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Fincantieri. La RSU UILM di Muggiano risponde a Bucchioni

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LA SPEZIA – «In merito alle dichiarazioni espresse dal Dott. Bucchioni presidente di Confindustria La Spezia la R.S.U UILM Muggiano ritiene giusto e corretto fare alcune precisazioni:

Siamo preoccupati anche noi per i cantieri liguri ed in particolare per il Cantiere di Muggiano, proprio per questo la invitiamo a farci visita in Cantiere in modo tale che possa vedere con i suoi occhi la realtà in cui siamo, una realtà che purtroppo è ben diversa da quella che trova solo durante un varo.

Cosi forse potrà scrivere di una realtà importante come Fincantieri Muggiano con parole sue, non facendo sua una lettera chiaramente scritta dall’azienda.

Come RSU UILM del Muggiano riteniamo di aver ben presente cosa voglia dire produttività e migliorare i costi, ed il nostro cantiere è stato il primo che si è messo in gioco anche con forme di flessibilità durante il perdurare dello scarico di lavoro e per tutto il periodo della Cassa Integrazione ordinaria e straordinaria.

Vogliamo ricordare che i lavoratori del Muggiano, in questa fase di forte difficoltà e per ridurre l'utilizzo della Cigs, hanno sempre risposto positivamente alle richieste della Direzione Aziendale in merito a più flessibilità, più efficienza, a cambio di mansioni.

E’ troppo facile dire che se le cose vanno bene il merito è dell’azienda e se vanno male la colpa è dei lavoratori e del sindacato.

Confindustria dovrebbe tutelare le aziende di La Spezia sui problemi del cantiere e sull’indotto.

Siamo di fronte ad un cambiamento epocale in Fincantieri sugli appalti e Confindustria deve criticare il sindacato?

C’è un’assenza totale di Confindustria, serve una politica che tuteli in maniera organica il settore della navalmeccanica e militare, serve sinergia tra le grandi aziende presenti sul nostro territori a partire da Fincantieri e Finmeccanica.

Serve una politica industriale vera per le aree dell’arsenale Militare, serve un progetto che purtroppo manca per rendere appetibili tali aree da parte di Fincantieri cosi da rilanciare il nostro indotto che sta piano piano morendo.

Siamo consapevoli della necessità di modificare l’organizzazione del lavoro per rispondere alle nuove esigenze, però non privando i lavoratori di diritti e tutele, siamo consapevoli del bisogno di investimenti, ma non è cancellando i diritti che si possono raggiungere tali obbiettivi.

Il Cantiere di Muggiano è un patrimonio in primis di tutti i lavoratori, quelli di ieri, quelli di oggi e quelli di domani e non “deleghiamo” nessuno a cambiarlo a proprio piacimento.»

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