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Corpo Forestale dello Stato: sintesi attività svolta nel 2014

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LA SPEZIA – Nonostante il continuo calo, anche nel 2014, del personale in servizio presso la nostra provincia, i risultati ottenuti in termini di tutela dell’ambiente e del paesaggio e di repressione degli abusi sono assolutamente positivi e incoraggianti, segno del buon esito della sempre più precisa organizzazione di mezzi e di uomini e del rinnovato impegno personale, ben al di là dei doveri istituzionali, degli uomini impegnati sul territorio.
Basti dire, al riguardo, che nel 2007 il personale effettivamente dislocato sul territorio (Comandi Stazione e Nucleo Operativo Speciale) era composto da 40 elementi, mentre nel 2014 tale numero è sceso a 20, con una diminuzione, quindi, in pochi anni del 50% e con la riduzione, nel solo 2014, di ben quattro unità.
Ovviamente, il territorio provinciale da monitorare non è certo mutato, né è mutata la sua delicatezza ambientale, condizionata dal ricomprendere il Parco Nazionale delle Cinque Terre, due Parchi Naturali Regionali (di Porto Venere e di  Montemarcello-Magra),  e ben 26 Siti di Importanza Comunitaria (i cosiddetti S.I.C.) terrestri e 5 marini oltre che, naturalmente, numerose altre aree sottoposte, per legge, a vincolo ambientale e paesaggistico per la loro intrinseca natura di beni tutelati (boschi, fiumi ecc.).
In tale ambito, l’attività del Corpo forestale ha avuto, come sempre, natura preventiva e repressiva, nei settori della gestione e dello smaltimento dei rifiuti, della tutela dei corsi d’acqua, del controllo dell’attività edilizia, del controllo sull’esercizio della caccia e della pesca, del monitoraggio sullo stato fitosanitario delle foreste, del controllo sulle utilizzazioni boschive e sul commercio delle specie animali e vegetali in via di estinzione oppure oggetto di maltrattamenti.
Parallelamente, il personale C.F.S. è stato costantemente impegnato nell’opera di prevenzione degli incendi boschivi e nella lotta attiva agli stessi, tramite la direzione delle operazioni di spegnimento, partecipando inoltre a numerose attività di protezione civile, soprattutto con riferimento all’esigenza di assicurare la presenza delle istituzioni in tutto il territorio provinciale, anche quello più remoto e difficilmente raggiungibile.
Per tutto l’anno, è proseguita l’attività informativa ed educativa, svolta anche nelle scuole cittadine, volta a sensibilizzare i cittadini sull’importanza del rispetto dell’ambiente e sulla prevenzione degli incendi boschivi.
Nel corso dell’anno sono stati svolti numerosi servizi di controllo nel settore agroalimentare, con particolare riferimento alla corretta produzione dei prodotti con denominazione d’origine protetta (DOP, IGP e STG) e a quelli commercializzati con l’indicazione “made in Italy”.
 
Sintesi dei dati relativi alle diverse attività.

