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Accoglienza profughi, Rosso: “Entroterra e centri costieri del genovesato a rischio collasso”

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"Mancano strutture per accogliere 800 immigrati tra Genova e provincia”

GENOVA – «Siamo molto preoccupati per le conseguenze che potrebbe avere l’arrivo di circa 800 profughi nelle strutture di accoglienza del capoluogo ligure e soprattutto del nostro entroterra e in alcuni centri costieri, soprattutto in vista dell’avvio della stagione estiva e turistica. Pertanto sollecitiamo tutte le istituzioni, in primis la prefettura, ad aprire un dialogo con le comunità locali e con i sindaci dei Comuni potenzialmente coinvolti nel piano di accoglienza». Così interviene Matteo Rosso, medico, vicepresidente della commissione Sanità in Regione Liguria e candidato della Lista Civica Rixi Presidente, in merito alla notizia secondo la quale sarebbero in arrivo a Genova e in alcuni Comune del Levante genovese circa 800 profughi, 500 in più rispetto alla richiesta dello scorso anno. Il consigliere Rosso e il candidato alla presidenza della Regione Liguria Edoardo Rixi si sono attivati per sollecitare le istituzioni a trovare soluzioni praticabili per evitare “disagi alla popolazione locale, danni al comparto turistico ed eventuali situazioni di conflittualità sociale.

«Sappiamo – spiegano Rosso e Rixi – che in alcuni Comuni, come quello di Sori, gli abitanti hanno già espresso la propria contrarietà all’ipotesi. Piccoli centri come il Comune rivierasco o altre zone dell’entroterra, come Borzonasca, hanno già strutture di accoglienza al completo. Trovare ulteriori collocazioni per gli immigrati in arrivo potrebbe risultare impossibile o comunque generare situazioni di conflitto sociale.
È indispensabile che si trovino soluzioni condivise con i territori: non si può pensare di procedere con l’imposizione dall’alto su questi temi su cui deve essere tenuta una particolare sensibilità nei confronti degli abitanti. L’arrivo di un numero elevato di persone in piccoli centri può rappresentare, ancor più rispetto alle zone urbane, uno sconvolgimento profondo nella quotidianità dei cittadini. Non solo: occorre tenere ben presente che siamo a ridosso della stagione estiva che per Comuni dell’entroterra e della costa genovese rappresenta l’unica occasione, nell’arco dell’anno, di intercettare i turisti con tutto quello che consegue dal punto di vista economico. Le piccole e piccolissime imprese presenti in queste zone aspettano l’estate per fare qualche incasso in più e tirare avanti l’attività per l’arco dell’intero anno. Prima di prendere qualsiasi decisione “invasiva” per questi piccoli Comuni è assolutamente necessario vagliare tutte le soluzioni insieme agli abitanti e ai sindaci per scongiurare qualsiasi danno al territorio sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sociale».

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