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I lavori del Consiglio regionale di oggi

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GENOVA – Situazione della Riviera trasporti
Sulla situazione di Riviera Trasporti, l’azienda pubblica imperiese con deficit ufficiale di bilancio di 10 milioni di euro è stata presentata un’interrogazione da Franco Bonello (Pd) che ha chiesto di sapere quali iniziative la Regione Liguria abbia intrapreso o intenda intraprendere per “evitare che un eventuale fallimento dell’azienda di trasporto possa determinare un danno enorme per il territorio e per i 370 lavoratori dell’azienda e se siano stati erogati servizi qualitativamente e quantitativamente sufficienti a soddisfare la domanda di mobilità dei cittadini in considerazione, anche, del finanziamento che viene erogato dalla Regione alla Provincia di Imperia per i servizi minimi di trasporto pubblico locale”. Bonello ha anche chiesto quali iniziative la Regione intenda intraprendere per evitare che venga dismessa la rete filoviaria oggi lasciata in abbandono oltre il limite di sicurezza e se siano state raggiunte le finalità previste dalla norma in tema di diritto alla mobilità delle persone. Secondo l’esponente del Partito democratico occorre verificare se la Regione abbia effettuato gli adeguati controlli sulla verifica rete, la manutenzione degli autobus e la qualità del servizioIn aula Bonello ha ricordato che ad Imperia sono stati acquistati autobus ad idrogeno. Ma in Italia al momento, secondo quanto riferito dal consigliere, esisterebbe una sola centrale di produzione dell’idrogeno. Occorre quindi a suo avviso tenere in debita considerazione, la questione relativa ai costi.
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Giovanni Enrico Vesco, il quale ha premesso  ad Imperia, come in tutto il territorio il trasporto pubblico si regola su di un contratto di servizio stipulato dalla Provincia con una società, in questo caso RT. Ha quindi spiegato che la vicenda è piuttosto intricata, a causa di  quanto fatto dall’azienda, che – ha puntualizzato Vesco – è  fortemente indebitata. L’assessore ha spiegato che la società imperiese ha partecipato ad un bando per innovazione insieme ad altri territori dell’Unione europea ed è stata l’unica realtà italiana ad ottenere i finanziamenti. «Noi – ha precisato Vesco  – non siamo parte attiva e non abbiamo dato nulla». L’Unione Europea avrebbe finanziato il progetto, lasciando, però, scoperta una parte del costo, pari a circa 5 milioni di euro. «I Comuni insistono molto sul completamento del progetto» ha ribadito l’assessore, spiegando che è già stato firmato il contrato per la fornitura di idrogeno, ma senza copertura finanziaria e questo – ha sottolineato – peggiora il quadro economico dell’azienda.  «Se anche fondazione Carige, coinvolta nel progetto, farà la sua parte – ha concluso l’assessore – la Regione è disponibile a elargire un milione e mezzo di euro, per coprire l’importo che resterebbe altrimenti scoperto e necessario per completare l’operazione. L’importo verrebbe sottratto a quanto sarebbe stato fornito alla Provincia di Imperia per l’acquisto di nuovi bus».
Bonello ha suggerito di affrontare la vicenda nell’apposita commissione, coinvolgendo anche i sindacati e il management attuale dell’azienda, benché non responsabile delle scelte fatte in passato.
Il presidente Boffa ha spiegato che la questione è di competenza dell’Ufficio di Presidenza integrato, che se ne sarebbe occupato.