INCENDI E PROTEZIONE CIVILE
Nel 2014, grazie sia all’intensa opera di prevenzione e di controllo del territorio sia alla circostanza di condizioni climatiche particolari, il numero di  incendi è sensibilmente diminuito, sia rispetto al 2013 sia alla media degli ultimi anni.
Nella nostra provincia, il bosco occupa una superficie complessiva di circa 58.000 ettari e la percentuale di bosco rispetto alla superficie territoriale è tra le più alte d’Italia, raggiungendo una media del 65%, con punte intorno al 90% in alcuni Comuni della Val di Vara.
Nella Val di Vara, la morfologia tormentata ed impervia delle valli crea paesaggi caratterizzati da vaste aree boschive che interessano interi versanti senza soluzioni di continuità.
Inoltre, in Liguria gli incendi boschivi comportano da sempre un notevole impegno delle risorse umane e strutturali, a causa del doppio ruolo che caratterizza l'operato del personale CFS, vale a dire l’attività investigativa e, in sovrapposizione, quella operativa di prevenzione ed estinzione.
Nonostante il difficile contesto operativo, si è cercato di migliorare ulteriormente l’efficienza del sistema antincendio boschivo (A.I.B.), riducendo i tempi di segnalazione e intervento, al fine di poter raggiungere ancora più tempestivamente il luogo, così da limitare e circoscriverne gli effetti del fuoco, verificarne l’origine e poter individuare i responsabili.
Come è stato sopra anticipato, il dato relativo agli eventi incendi è in costante diminuzione in termini sia di eventi (9 incendi nel 2014, tutti “boschivi”, a fronte dei 16 incendi nel 2013, 48 nel 2012, 52 nel 2011, 81 nel 2009, 69 nel 2008 e 45 incendi nel 2007) sia di superficie percorsa dal fuoco (12 ettari nel 2014, a fronte dei 25 ettari nel 2013, di 188 ettari  nel 2012, 62,5 ettari del 2011, 15 ettari del 2010, con un picco di  800 ettari del 2009 ed una media annuale negli anni ancora precedenti di circa 200 ettari).
Durante il 2014, come già nel 2013, non sono stati registrati eventi riconducibili ad incendi di natura seriale.
Nel settore della Protezione civile, il personale C.F.S. ha effettuato n. 120 interventi, tra frane, dissesti idrogeologici e ricerca persone disperse.
E’ da rilevare che il personale C.F.S. è presente ed opera in ogni parte del territorio provinciale e, quindi, non solo in quello meno urbanizzato, ma anche in quello dove la presenza dell’uomo è limitata a poche case e poche persone oppure è del tutto assente. La conoscenza del territorio e la capacità di operare in difficili condizioni, consentono, pertanto, di fornire assistenza e aiuto anche in circostanze del tutto avverse.
Anche per quanto sopra, il personale C.F.S. è periodicamente impegnato nelle esercitazioni e nelle simulazioni di eventi catastrofici che periodicamente si tengono sotto la direzione e il coordinamento della Prefettura.

RIFIUTI
Nel complesso, emerge un aumento delle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
In particolare,  è stata portata a compimento una importante indagine iniziata negli ultimi mesi del 2013 – e proseguita per tutto il 2014, grazie alla quale è stata stroncata un’attività di traffico organizzato di rifiuti (art. 260 D.Lg. 152/2006).
L’indagine ha messo in luce la realizzazione di una discarica abusiva contenente decine di migliaia di rifiuti derivanti dalla segagione di marmi e graniti provenienti dai laboratori siti nella confinante provincia di Massa. Il traffico avveniva a seguito di accordi tra un centro di stoccaggio sito a Carrara, raccoglitore dei rifiuti derivante dalla segagione di marmi e graniti, una società di autotrasporti ed una società che gestiva i conferimenti illeciti dei rifiuti in una area sita in provincia della Spezia. Tale area, apparentemente oggetto soltanto di realizzazione di un oliveto, in realtà era destinataria delle notevoli quantità si rifiuti che venivano seppelliti e sopra i quali veniva poi impiantato l’oliveto. Il tutto era quindi mascherato da pratiche edilizie che prevedevano la sagomatura del versante per l’impianto dell’oliveto dove gli scarti di lavorazione di marmi e graniti, in modesta quantità, sarebbero serviti solo per la stabilizzazione delle vie interpoderali. Tenuto conto della sua rilevanza e dei suoi riflessi, l’indagine si è poi sviluppata con il coordinamento della DDA di Genova ed è terminata con l’arresto di quattro imprenditori delle province di Massa Carrara e La Spezia e sottoponendo all’obbligo di dimora quattro dipendenti di un’azienda di trasporti di Carrara, ritenuti responsabili del reato di traffico organizzato di rifiuti. Dette violazioni hanno comportato anche l’elevazione di numerose sanzioni amministrative per trasporto rifiuti senza formulario per oltre 2.500.000 euro.
Ancora in merito al traffico di rifiuti, operando nell'ambito di un accordo di collaborazione concluso a livello nazionale con le Dogane, le indagini da parte del Corpo Forestale dello Stato nel Porto della Spezia hanno fatto emergere un traffico illecito di veicoli fuori uso. L’indagine ha permesso di  "intercettare" all’interno dell’area portuale un'esportazione di oltre 25 tonnellate di merci dichiarate quali "auto ricambi", destinati in Marocco, che in realtà era costituita da rifiuti provenienti dalla demolizione di autoveicoli, non correttamente sottoposti alle prescritte operazioni dì bonifica tese ad assicurarne la non nocività. Sempre nell'ambito della collaborazione tra Corpo Forestale dello Stato e Dogana, nel mese di dicembre, a seguito di un controllo presso un’area adibita a deposito  nel Comune di Castelnuovo Magra, sono stati posti sotto sequestro penale circa 250 veicoli fuori uso con il conseguente deferimento all’Autorità Giudiziaria dell’amministratore della società per gestione illecita di rifiuti.
Il NIPAF (nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) della Spezia, a seguito di accertamenti strumentali eseguiti con geomagnetometro, ha proceduto a ispezionare tramite scavi un area sita nella collina di Pitelli vicina, ma esterna, alla ben nota discarica di Pitelli-Ruffino.  Gli scavi, eseguiti su delega dell’A.G., hanno portato alla luce circa 10000 mc di rifiuti industriali (scorie di fonderia, sabbie esauste da lavorazioni navali, ceneri, materiali sciolti intrisi di idrocarburi). L’area ispezionata appartiene alla stessa società che gestiva la discarica e non era mai stata soggetta a caratterizzazioni di dettaglio durante l’iter amministrativo finalizzato alla bonifica conseguente ai noti accertamenti del Corpo Forestale dello Stato del 1996.
 
