioni in un anno. Segue Imperia, con +19,7%, e una crescita in valori assoluti di 37,6 milioni sui 228,7 totali. Bene anche Savona (+6,9%) con un export del valore di poco più di un miliardo, aumentato di 64,3 milioni. L’export spezzino (511 milioni) anche in questo caso chiude in negativo con un -34%, pari a 264 milioni di euro in meno tra 2014 e 2013.

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