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Una Chiesa in cammino

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Notizie della Diocesi

LA SPEZIA – Nel cammino di preparazione in vista del quinto convegno ecclesiale nazionale, che si terrà a Firenze dal 9 al 13 novembre, il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha approfondito con il presbiterio diocesano la lettura della traccia, in occasione dell’incontro mensile del clero nel salone “Fanelli”. Detto documento, che era già stato presentato ai membri delle consacrate della diocesi, verrà ulteriormente e personalmente condiviso in altrettanti incontri nelle cinque zone pastorali, Alta Val di Vara, Media e Bassa Val di Vara, Riviera, Val di Magra e Golfo della Spezia. Gli incontri zonali, il cui calendario sarà reso noto quanto prima, saranno rivolti in modo particolare ai laici, per realizzare con loro un pieno coinvolgimento nel cammino di preparazione. Il vescovo, di fronte ad un uditorio sacerdotale affollato ed attento, ha sottolineato l’importanza di questo convegno, il quinto della serie iniziata a Roma nel 1976 con “Evangelizzazione e promozione umana”, e proseguita poi con cadenza decennale a Loreto, a Palermo, a Verona ed ora appunto a Firenze. Palletti, introducendo i contenuti della “traccia”, ha sottolineato inoltre l’attualità del tema prescelto, “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Il tema si sviluppa a partire dal concetto di una «conoscenza che diventa amore», una vera e propria sfida per il nostro tempo. Il «nuovo umanesimo», di cui si parlerà a Firenze, ha le sue radici prima di tutto nei nostri cuori, nell’esperienza contagiosa di Gesù Cristo. Si riflette qui la realtà di una “Chiesa in cammino”, «in uscita», come chiede Papa Francesco. Obiettivo della traccia è dunque quello di continuare un dialogo e un cammino, stimolando il ruolo delle Chiese locali e cercando insieme vie nuove per “coltivare” la pienezza della nostra umanità. Proprio la città di Firenze, prescelta come sede del convegno, può essere davvero considerata, con le tante e quasi incredibili opere d’arte che essa ospita, la “narrazione” di un’esperienza antica, fondata sull’uomo che si collega con le proprie radici di storia e di fede. In questo contesto, che si affaccia su temi, problemi, drammi e incertezze dell’uomo di oggi, l’invito degli organizzatori è quello di partire dall’ascolto del vissuto: una via, questa, capace di riconoscere la bellezza dell’umano “in atto”, pur senza ignorarne i limiti. Un umanesimo, perciò, consapevole sia dell’inadeguatezza delle forze («abbiamo solo cinque pani», come si legge nei Vangeli) sia del “di più” di umanità che si sprigiona dalla fede e dalla condivisione. «In ascolto» non vuol dire, infatti, appiattito sul dato di fatto, che in apparenza è liberante ma che in realtà è spesso foriero di nuove e più cogenti schiavitù. Ascoltare l’umano significa, dunque, vedere la bellezza di ciò che c’è, nella speranza di ciò che ancora può venire, consapevoli che si può solo ricevere. L’impegno della Chiesa in tale contesto deve essere il più possibile concreto: riconoscere i bisogni anche più nascosti e costruire azioni di risposta adeguate, non ossessionate dall’efficienza. «Umanesimo è, a ben considerarne la storia – dice ancora la traccia del convegno – un termine che si declina al plurale, e l’umanesimo nuovo in Cristo è un umanesimo sfaccettato e ricco di sfumature, «prismatico», dove solo dall’insieme dei volti concreti, di bambini e di anziani, di persone serene o sofferenti, di cittadini italiani e d’immigrati venuti da lontano, emerge la bellezza del volto di Gesù. L’accesso all’umano, difatti, si rinviene imparando a inscrivere nel volto di Cristo Gesù tutti i volti, perché egli ne raccoglie in unità i lineamenti come pure le cicatrici. In tale contesto, al centro dell’agire ecclesiale deve esserci sempre la persona umana. Allargando lo sguardo, la traccia sottolinea che «gli ambienti come la famiglia, l’educazione, la scuola, il creato, la città, il lavoro i poveri e gli emarginati, l’universo digitale sono diventati quelle ‘periferie esistenziali’ che si impongono all’attenzione della Chiesa quali priorità in cui operare il discernimento, per accogliere l’urgenza missionaria di Gesù». Tutto ciò può realizzarsi lungo le cinque vie suggerite da Papa Francesco nella ‘Evangelii gaudium’, un tema sul quale il vescovo Palletti ha insistito in modo particolare. Queste “vie” esprimono in modo sintetico il desiderio e la volontà della Chiesa di contribuire al dischiudersi di un’umanità nuova dentro la complessità della nostra epoca, indicando nello stesso tempo una direzione, quella appunto delle cinque parole: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. La traccia, infine, chiede l’impegno e la riflessione nelle Chiese locali.