 
Operazione Erzelli
Edoardo Rixi (Lista Civica Rixi Presidente) ha presentato un’interrogazione sottoscritta anche da Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (lega Nord Liguria-Salvini)  in cui ha chiesto alla giunta cosa intenda proporre qualora l’Università non accettasse il trasferimento ad Erzelli e informazioni circa l’impegno dei 250 milioni di euro del finanziamento Carige, con i relativi dettagli sui lavori eseguiti: a chi siano stati affidati; se con procedura di gara o direttamente, e  il costo dei consigli di amministrazione, dei consulenti, dei professionisti. Il consigliere ha ricordato che la costruzione di un polo scientifico e tecnologico sulla collina di Erzelli, fra Sestri Ponente, Cornigliano e Borzoli, risale alla fine degli anni ‘80 e che la nascita della Genova High Tech (GHT), società che aveva come scopo proprio la finalizzazione del progetto Erzelli, è dell’inizio degli anni 2000. «Riteniamo utile e doveroso che Regione Liguria faccia chiarezza sui rapporti intercorsi tra l’ente regionale e i protagonisti di detta operazione, che  fornisca informazioni dettagliate in merito alla spesa di soldi pubblici, considerando che la SOPA è azionista di Aurora Costruzioni al 32% e che SOPA e’ azionista al 58% della PROMETEO, direttamente e anche indirettamente tramite la Aurora Costruzioni, la quale detiene il 20% sempre della Prometeo e che la Prometeo è azionista al 32% della Nuova Erzelli la quale a sua volta detiene il 25% della Leonard,o che detiene il 67% della Ght. Nella società Prometeo la maggioranza assoluta non ce l’ha nessuno – ha aggiunto – ma è azionista con il 40% la Carige che, quindi, con Sopa detiene il 72% e la stessa Sopa è di fatto il primo azionista direttamente o indirettamente di Ght». Il consigliere ha rilevato che la Giunta regionale sta sostenendo un’operazione che ha già impegnato 250 milioni di euro di Carige e che attende, indirettamente, tramite il finanziamento all’Università altre decine di milioni di euro e ha ricordato che l’Assessore regionale Raffaella Paita ha dichiarato pubblicamente che non si deve rinunciare a Erzelli”, che occorre fissare una data inderogabile entro la quale l’Università decida attrezzandosi con un progetto alternativo.
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli il quale ha precisato di ritenere di non dover rispondere a quesiti relativi alle politiche messe in campo dalla Banca del territorio o da Carige. «Non è compito nostro andare a sindacare su composizioni azionarie che lavorano e operano per conto dell’operazione complessiva – ha detto – La Regione ha sempre ritenuto si tratti di una scelta strategica per il territorio  e, quindi, ha cercato di sostenere con risorse pubbliche le iniziative che potessero rafforzare il sito». L’assessore ha ricordato che qui si sono trasferite anche aziende che affrontano momenti non semplici. Inoltre si sta lavorando al trasferimento dell’istituto italiano di tecnologica. «Abbiamo lavorato perché qui si trasferisse ingegneria» ha aggiunto Guccinelli, ricordando che «sono state messe a disposizioni risorse da diverse fonti finanziarie, per sostenere l’operazione, che ammontano complessivamente a 125 milioni di euro. – ha detto – L’elemento di debolezza in questa vicenda è stato il fatto che i tempi di decisione dell’università sono stati eccessivi. L’ultimatum non è stato dato dalla Regione, ma dal Miur che nei mesi scorsi ha convocato una riunione per dire che era arrivato il momento di compiere delle scelte». Guccinelli ha dichiarato in aula di condividere le affermazioni rilasciate a suo tempo dalla collega Paita sulla necessità, nel caso in cui l’università non si trasferisse, di non perdere i finanziamenti statali già assegnati. Riguardo all’area di Erzelli, infine,  Guccinelli ha ricordato che il Comune sta valutando positivamente l’ipotesi di realizzare l’ospedale del Ponente proprio in quella zona.
Rixi ha ribattuto: «si continua a finanziare e a farsi garanti di operazioni di cui non si vogliono rendere noti pubblicamente i relativi dati. Sappiamo che ci sono operazioni e partecipazioni incrociate. Noi volevamo capire – ha concluso – queste scatole cinesi».
