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L’impegno della Chiesa contro la crisi per ridare speranza

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LA SPEZIA – Nel 2014 la crisi che vede vittime le famiglie residenti sul territorio spezzino ha colpito ancora in modo feroce. La mancanza di serie prospettive occupazionali incide fortemente sulla qualità della vita quotidiana di una ormai vasta area di popolazione, con la conseguente diffusione di patologie depressive, di ansia, di scarsa capacità nel gestire la vita di tutti i giorni. La famiglia riflette le debolezze dei propri componenti, spesso si assiste a difficoltà nel riannodare legami che le vicende personali e familiari hanno reso più fragili e non è raro assistere al tentativo di evitare di chiedere aiuto ai propri congiunti, preferendo rivolgersi ai servizi, siano essi pubblici, ecclesiali o altri. Si vive di chiusure e di difese, si assiste impotenti all’emergere delle difficoltà e soprattutto, chi non ha mai avuto la necessità di chiedere aiuto, potendo contare sulla propria autonomia economica e sociale, si ritrova spaesato, incapace di muoversi nella rete dei servizi e delle risposte ricevibili. Accanto a queste situazioni, emergono poi casi di sperpero e di cattiva gestione di beni e delle proprie entrate, tipici di chi, in momenti per lui positivi, non comprende la necessità di guardare oltre, di pensare al domani. Inoltre, si estende in modo rilevante la piaga sociale del gioco d’azzardo, in tutte le sue forme ormai alla portata di chiunque. La ricchezza è sempre più spesso privilegio di un ristretto nucleo di persone, un’élite, che a poco a poco si chiude in una sorta di mondo parallelo rispetto a quello della maggioranza delle persone, costrette a vivere di briciole, di altrui scarti, di speranze vane, di notti insonni e di sogni abortiti. Da tutto questo si comprende che il bene davvero messo in discussione non è la ricchezza materiale, bensì la salute psicofisica, l’equilibrio personale, l’incapacità di gestire i cambiamenti. «L’emergenza  lavoro e la nuova occupazione rappresentano gli obiettivi veri del “Prestito della Speranza” che, con Intesa Sanpaolo per il biennio 2015–2016, auspichiamo di poter ottenere, erogando più credito e a tassi molto contenuti a famiglie e persone in temporanea difficoltà. “Fare Impresa” sarà la proposta rivolta a enti o aziende all’inizio del loro progetto o in fase di ristrutturazione, in grado quindi di attivare investimenti privati e nuovi posti di lavoro”. Nel quadro prima delineato, appaiono molto significative queste parole del cardinale Angelo Bagnasco nell’intervento con cui ha annunciato che, dopo quattro anni di esperienza, la Conferenza episcopale italiana, in esclusiva con Intesa Sanpaolo, ha deciso di riproporre su larga scala il “Prestito della speranza”, che con ventisei milioni di credito erogati a 4.500 famiglie, rappresenta la più importante esperienza italiana di microcredito con risorse private, a sostegno delle famiglie più deboli. L’obiettivo principale per il nuovo biennio è quello di erogare più credito a chi è in temporanea difficoltà, di favorire il finanziamento di microimprese e di generare quindi nuovi posti di lavoro. Il “Prestito” si articolerà in due distinte forme di credito: “credito sociale”, destinato alle famiglie disagiate, con un prestito di importo massimo di 7.500 euro erogato in sei rate bimensili di 1.250 euro ciascuna; “credito fare impresa”, destinato alle microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova costituzione, con prestito erogato in unica soluzione ad importo massimo di 25 mila euro. Particolare attenzione verrà rivolta ai giovani con meno di quarant’anni. I tassi applicati sono fissi e pari al 2,50 per cento per i prestiti erogati alle famiglie, con una rata mensile media indicativa di 138 euro, e al 4,60 per cento per le microimprese, con una rata/mese stimata in 468 euro. La durata del prestito è di complessivi sei anni, di cui cinque di ammortamento, che decorre dopo dodici mesi dall’erogazione. A fronte di tutto ciò, la Caritas diocesana ha ora in programma di diffondere in modo capillare questa opportunità con incontri presso i vicariati e le parrocchie, e conferma l’immediata operatività del proprio ufficio microprestiti. Ad esso (tel. 0187.730.150) ci si può rivolgere già ora, alla Spezia, per ogni richiesta di informazione o di chiarimento.