La festa di San Giuseppe
Giovedì prossimo la città della Spezia festeggia il patrono san Giuseppe. Il vescovo Palletti celebrerà alle 10 la Messa in Arsenale militare, del quale pure san Giuseppe è patrono, e alle 11.30 sarà in Santa Maria Assunta, chiesa abbaziale e prima parrocchia della città, per presiedere la Messa solenne, trasmessa in diretta da Tele Liguria Sud. Da giovedì a domenica, per quattro giorni, la città sarà “invasa” dalla fiera delle bancarelle, motivo sempre di richiamo per tanta gente di ogni età: numerosi i banchi promotori di iniziative di solidarietà. Inoltre, a “Spezia Expo”, dove ieri è stata inaugurata la fiera campionaria, tornano la prevenzione sanitaria promossa da “Ben … essere in movimento”. Quella di oggi è la giornata dedicata all’obesità e quella di giovedì sarà sulla prevenzione delle malattie cardiocircolatorie (metabolismo e ipertensione). Sabato si parlerà di insufficienza renale e domenica di prevenzione dell’ictus. I visitatori potranno avere materiali sui fattori di rischio e saranno eseguite analisi. Giovedì alle 18, infine, all’accademia “Capellini” di via XX Settembre 148, il poeta Sergio Fregoso richiamerà come ogni anno un folto pubblico per le sue gustose “Circonlocuzioni sulla spezzinità”.

Pellegrini a Stadomelli
Il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha guidato l’altro sabato il pellegrinaggio mariano mensile nella chiesa di Stadomelli, nel comune di Rocchetta Vara, dove si venera la Madonna Addolorata. All’omelia della Messa, il vescovo ha, tra l’altro, ricordato che «l’Addolorata ci aiuta sempre alla conversione, alla capacità di accogliere il dono della misericordia del Padre». Maria stessa – figura della Chiesa – è «un dono grande. Gesù ce l’ha dato nel momento del massimo dolore. E lei, come madre, non solo comprende, ma anche allevia le nostre difficoltà». Nell’anno dedicato alla vita consacrata, «affidiamo a Maria il dono di sante vocazioni per la Chiesa, vocazioni di tutti i tipi, in particolare quelle sacerdotali».

Laurea “honoris causa” a Faggioni
Nei giorni scorsi, in un bella cerimonia svoltasi a Porto Lotti, lo spezzino Stefano Faggioni ha ottenuto la laurea “honoris causa” dell’Università di Genova in “disegno nautico e navale”. A seguire, Faggioni ha tenuto, di fronte a un folto uditorio fatto di docenti universitari, di operatori economici e turistici e di studenti, la sua prima “lectio magistralis” sul tema ”La ricostruzione di un’atmosfera perduta. Il valore del dettaglio nel restauro delle barche d’epoca”. Il tema della relazione, così come l’evento in sé richiamano l’attenzione su una vicenda umana e professionale che induce a più di una riflessione. Stefano Faggioni, infatti, è nato alla Spezia nel 1969. Il padre Ugo era un notissimo disegnatore navale di Cadimare, autore tra l’altro di alcune delle barche più innovative utilizzate nelle diverse edizioni del Palio del Golfo. La madre Franca è stata invece collaboratrice di segreteria di “Spezia 7” sin dalla sua apertura nel 1976, e poi di tele Liguria Sud. Nel 2000 Ugo Faggioni si spense prematuramente e Stefano raccolse la sua eredità professionale, trasferendosi poi in Spagna. Davvero si può dire che sia “figlio d’arte”, nel senso più completo del termine, ma anche che la sua vicenda esalta i valori della famiglia e del “patto tra le generazioni”. La famiglia Faggioni, del resto, è presente alla Spezia da oltre cinque secoli. A Cadimare, l’attività cantieristica navale inizia a sua volta secoli fa con la riparazione dei navicelli e si evolve a inizio Novecento quando viene rilasciata la prima concessione demaniale nel golfo, proprio alla famiglia Faggioni. Tutto questa esalta il lavoro spezzino, le caratteristiche ambientali e sociali del golfo ed anche l’affiatamento e l’impegno di ormai molte generazioni di un’unica famiglia. Complimenti, Stefano …