 
Piano annuale di promozione fieristica e commerciale
Raffaella della Bianca (Gruppo misto) ha presentato un’interrogazione            per chiedere di concentrare su pochi eventi promozionali le risorse  disponibili «in modo che la ricaduta degli stessi sia più forte ed incisiva. Nonostante le iniziative elencate nelle delibere di riferimento siano tutte lodevoli – ha aggiunto – queste  rischiano di frammentare risorse, che se impegnate in progetti più grossi, potrebbero garantire migliori risultati per tutti, anche per le stesse iniziative minori». Il consigliere ha ricordato  la legge regionale 9 febbraio 2000, n.8 riguarda la “Disciplina delle attività fieristiche e di promozione commerciale” e il Piano annuale 2014 delle iniziative promozionali che prevede un impegno di spesa di 750 mila euro. «Tra le 41 iniziative inserite nel Piano – ha aggiunto – ci sono ad esempio: “Il gelato artigianale genovese” alla Fiera Primavera (794 euro); “Miss Muretto” di Alassio (19.372,00 euro); 6ª Expò Alta Val Trebbia (2.354,00 euro); In Oleo Veritas – Luoghi e mestieri dell’olio di Toirano (29.057,00 euro); “Festival Nazionale del Biologico e delle Buone Energie” di Varese Ligure (123.494,00 euro); “Sale&Pesce” di Andora (1.682,00 euro); “Antica Fiera del bestiame” di Carcare (4.036,00 euro). Di fronte a questa tangibile crisi economica, sarebbe opportuno che tutte queste iniziative convergano in un’unica piattaforma, che abbia l’obiettivo di promuovere il turismo, l’artigianato, l’economia del nostro territorio in modo razionale e utile, soprattutto per tutte le associazioni di categoria». In aula Della Bianca ha rimarcato la necessità, a suo avviso, di focalizzarsi su alcuni specifici eventi,che possono generare ricadute positive a  cascata sull’intero territorio, anziché frammentare le risorse. 
Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli il quale ha detto che la Regione si articola in tre direzioni. In primo luogo sostenendo i grandi eventi sul territorio: «Ad esempio stiamo sostenendo slow fish nella nostra Regione» ha detto, ricordando che la  direzione è puntare ad un piano internazionale, portando le aziende liguri fuori dai confini regionali e nazionali e, nel contempo, costituire in Liguria un elemento di attrazione per chi è fuori da questi confini.  Il terzo versante, secondo quanto riferito da Guccinelli, è quello relativo al sostegno dei piccoli eventi, legato alle realtà delle associazioni di categoria, all’artigianato e all’enogastronomia: «Si tratta di vetrine importanti per queste realtà, capaci di identificare il territorio».
Della Bianca ha rimarcato l’importanza, comunque di fare uno sforzo, anche con le associazioni di categoria, per puntare a vetrine uniche, più ampie.
 
Presunte irregolarità dell’outelet di Brugnato  
Aldo Siri (Lista civica Biasotti per il presidente) ha illustrato un’interrogazione relativa all’outlet “Shoppin Brugnato – 5 Terre” un’area commerciale con più di 100 negozi che sorge di fronte al casello autostradale A12 Genova-Livorno, a 50 metri dal casello autostradale. Ha ricordato la battaglia legale portata avanti dai commercianti del territorio spezzino, secondo i quali il progetto sarebbe stato concepito al di fuori delle regole e delle procedure di legge in materia di grandi insediamenti commerciali. A difesa del progetto, ha sottolineato il consigliere, si evidenzia  l’intendimento del Comune di Brugnato di considerare l’outlet “Shopinn” come un insieme di piccoli esercizi di vicinato anziché un vero e proprio centro commerciale. Siri, tuttavia, ha rimarcato che è stata collocata l’insegna del marchio “Nike Store” su uno dei punti vendita di “Shopinn”, che ha una superficie di vendita non inferiore a 500 metri quadri rilevando che il Testo unico del commercio  definisce per esercizio di vicinato, gli esercizi singoli con superficie netta di vendita minore o uguale a 150 metri quadrati per i Comuni con popolazione inferiore a 10.000 residenti. Il Comune di Brugnato – ha aggiunto – conta una popolazione inferiore alle 1.300 unità e definisce, altresì “per Medie Strutture di Vendita gli esercizi aventi superficie netta di vendita superiore ai limiti degli esercizi di vicinato e fino a 1.500 mq. La contestazioni dei commercianti spezzini – ha ricordato Siri –   evidenziano come il “Nike Store” assomigli ad una media struttura di vendita piuttosto che ad un esercizio di vicinato. Il consigliere ha chiesto, quindi, alla giunta se intenda ammettere la violazione di legge per il punto vendita in questione, quali provvedimenti intenda attivare e quali siano le valutazioni alla base del rilascio delle autorizzazioni per l’apertura dei negozi appartenenti all’area commerciale “Shopinn Brugnato 5 Terre.
