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Bucchioni interviene su Fincantieri

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LA SPEZIA – Non occorre scomodare Schumpeter per sapere che se un’azienda resta ferma, non innova e non si adegua all’evolversi del mercato è destinata ad entrare in crisi. Il passaggio dall’economia protetta alla globalizzazione ha costituito ed ancora costituisce per il nostro Paese una criticità che ha visto soccombere interi settori produttivi.

I freni culturali, sociali, politici e sindacali hanno ingessato il nostro sistema economico causando delocalizzazioni e riducendo l’interesse degli investitori esteri e per prenderne atto  è sufficiente esaminare gli indicatori economici.

Nel panorama, che dovrebbe indurre ogni persona  pensosa del futuro a prendere atto della situazione, Fincantieri ha rappresentato un riferimento che Confindustria La Spezia considera paradigmatico.
Nonostante i continui ostacoli ed i condizionamenti gestionali subiti ha saputo individuare nel settore delle navi da crociera un prodotto su cui puntare e ne è divenuta leader mondiale, ha saputo internazionalizzarsi ed oggi è presente in quattro continenti, sostenendo così anche le realtà italiane, si è quotata in borsa ed è ora alla ricerca di un efficientamento produttivo che solo gli consentirà di continuare a reggere la concorrenza ed a sostenere una occupazione di oltre 8.000 addetti in Italia cui si deve aggiungere un indotto almeno doppio.

A chi crede che le commesse militari italiane possano sostenere Fincantieri occorre ricordare che rappresentano il 10% del fatturato.

In questa situazione Confindustria La Spezia guarda con preoccupazione e considera sbagliato e frutto di una cultura garantista largamente inattuale le contestazioni dei programmi di innovazione nei processi produttivi necessari per aumentare la produttività e razionalizzare i costi.

Siamo di fronte a scelte organizzative e non a riduzioni, licenziamenti, chiusure!

– Societarizzazione Direzione Sistemi e Componenti: a fronte di indiscrezioni giornalistiche vi sono state levate di scudo preventive da parte delle Organizzazioni Sindacali e dei politici locali, tese a difendere lo status quo. Fincantieri, durante gli incontri sulla piattaforma di secondo livello, ha sempre spiegato e ribadito che qualsiasi iniziativa venisse intrapresa sarà finalizzata a consolidare e sviluppare il business, anche attraverso ulteriori acquisizioni o partnership, con positive ricadute occupazionali nei territori. La logica dell’immobilismo non porta a nulla e anzi un’azienda che non rinnova è destinata a scomparire

– Piattaforma di secondo livello: la piattaforma presentata dall’azienda punta a logiche di
razionalizzazione ed efficienza, utili a raggiungere maggiori volumi di vendita dei prodotti in mercati sempre più competitivi, in modo da poter garantire la piena saturazione degli attuali siti produttivi in Italia, nonostante i problemi infrastrutturali di alcuni di questi non siano in questi anni stati risolti (Sestri, Castellamare, Palermo). E’ incomprensibile come una parte del sindacato strumentalizzi qualsiasi iniziativa proposta dall’azienda al solo scopo di costruire dissenso tra i lavoratori, contrastando tutte le azioni tese invece allo sviluppo dell’azienda e quindi a beneficio dei lavoratori stessi. Esempio concreto possono essere il miglioramento della prestazione individuale, attraverso l’utilizzo di orari flessibili già comunque previsti dalla contrattazione collettiva, e l’utilizzo di strumenti informatici e nuove tecnologie per migliorare la sicurezza dei lavoratori

Giorgio Bucchioni

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