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Ispezionato cali center spezzino

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Direzione Territoriale del Lavoro della Spezia: 168 le lavoratrici co.co.pro riqualificate, 1.471.000 euro l'imponibile contributivo recuperato e 241.000 euro le sanzioni amministrative comminate. 

LA SPEZIA – Gli Ispettori di Piazzale Kennedy hanno recentemente concluso l'accertamento nei confronti di un cali center spezzino disconoscendo la genuinità dei contratti a progetto stipulati con le 168 operatrici dal 2010 alla metà del 2014 e riconducendo così tutti i rapporti nell'ambito della subordinazione.

Gli accertamenti sono stati complessi e basati principalmente su quanto emerso dalle dichiarazioni rilasciate dalle lavoratrici, dichiarazioni dalle quali si evince una totale assenza di autonomia nell'espletamento della prestazione.
Il quadro delineatosi ha rivelato un clima fortemente oppressivo, di continuo controllo e con frequenti minacce di licenziamento: le collaboratrici non potevano gestire la chiamata liberamente, erano vincolate ad utilizzare le stesse frasi e parole contenute nello script (cioè il modello di telefonata consegnato durante il corso di formazione); le conversazioni con i clienti erano ascoltate dalla supervisor che provvedeva prontamente a rimproverare le operatrici se, addirittura, utilizzavano toni o assumevano posture non corrette durante la telefonata (ad esempio, si pretendeva che la frase "Buongiorno" venisse detta alla maniera di Benigni nel film La vita è bella!); forti, poi, erano anche le limitazioni nell'effettuazione delle pause che non potevano durare più di 5/10 minuti o riguardare più di due lavoratrici e che, comunque, dovevano essere sempre autorizzate.

Ogni violazione a queste regole imposte comportava pesanti rimproveri e anche frasi offensive rivolte dalla supervisor, unica lavoratrice subordinata dell'azienda, alla quale era affidato il continuo e costante controllo.
Ad alimentare le tensioni si aggiungeva anche la pochissima libertà lasciata nella scelta dei turni di lavoro, le umiliazioni derivanti dai continui rimproveri davanti ai colleghi e l'affissione settimanale di una classifica con i risultati raggiunti da ogni operatrice.

Con l'intervento della Direzione Territoriale del Lavoro sono state disconosciute le collaborazioni a favore di un inquadramento quali lavoratrici subordinate ed è stato recuperato un imponibile contributivo pari 1.471.000 euro. Pesanti anche le sanzioni amministrative ammontanti a 241.000 euro, comminate all'azienda per aver stipulato contratti errati e, conseguentemente, aver effettuato comunicazioni al Centro per l'impiego e scritturazioni sul Libro unico del lavoro non conformi al vero.

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