Per  giunta ha risposto l’assessore al commercio Renzo Guccinelli che ha esordito: «Riteniamo, attraverso la valutazione degli organi competenti, che non ci siano state difformità o elementi che possa determinare un’azione da parte della Regione». Guccinelli ha ricostruito la vicenda a partire dalla documentazione inviata dal Comune di Brugnato nel luglio 2010 alla Regione secondo cui «non si riscontrano aspetti valutativi che rientrino nella competenza del settore del commercio. Nella relazione commerciale si affermava, infatti, che l’insediamento risulta costituito da esercizi di vicinato di vendita non alimentare». L’assessore ha rilevato, infatti, che il Testo unico sul commercio prevede sempre «l’esclusiva competenza del Comune rispetto alle istanze di insediamento sia di esercizi di vicinato che di medie strutture di vendita».
Siri ha replicato che il nuovo polo commerciale non avrebbe determinato benefici effetti nella zona sul turismo
Rimborso del bollo per le auto alluvionate
Gino Garibaldi (Area Popolare per la Liguria) insieme al collega di gruppo Alessio Saso ha chiesto alla giunta di deliberare la possibilità di rimborsare e volturare l’importo del bollo, già pagato, sulla nuova auto, ai cittadini che hanno avuto il proprio autoveicolo distrutto dal maltempo. Il consigliere ha ricordato i disagi causati dai recenti eventi alluvionali a tanti cittadini liguri, molti dei quali hanno avuto le proprie autovetture completamente alluvionate con bollo appena pagato e che altre Regioni, come ad esempio la Lombardia, hanno emanato delibere che stabiliscono l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica in caso di rottamazione del mezzo o di eventuale voltura. In aula Garibaldi ha ribadito che l’interrogazione è di diversi mesi fa e che nel frattempo la Regione ha messo in atto alcune misure a favore degli automobilisti danneggiati dall’alluvione. Ha anche ricordato che nella presentazione della documentazione necessaria per ottenere gli indennizzi previsti dalla Regione ci sono stati alcuni problemi: parecchi richiedenti, che hanno perduto il loro mezzo lo hanno avviato alla rottamazione e   hanno omesso di compilare il modulo  relativo al danno. E questo li escluderebbe dalla misura risarcitoria.
Per la giunta ha risposto l’assessore al bilancio, Sergio Rossetti il quale ha chiarito che  la Regione ha deciso di assegnare rimborsi di  400 euro a chi ha perso l’ automobile nelle alluvioni, di 150 euro per le moto e di 100 per i ciclomotori. «Questa soluzione consente di dare rimborsi anche a chi ha perduto l’automobile e non ha avuto la possibilità di rottamare il mezzo», ha detto, ricordando che da parte del governo e di Aci non è stato previsto il  non pagamento del bollo. Ha ricordato che per ottenere i contributi è necessario seguire le precise indicazioni fornite e, quindi, compilare anche il modulo  citato da Garibaldi. Rossetti ha quindi sottolineato che in sede di variazione di bilancio, sarà necessario rimpinguare l’apposito fondo per i risarcimenti auto e moto. Ha ricordato che sono state presentate 733 domande, delle quali 220 sono già state liquidate. Sono stati prorogati i termini e, quindi, è ancora possibili presentare le richieste.