Le celebrazioni della Settimana Santa
Con la benedizione dei rami di palma e di ulivo e la celebrazione della Messa vigiliare nella cattedrale di Cristo Re alla Spezia, monsignor Luigi Ernesto Palletti ha dato inizio ieri sera ai riti solenni della Settimana Santa, per la terza volta da quando è vescovo diocesano della Spezia – Sarzana – Brugnato. Il vescovo anche quest’anno presiederà i momenti più significativi di questo “tempo forte” dell’anno liturgico nella due città vescovili della Spezia e di Sarzana. Stamani domenica 29 marzo, alle 11.15, Palletti è a Sarzana. Benedirà palme ed ulivi nella pieve medievale di Sant’Andrea, guidando poi la processione sino alla basilica concattedrale di Santa Maria Assunta, dove è prevista la celebrazione della Messa. Giovedì, al mattino, il vescovo presiederà in cattedrale alla Spezia, con inizio alle 9, la “Messa Crismale”. Si tratta della Messa nel corso della quale il vescovo consacra gli oli santi che saranno utilizzati lungo tutto l’anno nelle  parrocchie per il conferimento dei sacramenti. La “Messa Crismale” vede ogni anno la presenza del vescovo emerito e di tutti i sacerdoti diocesani, che concelebrano, e dei diaconi permanenti. In tale occasione il vescovo si rivolge proprio in modo particolare al clero della diocesi e ricorda anche i confratelli sacerdoti scomparsi negli ultimi dodici mesi. E’ un giorno lavorativo, ma tutti i fedeli che possono farlo sono invitati ad intervenire a questo rito importante e solenne. Monsignor Palletti sarà poi in Cristo Re lo stesso giorno di giovedì, alle 18, per presiedere la Messa “in Cena Domini”, seguita dalla reposizione del Santissimo Sacramento nel cosiddetto “sepolcro”. Venerdì – giorno che ricorda la Passione e Morte del Signore – non vengono celebrate Messe, ma si tengono altre funzioni. Il vescovo sarà in cattedrale alle 8 per la recita corale delle Letture e delle Lodi, e poi alle 18 per la tradizionale “Azione liturgica”. Durante questa celebrazione la Comunione viene amministrata con le ostie consacrate il giorno precedente. Infine, sempre venerdì alle 21, Palletti sarà a Sarzana per la “Via Crucis” che si tiene nelle vie della città, con intenzioni preparate e lette dai giovani delle parrocchie sarzanesi. Quest’anno la “Via Crucis” inizierà dalla chiesa di San Francesco per concludersi nella basilica concattedrale. Sabato Santo, alle 8, nella cattedrale di Cristo Re, ancora ufficio delle Letture e recita corale delle Lodi. Le celebrazioni riprendono alle 23 con la solenne Veglia pasquale. Nel corso della Veglia, il vescovo conferirà il Battesimo a cinque catecumeni adulti che si sono preparati nei mesi scorsi. Domenica prossima, solennità di Pasqua, monsignor Palletti celebrerà la messa pontificale della Risurrezione alle 10.30 nella cattedrale di Cristo Re, alla Spezia, ed alle 18 nella basilica concattedrale di Santa Maria Assunta a Sarzana. Durante queste Messe verrà impartita la speciale benedizione apostolica. Tra le altre celebrazioni e iniziative della Settimana Santa, oltre alla consueta mostra d’arte predisposta dall’Unione cattolica artisti italiani, di cui parliamo a parte, ricordiamo la Messa che domani mattina alle 9 il vescovo celebrerà per il personale dell’Oto Melara, importante azienda industriale della città. Un’altra Messa pre–pasquale sarà celebrata da monsignor Palletti martedì alle 15 presso l’istituto “Santi”, che ospita persone disabili e in situazioni di disagio.