INQUINAMENTO AMBIENTALE
Nel campo delle emissioni gassose,  il NIPAF della Spezia, in esito ad una lunga e complessa serie di accertamenti ed indagini ha proceduto al sequestro su delega dell’Autorità Giudiziaria di due impianti di frantumazione di marmo, uno dei quali situato tra l’autostrada A12 ed il fiume Vara, e l’altro con sito a poche centinaia di metri dal primo, entrambi in località Lagoscuro nel Comune di Vezzano Ligure. Nello specifico l’impianto sito in Loc. Lagoscuro n. 123, aveva proseguito la propria attività nonostante l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera fosse stata prima sospesa e poi definitivamente revocata nel giugno 2013. Il secondo impianto, invece, operava in violazione delle prescrizioni impartite dall’Ente competente. Gli impianti in questione, pur essendo amministrativamente ubicati in Comune di Vezzano Ligure, sono di fatto adiacenti all’abitato di Ceparana, cosa che aveva creato diverse lamentele da parte dei relativi abitanti per le emissione di polveri in aria e per il rumore causato dal continuo traffico di automezzi, molto spesso in orari notturni. Recentemente sono stati emessi i provvedimenti di rinvio a giudizio dei soggetti coinvolti.
 
ILLECITI IN MATERIA EDILIZIA E PAESAGGISTICA
In materia urbanistica, edilizia e paesaggistica sono emersi vari abusi edilizi classici, cioè opere realizzate senza titolo o in difformità dallo stesso, ed alcuni abusi cd. “in bianco”, cioè apparentemente supportati da valido titolo edilizio, rilasciato però sulla base di prospettazioni progettuali non del tutto rispondenti alla realtà o alla norma.
Gli accertamenti in tale ambito hanno portato a cinque notizie di reato con il deferimento all’autorità giudiziaria di 13 persone. In un caso, gli abusi hanno riguardato la costruzione di un maneggio ippico ubicato in un’area di particolare pregio naturalistico, quale è il Parco Fluviale Regionale di Montemarcello, in violazione pertanto anche dei vincoli  paesaggistici di cui all’art. 181 comma 1 bis lett. a), D.Lgs. 42/2004 e dei D.M. 03/08/1959 e 24/04/1985 (cd. Galassini).
 
SICUREZZA AGROALIMENTARE
L’attività di controllo programmata, in tema di sicurezza agroalimentare, è stata indirizzata principalmente alla tutela dei prodotti con marchi a denominazione protetta (DOP, IGP), nonché al contrasto  delle sofisticazioni, adulterazioni, contraffazioni e dell’illecita etichettatura. 
Detti controlli hanno portato alla contestazione di 13 violazioni per un importo totale di sanzioni di  euro 21.766. È stato inoltre segnalato all’A.G. una persona per il reato di frode in commercio e contraffazione, per aver posto in commercio circa 900 litri di olio vegetale non conforme alla classificazione dello stesso come olio extra vergine di oliva. Inoltre, in occasione di controlli compiuti presso la grande e piccola distribuzione, nei reparti dedicati alla gastronomia, sono state accertate violazioni  per usurpazione, imitazione ed evocazione di denominazioni protette.
 