Garibaldi ha ribadito che sarebbe importante risolvere la questione bollo ed in particolare riconoscere la validità di quello vecchio, relativo all’auto perduta, su quella nuova acquistata. Inoltre ha sottolineato la necessità di istituire una sorta di “sanatoria” per le richieste di risarcimento presentate senza il modulo specifico. 
 
Ancora ferma la realizzazione del Traforo Rapallo – Fontanabuona
Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni: una da Ezio Chiesa (Liguria Cambia) e la seconda da Marco Limoncini (Udc).
Chieda ha chiesto al presidente della Giunta quali iniziative intenda assumere nei confronti del Ministero delle Infrastrutture affinché sia predisposto il progetto definitivo e quali reali possibilità ci siano per ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione dell’opera. Chiesa ha ricordato che  il tunnel è sempre stato definito dalla Regione Liguria un’infrastruttura strategica a cui dare priorità e, attraverso i fondi Fas, la Regione ha stanziato 25 milioni di euro di cui circa 2,5 milioni concessi per il progetto. «Il 25 luglio scorso, in occasione della visita del Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi ai cantieri del Terzo Valico – ha aggiunto Chiesa – il presidente della giunta regionale aveva ribadito la necessità di arrivare da parte di Spea Ingegneria Europea, società del Gruppo Autostrade per l'Italia, alla presentazione del progetto definitivo entro la fine del 2014. Tuttavia il progetto non è stato ancora presentato, rendendo così vane le legittime aspirazioni di quanti abitano in Val Fontanabuona e Val d’Aveto che vedono nella realizzazione del tunnel l’unica possibilità di rilancio del territorio»
Limoncini  ha chiesto alla giunta l'iter del progetto definitivo e informazioni relativamente alle intenzioni del Governo a sostenere il progetto e la realizzazione di questa infrastruttura che, una volta realizzata, darà risposta ad un intero comprensorio. Il consigliere ha rilevato che la «Val Fontanabuona sta subendo, da alcuni decenni, un forte debito infrastrutturale, contro  il quale il presidente della Regione ha lavorato, in questi ultimi anni per la valle di un accesso autostradale veloce. Tutta  la comunità fontanina tiene sempre vivo – ha concluso –  sempre vivo l’interesse affinché questa infrastruttura sia effettivamente realizzata».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Raffaella Paita: Abbiamo lavorato insieme a una società di progettazione di Autostrade per l’Italia per la definizione di un progetto che fosse anche innovativo sotto il profilo tecnico, un’unica canna con due setti divisi, che riducesse sensibilmente i costi dell’opera nell’ordine di 250 milioni di euro. Abbiamo fatto corrispondere a questa decisione la scelta di investire 25 milioni di fondi FAS per la realizzazione del tunnel. La progettazione è avvenuta prima nel livello di un preliminare molto avanzato, pagato al 50 per cento dalla Regione Liguria con fondi FAS, e per l’altro 50 per cento da Autostrade per l’Italia. Non sfuggirà a nessuno che il fatto di aver avuto anche da parte di Autostrade una collaborazione segna un interesse da parte della società nei confronti di quest’opera e siamo arrivati a definire un assetto progettuale e di tracciato che effettivamente convince un po’ tutto il territorio».  L’assessore ha quindi precisato: «Personalmente ho lavorato per la definizione di un accordo di programma, nei confronti del quale ho trovato la sostanziale unanimità da parte dei sindaci. Da lì sono partiti una serie di contatti e interlocuzioni quasi mensili nei confronti del Ministero. Il primo risultato è il tema del progetto definitivo. Su questo non solo abbiamo ottenuto la progettazione definitiva, ma abbiamo ottenuto che venisse pagata tutta per intero da Autostrade per l’Italia». Paita ha quindi annunciato: «Il progetto definitivo sarà pronto in questi giorni. Abbiamo già ricevuto la segnalazione della completezza del progetto definitivo e quindi nel giro di pochi giorni verrà presentato». L’assessore ha precisato: «Quello del finanziamento rimane un punto critico. Da quello che capisco, vi è un leggero incremento di costi, ma era anche presumibile. Inoltre confermo che se sarà questa maggioranza a continuare a governare la Regione Liguria, confermerà i 25 milioni di finanziamento sul prossimo FAS». Paita ha quindi concluso: «Premesso che effettivamente c’è qualche mese di ritardo nella consegna del definitivo, gli impegni sono stati mantenuti. Siamo passati dal non avere niente all’avere un accordo sulla Gronda, che passasse anche dal Tunnel alla Fontanabuona, ad un progetto definitivo».
