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Prima tappa del tour «Fuori il carbone dalla nostra bolletta»

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LA SPEZIAL'energia è un bene comune: dev'essere prodotta e consumata compatibilmente con gli ecosistemi di cui facciamo parte e non deve essere oggetto di speculazione e profitto. Abbandoniamo il carbone e i fossili e produciamo l'energia necessaria da fonti rinnovabili con la partecipazione dei cittadini.
Questa l'estrema sintesi degli interventi che si sono susseguiti nel corso della prima tappa del tour "Fuori il carbone dalla nostra bolletta", ospitata Venerdì sera dal Comitato SpeziaViaDalCarbone alla Spezia.

Marco Mariano ha presentato Retenergie, la cooperativa di produzione da fonti rinnovabili di cui è presidente. Grazie ai sette impianti fotovoltaici finanziati dai soci la cooperativa produce energia sufficiente a coprire i consumi di circa 400 famiglie. Retenergie inoltre eroga servizi di consulenza tecnologica e di risparmio energetico ai propri soci.
ènostra è la cooperativa che a breve venderà ai propri soci energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili. I criteri per l'acquisto – dice Gianluca Ruggeri, consigliere di amministrazione della cooperativa – premieranno gli impianti a basso impatto ambientale e i produttori con alto valore sociale.

Servizio TG3

L'intervento di Daniela Patrucco – per il comitato SpeziaViaDalCarbone – ha preso avvio proprio dall'energia come bene comune per evidenziare poi l'impatto socio-ambientale dell'intero processo di estrazione e combustione  del carbone.

"L'impatto devastante del carbone inizia dalla sua estrazione: con l'esplosione delle montagne negli Usa o lo sfruttamento dei bambini nelle miniere indiane. Durante la combustione, poi, il carbone emette l'anidride carbonica, il principale gas serra causa dei cambiamenti climatici, del dissesto idrogeologico e della migrazione di milioni di persone. Se qualcuno pensa che questi sono problemi che non ci riguardano- ha sottolineato Patrucco – si sbaglia. Pensiamo alle alluvioni e Ale situazioni di pericolo cui siamo esposti a ogni pioggia violenta, trombe d'aria e bombe d'acqua; vediamo la situazione in cui versa il territorio, che frana ovunque."

Ci sono poi i rifiuti della combustione. Sulle rive del fiume, a Borghetto Vara, gli attivisti del Comitato hanno rilevato e filmato ingenti quantitativi di cenere che sarebbero state sversate durante gli anni '80. Cosa succede quando piove o il fiume Vara esonda? Le ceneri finiscono nel fiume e nel mare? Con quali conseguenze? "Le ceneri del carbone sono più radioattive delle scorie nucleari" è il titolo di un articolo del 2007 pubblicato dalla rivista scientifica "scientific american" citato nel video girato dal Comitato insieme a un altro studio spagnolo più recente.

Video delle ceneri sul fiume Vara

"Infine l'impatto sulla salute – continua Patrucco. "L’Agenzia Internazionale per Ricerca sul Cancro ha confermato che lo smog è cancerogeno certo per l’uomo. Ma mentre tutte le città italiane hanno ridotto le proprie emissioni di ossidi d’azoto (NOx) e ossidi di zolfo (SOx), tra il 2000 e il 2012 La Spezia le ha quasi raddoppiate. Lo ha scritto ISPRA nel X Rapporto Ambiente UrbanoGli aumenti sono più che giustificati posto che Enel dichiara di aver ha raddoppiato le emissioni specifiche di SO2 (da 0,51 a 1,03) e aumentato del 40% quelle di NOx (da 0,54 a 0,74). E grazie a un’AIA benevola dovrà ridurre queste emissioni solo a partire dal 2016.
Nel 2004 una ricerca partecipata dall'asl5 ha documentato “ l’associazione ecologica tra la mortalità delle femmine per cancro al polmone e l’esposizione all’inquinamento ambientale, misurato attraverso la concentrazione di metalli pesanti nei licheni”. Lo studio conferma l’eccesso statisticamente significativo di mortalità delle donne nelle due aree (SP5 e Porto Venere ndr) esposte all’inquinamento industriale.” Vi si legge inoltre che  “sebbene questo studio mostri solo la contaminazione da vanadio, le analogie osservate per gli altri metalli pesanti suggeriscono che la centrale elettrica ubicato nel distretto SP5 sia la più importante fonte di inquinamento nella zona.”
 
Ma nel 2013 il Sindaco della Spezia e gli enti di controllo hanno dato parere favorevole al rilascio dell’AIA alla centrale Enel della Spezia sulla base del parere dell’Istituto Superiore di Sanità. Vi si legge: «[…] i risultati del presente studio non rilevano nell’attività della CTE alimentata a carbone, almeno per quanto riguarda i macroinquinanti, un elemento di degrado della qualità ambientale capace di indurre rischi per la salute sui cittadini residenti alla Spezia […]. Tutto ciò ovviamente non significa che la CTE non abbia effetti sulla salute all’infuori dei confini comunali[…]».
 
“Se ce ne fosse bisogno – conclude Patrucco – si conferma l’esistenza di un pericolo potenziale per la popolazione (peraltro già provato nel 2004) senza però ritenere necessario svolgere ulteriori indagini perché non riguarda i cittadini residenti alla Spezia? Davvero crediamo di poter delimitare l’inquinamento nei confini amministrativi? E’ questo il livello di accuratezza del massimo organo italiano di tutela della salute ed è questo il senso di responsabilità con cui i sindaci della provincia della Spezia tutelano la salute dei cittadini che rappresentano?”
 
La produzione di energia con l’uso del carbone non è degna di una società civile. Le alternative esistono e sono già realtà. Se, come accade, milioni di persone nel mondo si battono per gli stessi obiettivi allora non si può parlare di sindrome Nimby. Noi non ci battiamo per difendere il nostro orticello, ma per tutelare il diritto di tutti a una vita sana e dignitosa in un ambiente integro.
 
Video integrale della conferenza "Fuori il carbone dalla nostra bolletta"

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