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Gestione delle spiagge. Massimiliano Destri, presidente del Comitato «Aredene e spiage»

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LERICI – Il tema della gestione delle spiagge è molto sentito in questo momento a Lerici, per questo abbiamo intervistato il presidente del Comitato “Aredene e spiage” Massimiliano Destri.
 
Quando si è costituito il comitato?
«Il Comitato è stato formalmente costituito nel settembre 2014 in relazione alla scarsità di spiagge libere non attrezzate fruibili sul litorale del Comune di Lerici.»
 
Ci racconti il momento in cui avete deciso di promuovere questo appello.
«Partecipando ad un consiglio comunale abbiamo assistito alla presentazione di una mozione da parte della minoranza che riguardava la gestione delle spiagge attrezzate e una richiesta di maggiore disponibilità di spiaggia libera ed abbiamo notato un atteggiamento quasi non curante da parte della amministrazione, ovviamente abbiamo ritenuto le risposte date non solo insufficienti ma anche contrarie all’interesse della collettività e così abbiamo deciso di approfondire la nostra conoscenza sull’argomento. Da qui è nata l’idea di costituirci come gruppo attivo mettendo a disposizione un po’ del nostro tempo libero per il bene, almeno speriamo, della comunità e dei giovani in particolar modo.»
 
Che cosa chiedete?
«Il Comitato chiede sia la restituzione alla libera fruibilità da parte dei cittadini di una percentuale di spiagge libere non attrezzate non inferiore al 30% del totale sia che la gestione dei servizi (noleggio attrezzature, bar, etc.) sia affidata con regolari gare ad evidenza pubblica. Su questo ultimo aspetto chiediamo un cambio totale di rotta rispetto a quella praticata in questi 20 anni dalle amministrazioni e che ha portato di fatto alla privatizzazione quasi totale delle spiagge a favore di pochi anzi pochissimi e senza che la comunità di Lerici ne abbia avuto alcun beneficio soprattutto economico.»
 
Avete avviato una vera e propria petizione, quante firme avete raccolto?
«Circa 800 persone hanno aderito a questo appello, da ottobre ad oggi.»
 
Emergenza sentita quindi?
«Questa per noi è sicuramente una delle emergenze che dovrà risolvere il prossimo sindaco e vogliamo che sia chiaro quali scelte occorre fare per una corretta gestione di un bene pubblico nell’interesse appunto della nostra comunità.»
 
Quando e perché è nata la Lerici Mare e che cosa secondo voi non ha funzionato?
«La Lerici Mare è nata circa 18 anni fa a seguito di un bando pubblico con la finalità di individuare soci privati che compartecipassero alla nascita di una società mista pubblico-privato, appunto la Lerici Mare, per l’affidamento delle concessioni e gestioni delle spiagge attrezzate e fin qui tutto ok o quasi. Peccato però che dopo solo pochi mesi i soci e quindi il Comune da una parte, all’epoca amministrato dal sindaco Giorgio Tedoldi, e i privati dall’altra abbiano deliberato in assemblea una patto parasociale, secondo noi del tutto illegittimo, stravolgendo le regole del bando.»
 
In che senso stravolgendo le regole?
«Con questa scrittura privata hanno stabilito che i soci privati avrebbero sostenuto tutti i costi derivanti dalla gestione delle spiagge, ma avrebbero anche incassato tutti i proventi derivanti dai servizi di noleggio attrezzature, bar, etc. Dopo circa 8 anni dalla sua costituzione l’amministrazione comunale ha pattuito che la Lerici Mare corrispondesse al Comune un una tantum annuale di 50 mila euro e al centro Antares di circa 5 mila euro.»
 
Mi pare di capire che secondo voi questo corrispettivo annuale non sia equo, perché?
«Per fare un esempio concreto, ma ce ne sono altri qui vicino a noi in Liguria: il comune di Portovenere per la sola spiaggia Arenella incassa ogni anno più di quello che il nostro Comune di Lerici percepisce da tutte le sue
7 spiagge.»
 
Credete quindi che ci sia stato un danno erariale?
«Purtroppo si, su questo si dovrà esprimere la Corte dei Conti alla quale è stata avanzata una apposita vertenza dalla minoranza consigliare e alla quale noi come Comitato abbiamo scritto qualche mese fa per sollecitare quanto prima la risoluzione della stessa il cui eventuale esito positivo riconsegnerà a un’intera comunità un diritto inalienabile fin qui calpestato nonché un equo ritorno economico oggi inesistente. Il Comune avrebbe potuto effettuare con la somma di denaro derivante da questi mancati incassi, per esempio, i ripascimenti/consolidamenti delle spiagge dietro ai castelli di Lerici e San Terenzo.»

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