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Il Pagellone. Super Mario è imprendibile, Brezo e Datkovic tornano protagonisti

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Il croato è il più continuo e quello che si è messo più in evidenza, anche Brezovec torna a dominare il centrocampo. Bravo Datkovic, non solo per il gol

Chichizola – s.v. – Deve guardare per due volte la palla in rete senza averla mai toccata. L’unico vero intervento lo fa su un colpo di testa a gioco fermo. Nel secondo tempo fa da spettatore non pagante limitandosi ad esultare ai gol dei compagni. Portoghese.

Milos – 6 – L’inizio è quasi da galleria degli orrori, sbaglia qualche palla scabrosa e soprattutto sbaglia sul gol del vantaggio di Marchi. Poi si riprende e conclude con buoni cross in area di rigore. Distratto.

Datkovic – 7 – Ottima gara sia in fase difensiva che sulle palle alte in fase offensiva. Oltre al gol infatti, mette in costante apprensione la difesa avversaria sui calci piazzati. Molto meglio da centrale, ma si sapeva. Tempista.

Piccolo – 6,5 – Non da una mano a Luna in occasione del gol di Marchi, ma è l’unica distrazione della sua partita che, per il resto, fila via abbastanza liscia senza troppi scossoni ne problemi. Scioltezza.

Luna – 6 – L’errore di posizione sul gol di Marchi è evidente, e non è l’unica pecca della sua fase difensiva. Se la cava però quasi sempre con il fisico e la corsa. Deve ancora trovare la condizione e l’integrazione migliore con i compagni. Uccellato.

Brezovec – 7 – Dall’esilio alla rinascita, Bjelica lo lascia a riposo per qualche gara e lui risponde in maniera positiva, tornando ad essere quello del girone d’andata. Sbaglia molto poco e si impegna anche nella fase difensiva. Segna un bel gol su punizione e va a festeggiare sotto la Ferrovia da aquilotto vero. L’unico neo? Il rigore provocato. Redivivo.

Bakic – 6,5 – Ripete la buona impressione destata nella gara di Perugia, anche lui come Brezovec è più portato alla fase offensiva, tuttavia se la cava anche in quella difensiva. Qualche volta sembra giocare con un po’ di sufficienza,ma è la gioventù, deve crescere ancora tanto, anche per sfruttare meglio una delle sue qualità, il tiro da fuori. Scolaro.

De Las Cuevas – 6,5 – Questa volta Bjelica lo sposta sulla fascia destra offensiva, laddove giocava ultimamente bel campionato spagnolo. L’inizio non è scintillante, ma nel corso della gara trova la posizione giusta e diventa sempre più utile alla manovra. Realizza un gol di pregevole fattura che mette al sicuro il risultato. Elegante.

Catellani – 6,5 – Solita gara di sacrificio e carattere, forse talvolta è portato a strafare, ma fa parte del suo Dna. Va in gol su rigore, ma serve anche quello, visto che era a secco da un po’ e gli consente di salire un gradino nella classifica marcatori. Uno di quelli che interpreta al meglio lo spirito di questa squadra.Generoso.

Situm – 7,5 – E’ in un momento di forma strepitoso che ne esalta le qualità. Rapidità ed umiltà, queste in sintesi le sue qualità. Approfitta di un rimpallo favorevole per involarsi e trovare il pareggio, in quel momento, fondamentale. Contribuisce alla causa anche in fase difensiva. Se impara ad andare con più costanza a rete, diventa un top player per la categoria. Super Mario.

Nenè – 6,5 – Lotta con ardore nel bel mezzo della difesa ospite, subendo anche colpi proibiti. Una sua azione caparbia lo porta a concludere da distanza ravvicinata, Cosenza respinge con la mana, ma l’arbitro fa proseguire. Dolorante, lascia il posto a Giannetti. Scippato.

Giannetti – 6,5 – Ha una voglia matta di segnare, anche quando il risultato è già rotondo, tanto che, il rigore che si guadagna, vorrebbe batterlo lui, ma Catellani prende la palla e non la molla più.

Kvrzic – s.v. – Qualche spunto dei suoi per riprendere confidenza con il campo dopo qualche partita in naftalina.

Juande – s.v. – Il più bel ritorno, arrivederci a Catania.

Mister Bjelica – 6,5 – Non rinuncia ad un offensivo 4-2-3-1, anche perché lo ritiene il miglior viatico per trovare i successi casalinghi. Le statistiche sulle vittorie casalinghe gli danno ragione, visto che con il 3-5-2, la vittoria è arrivata solo con il Perugia tra le mura amiche. La squadra concede poco agli ospiti, ma viene oltremodo punita nelle uniche due incursioni del primo tempo, certamente un “difetto” da limare, ma è la fase offensiva a lasciare spazio alla speranza di vedere uno Spezia protagonista in questo finale di campionato. De Las Cuevas sta prendendo confidenza con la categoria e non può che migliorare, Situm dimostra le qualità per le quali era stato acquistato e la coppia Catellani – Nenè è una sicurezza, senza dimenticare l’apporto costante, anche a gara in corso, di Giannetti. Il 3-5-2 potremo però forse rivederlo in trasferta, specie con il rientro di Juande a pieno servizio.

Arbitro Minelli – 5 – L’avvio di gara è disarmante, sembra avere un conto aperto con lo Spezia, specie quando ignora il fallo di mano in area della Pro. Il rigore che concede per l’intervento di Brezovec ci sta, le espulsioni sono sacrosante, ma quanta fatica per vedere un arbitro con un metro di giudizio chiaro e limpido nei confronti di entrambe le contendenti. Ci riusciremo?

 

Enrico Lazzeri – © Riproduzione Riservata
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