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Marco Melgrati (FI): “Eravamo d’accordo per l’eliminazione del Listino, ma il Pd non ha voluto”

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"Cronaca di una morte annunciata: il Partito Democratico forza in I Commissione l’approvazione del proprio emendamento che non potrà mai raggiungere i 27 voti in Consiglio regionale necessari per modificare la Legge Elettorale." 

GENOVA – “Oggi si è perpetrato un balletto scandaloso in I Commissione tra due parti della Maggioranza di centro sinistra. Da un parte Stimamiglio, Chiesa e Capurro che chiedevano l’eliminazione del Listino con una formula di ripartizione del Premio di Maggioranza che assegnerebbe 3 seggi al partito di Maggioranza e 3 seggi ai partiti minori della coalizione di Maggioranza. Il balletto delle proiezioni al voto, come se le proiezioni delle elezioni europee fossero attendibili oggi, ha portato il PD a non votare questo emendamento alla Legge Elettorale proposto da Stimamiglio, Capurro e Chiesa sul quale confluivano i voti di Forza Italia, Lista Biasotti e Liguria Libera. Questo emendamento prevedeva meramente l’abolizione del listino con la ripartizione dei 6 seggi di Maggioranza attribuiti come premio di Maggioranza come sopra”. Così dichiara il Capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati che continua: “ il Pd in nome della governabilità e del controllo che lo stesso vorrà avere in caso di vittoria ha votato contro tale proposta. A questo punto rimaneva in campo solo il documento proposto dal PD che vuole portare per forza in Consiglio regionale, e non si capisce per quale motivo, una proposta di legge che prevede un premio di Maggioranza forte, esclusivo, per il partito predominante, con l’aggiunta di amenità varie come la preferenza di genere pur di farla bocciare dal Consiglio regionale”.

“Infatti questa proposta non potrà mai raggiungere la Maggioranza qualificata. Si è persa ancora un volta l’occasione di eliminare il famigerato listino e ciò è accaduto sicuramente per colpa del Pd che ha paura, in caso di vittoria risicata, di dover essere condizionato dai cespugli che gli sono necessari per vincere eventualmente le elezioni. Quindi questi partiti devono dare il contributo alla vittoria eventuale del Pd ma non possono intralciare il manovratore una volta vinte le elezioni. Siamo sicuri che quest’arroganza del Partito Democratico, che si fa già in tasca la vittoria, verrà duramente pagata al momento del voto dei cittadini”, conclude Marco Melgrati.

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