laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

«No alla liberalizzazione vendita giornali. No alla chiusura uffici postali»

Più informazioni su

LA SPEZIA – Il Consiglio Comunale della Spezia consiglio durante i lavori della seduta del 3 marzo 2015, ha approvato, oltre la mozione contraria all’Imu agricola, altri due importanti documenti in difesa dei cittadini.
 
Il primo presentato dai consiglieri Masia ( primo firmatario), Sommovigo, Manfredini e Armani collegato alla delibera sul nuovo Piano del Commercio, esprime solidarietà agli edicolanti spezzini per la difficile situazione in cui si sono venuti a trovare a causa della liberalizzazione delle vendite dei giornali anche all’interno delle grandi catene della distribuzione, infatti le notevoli flessioni nella vendita dei quotidiani mettono a rischio la sostenibilità/redditività dello loro attività già aggravata dalla piena crisi economica.

Nel documento viene posto in risalto inoltre anche il tema dell’accesso all’informazione plurale messo anch’esso in discussione dal processo di liberalizzazione, ascrivendo a pieno titolo la capillarità della diffusione dei punti vendita quali le edicole hanno sempre rappresentato, un caposaldo della democrazia.
Per questi motivi nell’odg il Consiglio Comunale della Spezia esprime comprensione della preoccupazione degli edicolanti per i possibili effetti della Legge sulle liberalizzazioni e tenuto conto che nello stesso Dd.lgs 170/2001 erano previste parità di trattamento previste in ogni luogo di vendita, impegna la Giunta e il Sindaco a trasmettere al Governo, alla Presidenza della Regione Liguria e alla Conferenza Stato-Regioni la richiesta di rivedere la tematica, in modo da consentire ai “territori”, in linea con il dettato del D.Lgs 170/2001,” di intervenire sulla materia, tenendo conto delle altre esigenze oltre quelle puramente economiche.

Nel secondo documento, una mozione urgente presentata da Sommovigo (primo firmatario), Masia e Manfredini, viene toccato il tema della chiusura o razionalizzazione degli uffici postali.
Premesso che in Provincia sono svariati gli uffici postali la cui chiusura o razionalizzazione è prevista nel piano industriale di Poste Italiane illustrato ai sindacati e che tra questi sono presenti nel comune capoluogo quelli di Cadimare e di San Venerio.

Ricordato che gli uffici postali forniscono servizi utili alle piccole comunità, in modo particolare per quelle rurali o montane o cmq decentrate e che, con la loro eventuale soppressione, i locali cittadini sarebbero costretti a spostamenti verso i centri maggiori con aggravio di tempo e problemi di mobilità, specie per le persone più anziane.
E considerato che Poste Italiane, a fronte di un contratto di servizio pubblico di fondamentale importanza, continua da anni a tagliare uffici periferici concentrando nei centri maggiori i propri uffici, oltretutto non dotati di sufficiente personale, situazione da cui discende difficoltà di accesso con lunghe file e conseguenti perdite di tempo.

Nella mozione, approvata alla unanimità da tutto il consiglio comunale, si impegna il Sindaco e la sua Giunta ad attivarsi, in qualità anche di Presidente della Provincia, ad incontrare i responsabili di Poste Italiane per appurare la situazione inerente soppressione o riorganizzazione degli uffici postali del Territorio, a voler rappresentare con forza l’importanza di conservare un presidio di servizi per le frazione,al fine di ottenere il mantenimento della piena funzionalità degli uffici postale in oggetto, a farsi parte attiva presso la Regione Liguria e presso l’Anci affinchè il Governo e in particolare il ministro dello Sviluppo economico, competente per materia, evitino la chiusura o la “razionalizzazione “ programmata di molti uffici postali, detti minori in Liguria e a inviare la presenta mozione se approvata al Ministero dello sviluppo Economico, al Parlamento, all’Anci, alla Regione Liguria, alla Direzione locale e nazionale di Poste Italiane e a tutti i comuni della Provincia.
 

Più informazioni su