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Fontana e Castellani, concetti spaziali e rilievi

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LA SPEZIA – Giovedì 19 marzo alle ore 18:00 alla Galleria Vallardi in Via Tommaseo 32, verrà inaugurata la mostra di Fontana e Castellani, concetti spaziali e rilievi, che si protrarrà fino al 19 aprile 2015.

Dall’introduzione del testo “LUCIO FONTANA” incisioni, grafica, multipli, pubblicazioni …” di Harry Ruhé e Camillo Rigo, disponibile in Galleria per la consultazione:
“… È proprio nella grafica che Fontana ha fatto molto lavoro sperimentale, quanto a stile – è interessante constatare con che scioltezza alternava Concetti spaziali con nudi naturalistici – ma soprattutto quanto a tecnica.
Con l’aiuto di maestri italiani della stampa ha combinato le tecniche più diverse: materiali come la carta, il cartone e il foglio di plastica, venivano punzonati, perforati, strappati. Per esempio incisioni all’acuqtinta venivano trattate con stampa a secco, e poi vi venivano praticati dei forellini a mano o a macchina.
Questo uso di una tecnica mista ha prodotto in certi casi stampe che a malapena si possono distinguere da opere uniche”

Dall’introduzione del testo “ENRICO CASTELLANI OPERA GRAFICA 1960 – 1995” di Leonardo Magini, disponibile in Galleria per la consultazione:
“… io pensavo che ogni elemento che compone una superficie da adito a delle letture che possono anche non essere quelle volute, cioè a delle interpretazioni non aderenti a quello che uno vuole fare; io volevo che non ci fosse nulla da leggere, che non ci fosse nessun fatto episodico che potesse portare a pensare che volessi fare altro di quanto non facessi in effetti. Li la superficie diventava sempre più bianca, insomma il limite sarebbe stato la superficie non toccata. Allora pensavo di intervenire sulla superficie il maniera diversa, cioè operando dei rilievi, per comunque sensibilizzarla, ma lasciandola tutto sommato, abbastanza intatta, senza quegli elementi episodici. Di li è nato un po' questo modo di fare, questo tipo di lavoro che faccio tuttora.
Niente meglio delle parole dello stesso artista spiga l'invenzione della prima Cordonatura, e poi dell'Incisione, che riporta su una superficie piana e con l'ausilio dei pochi tratti neri dell'acquaforte i ritmi e le cadenze delle Superfici angolari dei primi anni Sessanta."

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