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Catania – Spezia: al Massimino va in scena lo scontro delle motivazioni

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42 i punti dello Spezia, 29 quelli del Catania. Le Aquile per il sogno play off, gli etnei per evitare la doppia retrocessione

LA SPEZIA – La classifica e soprattutto gli umori non traggano in inganno: la trasferta di Catania rappresenta infatti uno scoglio durissimo da superare. Dopo aver riconquistato il Picco con due vittorie di fila, le Aquile hanno l’obbligo di tornare a fare punti anche lontano dal pubblico amico.

Di fronte, una formazione che vive un momento a dir poco surreale: partita con tutti i pronostici a favore, gli etnei hanno mal digerito sin da subito la dura realtà del campionato cadetto,  dovendo così ridimensionare gli obiettivi stagionali.

Ben tre gli allenatori cambiati, con l’ultimo arrivato Marcolin incapace, sino a questo momento, di far dimenticare alla piazza la cocente retrocessione dello scorso anno. E come in tutti gli incubi degni di nota, il Catania, non solo ha dovuto rinunciare ai sogni di un ritorno nella massima serie, ma dovrà ora lottare sino all’ultima giornata per evitare l’inferno della Lega Pro.

Tra i migliori attacchi del torneo, con 40 reti messe a segno in 28 partite ( una contro il Modena da recuperare) il dato negativo arriva però dalla difesa, la più battuta del campionato con 44 reti subite. Nel complesso,  i successi dei siciliani sono sette, tutti arrivati al “Massimino”, mentre otto i pareggi e tredici le sconfitte, tre delle quali arrivate tra le mura siciliane. Nonostante questo dato, però, il pubblico di casa si può definire tutt’altro che amico, con i fischi che sono stati gli assoluti protagonisti degli ultimi incontri.

Dal punto di vista tattico, complice i diversi cambi di panchina, molte le formazioni cambiate dal Catania in questa stagione, anche se nelle ultime uscite Marcolin pare aver optato per un 4-3-1-2, potendo contare su un reparto offensivo di tutto rispetto: da Rosina a Calaiò, passando per Maniero.

All’andata, era il 18 ottobre, finì a tre a zero per lo Spezia grazie alle doppietta di Catellani e al gol di Brezovec. Sulla panchina dei rossoazzurri sedeva Sannino, poi dimessosi a fine anno dall’incarico.

Ad oggi, non molto è cambiato per le due squadre: le Aquile, nonostante qualche fisiologica difficoltà, sono sempre in lotta per un posto play off, mentre gli etnei, reduci dal pareggio di Bari e dalla sconfitta casalinga contro il Frosinone, sono invece terz’ultimi a 29 punti.

Insomma, diverse, ma pur sempre forti le motivazioni che legheranno entrambe le formazioni durante i novanta minuti del Massimino: a scrivere il verdetto finale sarà una virtù chiamata forza di volontà.

Andrea Licari

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