TUTELA DEGLI ANIMALI
Nell’ambito del controllo degli animali di affezione è stata portata a compimento un’indagine in collaborazione con personale del Servizio Veterinario dell’ASL della Spezia, che ha portato alla denuncia di un veterinario di La Spezia, per aver somministrato un vaccino antirabbico scaduto, così violando il disposto di cui all’art. 443 del codice penale, posto a tutela della salute animale ed umana, potenzialmente a rischio in quanto la rabbia è una malattia virale che può essere trasmessa anche all’essere umano. È emerso inoltre l’uso di altri farmaci scaduti e molti altri detenuti nello studio con modalità inidonee ad assicurare la loro corretta conservazione. Tutti i farmaci scaduti o mal conservati sono stati sequestrati.
È stato inoltre applicato in due casi di presunto avvelenamento di alcuni cani il protocollo della Prefettura della Spezia sulle esche e i bocconi avvelenati (ai sensi dell’ Ordinanza del Ministero della Salute del 18/12/2008), attraverso la raccolta dei reperti, per l’identificazione  e l’analisi dei bocconi per sospetto avvelenamento, di un animale d’affezione e di un rapace notturno.
 
DATI di POLIZIA GIUDIZIARIA E AMMINISTRATIVA
Nel complesso, nel 2014 in Provincia di La Spezia sono state trasmesse all’autorità giudiziaria 56 comunicazioni di reato, con il deferimento all’A.G. di 38 persone, con 7 sequestri di beni, 3 perquisizioni e 8 misure cautelari personali di cui 4 arresti.
Sotto il profilo amministrativo, sono stati accertati e contestati 189 illeciti amministrativi e sono stati effettuati 3 sequestri. Relativamente a tali illeciti, l’importo delle sanzioni ha raggiunto la somma di 2.420.000 euro, un dato che conferma l’aumento esponenziale  degli ultimi due anni rispetto al passato (nel 2013: 531.000 euro, 2012: 85.000 euro, 2011: 75.000 euro, 2010: 100.000 euro , 2009: 108.000 euro e 2008: 76.000 euro).

Nell’ordine, le violazioni amministrativa hanno riguardato:

1.     gestione e lo smaltimento di rifiuti
2.     tutela dell’agroalimentare
3.     utilizzazioni boschive (soprattutto aree parco o ricadenti nella rete Natura 2000)
4.     attività venatoria
5.     codice della strada
6.     illegittimo taglio di olivi
7.     tutela fauna,selvatica e degli animali d’affezione

Per quanto riguarda l’attività di controllo sul territorio rurale e montano, il personale ha effettuato circa 6.700 controlli e le persone controllate sono state poco meno di 3.300, dati in costante aumento rispetto agli anni precedenti, anche in virtù dell’incremento dei controlli C.OPE.(Cruscotto Operativo) per implementare la Banca Dati Nazionale del Ministero dell’Interno.

PREVENZIONE E INFORMAZIONE
E’ proseguita la campagna di sensibilizzazione sugli incendi boschivi, mediante incontri con le scuole, distribuzione di opuscoli e installazione di pannelli informativi. Nel 2014 sono state n.30 le ore di lezione svolte dal C.F.S. per attività formative rivolte ai volontari delle squadre antincendio boschivo.

Al fine di contribuire ad accrescere la cultura di protezione civile, del rispetto dei beni ambientali e lo spirito solidaristico, il personale C.F.S. ha, inoltre, attivamente partecipato al progetto “ERINAT – educazione a rischi naturali”, promosso già dal 2009 in collaborazione con l’Istituto di Geofisica e con il Servizio di protezione civile, con oltre 100 ore di lezione rivolte agli studenti della classe terza delle scuole secondarie di primo grado della provincia.

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