VIAGGIO NELL’ARTE PER I BAMBINI DELLA SCUOLA SAN DOMENICO GUZMAN
«Viaggio nell’arte» per bambini e bambine della scuola primaria cattolica “San Domenico di Guzman”, guidata alla Spezia da madre Eletta Crociani delle suore Domenicane di San Sisto. Durante il corrente anno scolastico, infatti, alunni ed alunne hanno avuto occasione di avvicinarsi a piccoli passi al mondo dell’arte, grazie ad una proficua collaborazione con la cooperativa “Artemisia”. Tale esperienza, che ha coinvolto tutte le classi della scuola, si è rivelata positiva ed interessante per gli operatori e per i ragazzi. Questi ultimi hanno avuto modo infatti di conoscere e di approfondire alcuni aspetti della creatività artistica partendo da un approccio teorico, per poi sviluppare l’aspetto più divertente, ossia quello pratico. Come piccoli artisti, hanno così creato le loro opere, conosciuto la storia di grandi pittori ed imparato alcune delle più importanti tecniche artistiche. A conclusione del progetto, “Artemisia” ha ora proposto di realizzare all’interno della scuola un vero e proprio spazio espositivo. Che cos’è un museo? Qual è la sua funzione? Nell’ultima fase  di “Viaggio nell’arte”, alle classi, proprio in questo periodo, viene chiesto di rispondere a dette domande, allo scopo di sensibilizzare i più piccoli alla conservazione della memoria storico–artistica, con particolare riferimento al territorio. Nella fase pratica i bambini e le bambine, calandosi nelle vesti di curatori, progettano in gruppo l’allestimento di una mostra che conterrà tutte le opere realizzate durante i precedenti laboratori. Quest’ultima fase permetterà di vedere esposti i loro lavori e di integrarli con didascalie e con schede di sala. Una vera mostra, che potrà ospitare anche opere di genitori e di amici.
 
”Vestizione” al Carmelo
Domenica scorsa, al monastero carmelitano femminile di Pagliari, alla Spezia, ha vestito l’abito carmelitano Annalisa Casalegno, che ha preso il nome di suor Maria Maddalena dello Spirito Santo. La cerimonia si è volta all’interno della clausura, alla presenza della sola comunità monastica. Nel pomeriggio, alle 17.30 come tutte le domeniche, è stata celebrata la Messa solenne, presieduta da monsignor Guido Gallese, vescovo di Alessandria, e concelebrata da due padri carmelitani e da due sacerdoti di Genova, città di provenienza della novizia, presenti i familiari, numerosi amici e fedeli della zona. Alcuni studenti carmelitani hanno guidato i canti, accompagnati all’armonium da fra Claudio del monastero della Santa Croce di Bocca di Magra. Felicitazioni ed auguri da parte nostra.

Sarzana ricorda Niccolò V
Sabato prossimo 21 marzo  la città di Sarzana ricorderà quello che è stato il suo “figlio” più illustre, Tommaso Parentucelli, che fu Papa dal 1447 al 1455 con il nome di Niccolò V. Lo farà con un convegno nella sala consiliare del Comune che, iniziando alle 10, si protrarrà per l’intera giornata, nell’ambito del ciclo di iniziative culturali per i 550 anni del titolo di città, che venne conferito a Sarzana nel 1465 da Papa Pio II anche in segno di omaggio al suo predecessore ed amico. Il convegno sarà coordinato dall’on. Egidio Banti, presidente del centro culturale “Niccolò V”.

Anniversario di Chiara Lubich
Nell’anniversario della scomparsa di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari sabato prossimo 21 marzo il vescovo presiede alle 17 una Messa nella chiesa di Maria Ausilatrice, in via Malaspina 1, alla Spezia.

In mostra un Giovannoni inedito
Nel centenario della nascita di Giovannoni il circolo culturale "A. Del Santo", via Don Minzoni 62, alla Spezia, presenta un "Giovannoni inedito". L'inaugurazione avrà luogo mercoledì alle 17. La mostra è visitabile dal martedì al sabato dalle 17.30 alle 19.30.

Chiusura della Curia
In occasione delle festività di san Giuseppe e della relativa fiera, la Curia resterà chiusa giovedì, venerdì e sabato prossimi.

E’ morta Gianna Bonistalli
All’età di settant’anni si è spenta a Sarzana Gianna Bonistalli, persona da sempre molto conosciuta e benvoluta in città. Non ha mai fatto mistero della sua grande fede, facendosene testimone nei limiti del possibile. Oltre che con le parrocchie sarzanesi, ha collaborato con altre realtà ecclesiali, in particolare con il santuario di Soviore in anni lontani. Monsignor Piero Barbieri ha presieduto i funerali, presenti davvero tante persone. Alla famiglia le nostre condoglianze.

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