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Nicola Madonna: “Il modo migliore per aiutare i compagni, è allenarsi sempre al massimo”

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Nicola Madonna – Foto Patrizio Moretti. 

Lo sconforto sopraggiunge quando sai che potresti dare una mano alla squadra e non puoi farlo perché le tue condizioni fisiche non te lo permettono.

LA SPEZIA – Alla quarta stagione in maglia bianca con un percorso pieno di gioie e dolori: dalla promozione in serie B, agli infortuni che lo hanno costretto lontano dal campo per molto tempo durante la sua esperienza nella società aquilotta.Nicola Madonna è l’emblema della perseveranza e della forza d’animo: anche quest’anno un intervento al menisco, subito a fine Novembre, lo ha costretto fuori dal campo. Ma il difensore aquilotto è tornato e ha saputo aspettare il suo momento: si è fatto trovare pronto alla prima chiamata di mister Bjelica, proprio sabato pomeriggio nella sfida di Catania.

Erano più di cinque mesi che non giocavo e questo non è facile” – ha esordito Madonna – “Ma si può essere di aiuto alla squadra anche non scendendo in campo. Io mi sono sempre allenato bene e ho aspettato l’occasione giusta che è arrivata proprio sabato. Penso comunque che l’importante per arrivare al risultato finale sia sempre la squadra, non il singolo. Il modo migliore per aiutare i compagni, anche se non giochi, è allenarsi sempre al massimo: io ormai sono qui da tanti anni, quindi, oltre a fare del mio meglio in settimana, do anche qualche consiglio ai più giovani. Fisicamente sto molto bene, ovviamente giocare dopo cinque mesi è difficile, ma io mi alleno sempre pensando di essere titolare, è questa la mia forza“.

Come ti sei sentito in questi mesi fuori dal campo? Il mister come ha gestito la situazione? “Bjelica parla sempre al gruppo ed è sempre stato contento di come tutti ci allenavamo; inoltre ci ha sempre detto che tutti avrebbero avuto spazio e alla fine è stato così. Io comunque ho sempre dato il massimo perché è bello guardarsi allo specchio ed essere orgogliosi di quello che si è“.

Alla fine è rimasto un po’ di rammarico dopo il pareggio di sabato pomeriggio a Catania: “Sapevamo che era una partita difficile perché loro in casa sono molto forti; il rammarico è normale perché essere raggiunti al 90′ non è mai bello. Abbiamo un po’ di amaro in bocca, ma la prestazione è molto confortante. Per portare a casa i tre punti avremmo dovuto gestire meglio la palla negli ultimi minuti; loro si sono buttati in avanti alla disperata e i dettagli in questi casi fanno la differenza“.

Come ti trovi in questo gruppo “multietnico”? “Siamo un gruppo molto affiatato. Tutti gli stranierei hanno cercato subito di imparare l’italiano e questo è un punto a loro favore; poi sono tutti quanti ragazzi splendidi e questo ha aiutato molto a formare un gruppo solido“.

Nella tua carriera sono stati molti gli infortuni e i momenti difficili; sei mai stato sopraffatto dallo sconforto? “Lo sconforto sopraggiunge quando sai che potresti dare una mano alla squadra e non puoi farlo perché le tue condizioni fisiche non te lo permettono; superato l’infortunio, tutto passa. Certamente la prima volta che ho avuto l’infortunio più grave al ginocchio e sono stato fuori più di un anno è stato il momento più complicato degli altri“.

Venerdì sera una partita complicata, ma affascinante, contro il Livorno di Gelain: “Il Livorno fisicamente sta molto bene, questa partita è un derby e anche uno scontro diretto: questi sono tutti fattori che rendono più bella la sfida. Il fattore campo è nostro favore, ma guardando la classifica loro sono davanti e quindi sono più forti. Noi comunque scenderemo in campo per fare del nostro meglio e vincere“.

Giulia Lorenzini – © Riproduzione Riservata
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