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Mauro Bornia risponde a “Spezia possibile area Civati“

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LA SPEZIA – A proposito delle dichiarazioni del cosiddetto gruppo “la Spezia possibile” apparse sui media locali, devo dire di averle lette e rilette alcune volte, in primis per capirne appieno il significato, in seconda analisi per interrogarmi sulla possibilità di una risposta e almeno,  la seconda parte, l’ho ritenuta meritevole.
Chi mi conosce sa che non sono un estremista in niente e che trovo le critiche, se costruttive un merito, non il contrario, ma quello che ho letto mi ha turbato alquanto, e devo dire che ciò mi ha sorpreso, credevo di avere una buona scorza, maturata in anni di impegno associativo politico, ma tanté.

Andiamo per ordine, è  legittimo dissentire su decisioni o linee di programma di un gruppo o di un singolo e fare scelte diverse, come nel caso delle primarie per il candidato Regionale, Paita – Cofferati, aggiungo altrettanto legittimo non riconoscersi con il vincitore, e cercare di individuare un competitor alternativo, ma questo pone il singolo o il gruppo in questione al di fuori del partito, è una legge prima di tutto morale, e poi politica. Non si può fare “la rivoluzione al potere” o si sta dentro o fuori e questo vale per ogni situazione organizzata, dal partito politico all’associazione no profit, la maggioranza che sceglie democraticamente un segretario o un presidente detta la linea, che non si riconosce in essa può certamente dissentire e porre quesiti all’interno dell’organizzazione, ma non parallelamente cercare un leader alternativo, perché a quel punto si dimette e fa un percorso diverso, senza che nessuno sindachi alcunché, ma questo è un atto dovuto!

Non si può star dentro e fuori contemporaneamente, è comodo ma non è etico!
Poi, le regole per l’individuazione dei candidati al consiglio regionale le ha stabilite la segreteria regionale con il segretario Lunardon, che non mi risulta essere stato un Paitiano sfegatato, anzi, era dalla stessa parte dei “Civatiani” per Cofferati, fosse stato per me e per la stessa Paita si sarebbero fatte le primarie anche per quello.
Ma siccome siamo dentro un Partito, le regole che ci diamo le rispettiamo e procederemo dando indicazioni coerenti con le scelte che gli iscritti faranno nei circoli.

Sulle candidature poi avrei qualcosa da dire, ritengo legittimo che chiunque appartenga al PD o alla coalizione che sostiene il candidato Regionale si proponga per il ruolo di consigliere, ma il fatto che si debba tener conto   del genere ( 2 uomini e 2 donne ) della rappresentanza territoriale ( val di Vara, Val di Magra, Riviera) e aggiungo, delle diverse anime del partito, mi sembra un elemento importante e altamente democratico, assolutamente unico nel panorama politico Regionale.

Mi sembra che in altri ambienti, sia a destra che a sinistra prevalgano altre logiche, non certamente più nobili delle regole che ci siamo dati nel PD ( basta guardare alle beghe quasi personali in atto nella rete a sinistra. )
Sul segretario Provinciale e della sua scelta di candidarsi, la trovo assolutamente legittima e a mio parere importante, il lavoro che ha svolto in questi mesi è stato encomiabile, e se su Lerici non si è riusciti a trovare una sintesi non è certo colpa sua o del commissario incaricato, bensì delle incapacità politiche di un gruppo, quello sì, impegnato a farsi fuori a vicenda, creando una situazione schizofrenica e irreale politicamente, dove la responsabilità maggiore è proprio di chi faceva parte della giunta e del consiglio comunale e credo che il tempo darà ragione all’ex sindaco Caluri.
In ultimo, chiedo agli esponenti di Spezia possibile, avete letto il programma del candidato alla regione liguria del PD Raffaella Paita? Perché mi aspetterei critiche o suggerimenti sul singolo punto, ( e per la conoscenza che ho di lei, sono sicuro che se ben circostanziato verrebbe sicuramente preso in considerazione) ma non una bocciatura completa sull’intero lavoro, a meno che non ci siano ragioni o antipatie personali, legittime, ma non politicamente accettabili!
In più, vorrei tranquillizzare chi ha scritto l’articolo ( a proposito, vi siete dimenticati di firmarlo ) che esistono ancora persone che dedicano la vita al partito e alla politica, ne conosco personalmente tantissime, le trovo nelle feste del PD, a servire ai tavoli, a friggere patate, a partecipare ai convegni, a darti una mano nel volontariato, nei circoli, a distribuire volantini, ecc. tutta gente però che “sta dentro” e non “dentro e fuori al PD” perché l’unica cosa che condivido è che il partito democratico non è un autobus…

Mauro Bornia – Membro della segreteria Provinciale PD

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