Chiesa ha giudicato positivo il fatto che ci sarà nei prossimi giorni la consegna del progetto, anche se rimane il problema dei finanziamenti, a suo avviso risolvibile soltanto se l’opera rimane “agganciata” alla Gronda di Ponente
Anche per Limoncini positive le notizie fornite dall’assessore.

Divieto di balneazione a Rapallo
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Salvini) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Maurizio Torterolo e da Edoardo Rixi (Lista Civica Rixi presidente) sull’ordinanza di divieto di balneazione, emessa l’anno passato dal sindaco di Rapallo che riguardava tutto il litorale del Comune di competenza, dal 14 luglio a data da destinarsi. Bloccando di fatto la stagione nbalneare. L’ordinanza era stata emanata a seguito del guasto dell’impianto di pretrattamento delle acque nere. Bruzzone ha rimarcato che guasti  analoghi si erano già verificati altre volte. E che anche nel giugno scorso, sempre a causa di un disservizio della società di gestione delle acque, la “Idrotigullio”, il Comune di Rapallo è dovuto intervenire imponendo un divieto di balneazione su una precisa località. Il consigliere ha chiesto alla giunta se la Regione sia intenzionata a intervenire, anche attraverso Arpal, per verificare la condizione delle acque e ripristinare le attività balneari stagionali. Bruzzone ha anche chiesto che tipo di controlli la Regione abbia effettuato, o intenda effettuare, sulla società “Idrotigullio” «che ha manifestato evidenti incapacità gestionali e manutentive degli impianti. Ancora oggi – ha aggiunto – si corre il rischio che si riscontrino dati negativi che portino di nuovo a imporre il divieto di balneazione».
L’assessore all’ecosistema costiero e al ciclo delle acque Raffaella Paita ha risposto: «Da parte nostra non c’è difficoltà a controllare lo stato delle acque, ma la cosa fondamentale è arrivare alla costruzione del nuovo depuratore. La gara per  la sua realizzazione è partita, fra poco avremo il progetto definitivo che presenterò, anche se mi si accuserà di fare propaganda elettorale. Il tempo di realizzazione del depuratore sono tre anni. Insomma, nonostante qualche difficoltà a mettere insieme i Comuni e i progetti, presto avremo una soluzione definitiva del problema».
Bruzzone  ha apprezzato la risposta pur sottolineando i ritardi e i rischi di nuovi blocchi della balneazione nei prossimi tre anni.

Pulizie delle stazioni liguri. Vesco: risultati soddisfacenti
Aldo Siri (Liste civiche Biasotti per il presidente) ha illustrato un’interrogazione  con la quale ha chiesto alla giunta se intenda attivarsi presso Trenitalia, al fine di ottenere un suo intervento nei confronti dei gestori delle stazioni liguri, «affinché questi verifichino mediante appositi controlli che le ditte appaltatrici rispettino i programmi di pulizia previsti dai contratti pulendo costantemente e puntualmente i locali, i sottopassi ed i binari e rimuovendo la sporcizia che certamente ha ricadute di immagine sui fruitori del trasporto pubblico ferroviario». Siri ha sottolineato, infatti, lo stato di degrado e sporcizia dei binari ferroviari, specialmente nelle stazioni a maggior flusso utenti, quali Genova -Brignole e Genova-Piazza Principe ricordando che Trenitalia è tenuta a garantire la  pulizia interna ed esterna del materiale rotabile e gli  interventi nei confronti delle altre aziende del Gruppo FS per la pulizia dei locali di stazione. Il consigliere ha ricordato che le attività di pulizia di treni e stazioni sono attualmente affidate da FS a ditte esterne attraverso gare di appalto e che le  stazioni ferroviarie della Liguria sono gestite da tre società del Gruppo “Grandi Stazioni”. Le stazioni sono il biglietto da visita di una città che ha attrattive turistiche. Siri ha chiesto decisi intervento nei confronti di Trenitalia e delle ditte appaltatrici comminando pesanti sanzioni.