Duecento anni fa Pio VII …
Sabato 1° aprile 1815, vigilia della domenica “in Albis”, all’imbrunire, Papa Pio VII fece ingresso a Sarzana, accompagnato dal cardinale segretario di stato Bartolommeo Pacca e da un nutrito seguito. Aveva lasciato Roma su consiglio delle potenze europee, per l’incalzare degli eventi politici e militari. Erano in corso i “cento giorni”, e mentre Napoleone aveva appena ripreso il suo posto a Parigi – che avrebbe tenuto sino alla sconfitta di Waterloo, in giugno –, le truppe di Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato dell’imperatore, avevano invaso lo Stato Pontificio. Per prudenza Pio VII andò dunque a Genova, ospite del re di Sardegna e di un suo antico collaboratore, il cardinale arcivescovo Giuseppe Spina. Spina era sarzanese, e proprio nella sua casa nel centro storico vennero alloggiati Pacca e una parte del seguito. Pio VII pernottò invece nel palazzo vescovile di via Mazzini, messo a disposizione dal vescovo di Luni – Sarzana Giulio Cesare Pallavicini. Il Papa, ricevuto l’omaggio del marchese di San Saturnino, inviato del re, si era prima recato in cattedrale per una breve funzione e per benedire il popolo con il Santissimo Sacramento. Il giorno dopo il Papa lasciò Sarzana di buon mattino e, passando per Trebbiano, raggiunse Lerici, dove si imbarcò con il suo seguito alla volta di Rapallo. Il percorso via terra del passo del Bracco, compiuto da Pio VII nel corso del viaggio del 1809 verso l’esilio di Savona, era infatti ritenuto disagevole. Fu questa l’ultima volta nella storia che un Papa soggiornò nel territorio dell’antica diocesi di Luni. Al ritorno a Roma, infatti, ai primi di giugno, il Papa, da Torino, dove aveva incontrato Vittorio Emanuele I, non passò più dalla Liguria, bensì da Piacenza e Bologna, lungo la via Emilia. In tempi recenti, sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI hanno visitato la Liguria, ma il territorio spezzino è stato da loro soltanto sorvolato e benedetto dall’alto.

Messa del Vescovo alle carceri
Mercoledì  1° aprile, alle 11, monsignor Luigi Ernesto Palletti, vescovo diocesano, visiterà le carceri circondariali della Spezia, in località Villa Andreino. Come ogni anno nel periodo di preparazione alla Pasqua, il vescovo celebrerà la Messa nella cappella delle carceri per i detenuti e per il personale di custodia. Con lui saranno il cappellano padre Felice D’Addario, francescano. Saranno presenti anche gli educatori e i volontari che nel carcere prestano ogni giorno il loro lavoro di assistenza sociale. La liturgia sarà accompagnata dal canto della corale interna, composta da un gruppo di detenuti.