Per la giunta l’assessore ai trasporti Giovanni Vesco ha risposto che l’amministrazione regionale «non ha alcuna responsabilità diretta sulla gestione delle stazioni e delle biglietterie che è di esclusiva competenza di RFI Spa». Per quanto riguarda le biglietterie – ha aggiunto – «si fa riferimento a quanto concordato dal contratto di servizio fra Trenitalia e Regione Liguria e ogni volta che vengono riscontrati difformità o problemi la Regione provvede ad applicare le penali previste dal contratto. Nonostante questo, l’assessorato dal 2011 ha predisposto un piano di monitoraggio delle stazioni ferroviarie con ispezioni a bordo treno, sopralluoghi accurati e ogni qual volta si rilevano episodi di degrado o di disservizio, essi vengono segnalati ai responsabili della direzione regionale di Rfi o di Trenitalia a seconda della competenza. Una nota dettagliata sui disservizi è stata inviata al direttore generale di Trenitalia per quanto riguarda il rispetto delle attività accessorie previste dal contratto di servizio. A seguito di quanto richiesto, il direttore generale di Trenitalia ha inviato il 12 giugno 2014 una nota puntuale con la quale vengono riportate le specifiche del servizio di pulizia. La pulizia degli spazi aperti al pubblico è commisurata alla frequentazione e può consistere in un unico passaggio o, nelle stazioni più importanti in una serie di interventi durante l’arco della giornata. Ogni due mesi una squadra di 3-5 operatori provvede a una pulizia radicale con macchinari appositi. Anche la pulizia dei binari e interbinari sono svolte con frequenza appropriata all’importanza dell’impianto, tuttavia richiedono procedure di sicurezza che prevedono l’interruzione della circolazione dei treni. Le stazioni di Brignole e Principe sono interessate da elevati volumi di traffico ed è difficile trovare spazi di tempo per la pulizia anche in orari notturni. Per tale ragione non può essere aumentata la frequenza degli interventi di binari e interbinari che attualmente a Brignole e Principe viene effettuata una volta alla settimana». L’assessore ha rilevato cheda gennaio ad aprile 2014 la direzione territoriale RFI di Genova ha effettuato 354 controlli nelle 92 stazioni di competenza riscontrando una valutazione media superiore al 75%. Pulizia, manutenzione e decoro sono oggetto anche d’indagini di Custumer satisfation. «Nel gennaio – marzo 2014 – ha detto Vesco – la percentuale dei clienti soddisfatti è stata complessivamente superiore al 95%».
Vesco ha aggiunto che il gestore dell’infrastruttura assicura la piccola manutenzione e Rfi evidenzia che «oltre la metà degli interventi di riparazione, messa in sicurezza, rimozione di graffiti e pitturazione sono conseguenza di atti vandalici». Al fine di migliorare le loro condizioni, ben 33 stazioni liguri, anche a grande frequentazione, sono state cedute in comodato d’uso a Comuni e associazioni no profit in cambio dei servizi di pulizia e della piccola manutenzione degli spazi aperti al pubblico e della cura delle aree verdi. «Tuttavia si è riscontrato che la maggior parte dei comodatari esegue un servizio di pulizia minimale e del tutto insoddisfacente, non programma pulizie radicali e trascura completamente la piccola manutenzione e la cura del verde. Per tale motivo –  ha concluso – Rfi sta progressivamente riprendendo l’onere di provvedere a tali interventi».
Siri ha replicato che proprio nelle stazioni date in gestione alle amministrazioni locali si verifica il deficit maggiore di manutenzione e pulizia. «La cosa è paradossale perché le stazioni sono il biglietto da visita della Liguria che ha nel turismo la maggiore industria e che dovrebbe mantenere in ordine e presentabili queste strutture soprattutto ora che si avvicina la stagione turistica».
 
Approvato progetto riqualificazione aree Dolcedo.
Nell’area erano state annullate le licenze edilizie per 6 fabbricati nella zona Ripalta
Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità (20 voti espressi) la delibera: “Comune di Dolcedo (Im) – conferenza dei servizi ex articolo 59 della legge regionale 4 settembre 1997, n. 36 (legge urbanistica regionale) per approvazione Sua di iniziativa pubblica con contestuale variante al vigente Programma di fabbricazione per recupero paesistico ambientale ambito di intervento Rap 2 in variante al Piano territoriale di coordinamento paesistico”.
La variante al vigente Piano Paesistico (PTCP) è volta all’introduzione del regime trasformazione (TRZ), correlata all’approvazione dello Strumento Attuativo (SUA) proposto dal Comune di Dolcedo. L’iniziativa è finalizzata al recupero paesistico ambientale con realizzazione di opere di urbanizzazione nell’ambito “RAP 2 Ripalta” relativo a sei fabbricati interessati da procedimenti di annullamento delle licenze edilizie da parte della Provincia di Imperia. Gli edifici erano stati realizzati in un’area agricola con singole licenze mentre per la loro densità costruttiva configuravano una vera e propria lottizzazione con un’alterazione paesaggistica che avrebbe richiesto altre autorizzazioni e la realizzazione di opere di urbanizzazione e collegamenti viari.
Sulla base del progetto approvato oggi, gli edifici non verranno demoliti ma i privati, sulla base di una convenzione ad hoc, dovranno progettare e realizzare a loro spese le necessarie opere urbanizzazione e le opere di riqualificazione ambientale previste, come la piantumazione di alberi.
Per questo viene introdotto il regime paesistico di Trasformazione (TRZ) che è coerente con l’obiettivo di garantire la realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di mitigazione ambientale necessarie per superare le singole situazioni di alterazione paesaggistica che gli interventi edilizi oggetto di annullamento del relativo titolo hanno determinato.
 
Seduta sospesa per la riunione dell’Ufficio di presidenza allargato ai capigruppo e ai consiglieri
 
Entro fine mese si conclude l’attività ordinaria del Consiglio regionale
Subito dopo la ripresa dei lavori, Il presidente Michele Boffa ha comunicato che entro la fine del mese si concluderà l’attività ordinaria del Consiglio regionale dovuta dalla conclusione della legislatura.
 
Confermato all’unanimità  Lalla difensore civico
il presidente del Consiglio regionale Michele Boffa ha comunicato, inoltre, l’esito della riunione dei capigruppo allargata a tutti i consiglieri regionali: Francesco Lalla è stato confermato all’unanimità nell’incarico di difensore civico.
Il presidente ha aggiunto: «Avendo ricevuto una lettera dal dottor Francesco Lalla, difensore civico, nella quale sottolinea che, tenendo molto all’ufficio del difensore e al servizio che rende ai cittadini, ritiene che non debba esserci la minima ombra sulla sua persona ed esprime la decisione di rimettere il suo mandato alle considerazioni dell’Assemblea».  Boffa ha aggiunto che vista la lettera – comprensiva delle spiegazioni che il dottor Lalla ha reso nel corso di una conferenza stampa – i capigruppo si sono espressi che, «considerato il rigore morale e la coscienza civile da sempre dimostrata dal dottor Francesco Lalla, ne riconoscono l’alta professionalità e la competenza e confermano all’unanimità la fiducia per il proseguo dell’incarico». Boffa ha quindi ricevuto il consenso unanime dell’Assemblea regionale a rispondere in questi termini alla lettera del difensore civico Lalla.

Assenti: Burlando, Montaldo, Monteleone e Oliveri (motivi personali)
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