Mostra collettiva pasquale
«Vernissage» mercoledì prossimo 1° aprile,  alle 17.30, alla Spezia, per la tradizionale mostra collettiva pasquale degli artisti cattolici spezzini dedicata alla Santa Pasqua.  “Pasqua, morte e risurrezione, sorgente di carità” è il titolo della mostra, che sarà inaugurata nella sede dell’Unione cattolica artisti italiani, in via Don Minzoni 62. Sarà presente il vescovo monsignor Luigi Ernesto Palletti. Presenterà la rassegna il presidente dell’Unione Guido Barbagli. Espongono Giovanna Augello, Rosella Balsano, Guido Barbagli, Antonella Boracchia, Andrea Benedetto, Lucilla Della Scala, Angiolo Del  Santo jr., Ezia Di Capua, Umberta Forti, Giobatta Framarin, Giuliana Garbusi,  Neddi Gianrossi, Anna Maria Giarrizzo, Enrico Imberciadori, Mario Maddaluno, Marisa Marino, Sergio Maucci, Nina Meloni, Fabrizio Mismas, Pierluigi Morelli, Graziella Mori, Cettina Nardiello, Franco Ortis, Maria Pia Pasquali, Marina Passaro, Malia Pescara Di Diana, Maria Luisa Petri, Mirella Raggi, Rosa Santarelli, Giovanni Santernetti. Ingresso libero, dal martedì al sabato (17.30 – 19), sino al 16 aprile.

Le “Casacce” a Levanto
Anche quest’anno, a Levanto, la storica confraternita di San Giacomo ha predisposto un nutrito programma di celebrazioni per la Settimana Santa. Giovedì Santo, alle 20, sarà aperto l’oratorio intitolato all’apostolo, mentre alle 21 rivivrà l’antica processione “delle Casacce”: in cappa bianca ed indossando il cappuccio, alla luce delle torce, i confratelli precederanno i fedeli nella visita agli altari della “reposizione” di tutte le diverse chiese cittadine. Venerdì Santo l’oratorio sarà aperto dalle 9.45 alle 16.45 e Sabato Santo dalle 10 alle 12.30. Vi sarà esposta una copia in scala al vero della Santa Sindone, a pochi giorni dall’inizio dell’”ostensione straordinaria” a Torino.                       

Conferenza su padre Taddei
La vita e il pensiero di padre Nazareno Taddei sono state illustrate alla Spezia, nell’aula magna dell’Istituto superiore di scienze religiose “Niccolò V”. Lo hanno fatto Andrea Fagioli e Franco Sestini. Andrea Fagioli dirige dal 2006 il mensile «Edav (Educazione audiovisiva)», edito dal Centro internazionale dello spettacolo e della comunicazione sociale, fondato da Taddei, ed è anche direttore del settimanale “Toscana Oggi”. Fagioli ha fatto ampio riferimento al suo libro–intervista “Nazareno Taddei, un gesuita avanti”, mentre Franco Sestini ha completato l’analisi della figura del gesuita attraverso ricordi personali. E’ emersa la conferma di una personalità ricca e geniale anche oltre il campo delle comunicazioni sociali, nel quale Taddei fu un vero precursore, avendone avvertito sia le potenzialità sia i pericoli. La sua “lettura strutturale” è un metodo, del resto, ancora del tutto attuale, che viene portato avanti a tutt’oggi dai collaboratori, attraverso la rivista Edav.

Volontari ospedalieri
Si chiamerà “Volontari Doc” il nuovo corso di formazione che l’Associazione volontari ospedalieri della Spezia organizza con il sostegno del centro “Vivere Insieme”. A fianco dell’Avo ci saranno altre tre associazioni di volontariato, l’Ama, che si occupa delle persone malate di Alzheimer, l’ASMaP (persone malate di Parkinson) e “Sistema nervoso” (disturbi della memoria). Il corso, gratuito, durerà circa un mese e si svolgerà a Casa Massà con cadenza bisettimanale (martedì e venerdì, orario 17–19). Martedì 31 marzo, alle 16.30, nella sala di Tele Liguria Sud si parlerà in una conferenza delle malattie e dei disturbi sopra ricordati. Tutti sono invitati. Al termine delle relazioni degli specialisti (Barbara Capirossi, Eleonora Dall’Ara, Marina De Biasi, Sara Picelli, Antonio Tartaglione), si darà ampio spazio alle domande degli intervenuti. Per informazioni, telefonare a 0187.23216, 0187.524338, 347.1583421 o 389.4760068, oppure scrivere a avospezia@libero.it.

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