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Assemblea popolare delle associazioni sportive e di volontariato di San Terenzo

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SAN TERENZO – Oltre duecento persone hanno partecipato domenica mattina all’assemblea popolare indetta da tutte le associazioni sportive e di volontariato di San Terenzo. A chiamare a raccolta, attorno ai problemi del paese, cittadini e candidati alle prossime elezioni sono stati Audax, Borgata Marinara San Terenzo, Borgata Marinara Venere Azzurra, Comitato Borgo del Gozzano, Comitato di Frazione uscente, Comitato Trittico santerenzino, Pescasport, Pro Loco San Terenzo, Sala Culturale CarGià e  U.S.D. Santerenzina.

Ad illustrare le finalità de “Il Paese che vorrei”, illustrando i problemi del borgo ci ha pensato Claudio Ceretti  «Abbiamo ben chiaro – ha detto – qual è il nostro obiettivo: non siamo una periferia balneare, siamo un Paese, una comunità  e vogliamo continuare ad esserlo». Poi un lungo elenco di carenze a partire dalla mancanza di spazi aggregativi sociali, ricreativi, culturali e sportivi con una pressante richiesta alla classe di politica chiamata ad avviare a soluzione i problemi indicando risorse economiche e tempi certi per il conseguimento degli obiettivi.

C’era forse rabbia ma neppure un attimo di rassegnazione nelle parole degli intervenuti che hanno testimoniato le loro difficoltà quotidiane nel mandare avanti le loro associazioni e per raccontarle sono intervenuti Giorgio Bonvicini, presidente del Comitato di frazione uscente; Bianca Cardosi, della Pro Loco; Francesco Pardini dell’Usd Santerenzina; Irene Lombardo e Matteo Passalacqua in rappresentanza delle borgate marinare di Venere Azzura e San Terenzo; Roberto Vitali, Audax; Guido Bernacca, Pescasport e Stefano Bracco del Comitato Borgo del Gozzano. Uno dopo l’altro di fronte al pubblico presente sono stati snocciolati i problemi, alcuni dei quali si trascinano irrisolti da molti anni. È emersa, forte, una richiesta di miglioramento degli impianti sportivi ma sul tappeto sono stati posti anche i problemi di vivibilità del paese, a cominciare dal lungomare e dalla spiaggia.

I liquami finiti in mare la scorsa estate, è stato detto, hanno posto in primo piano un’emergenza assoluta evidenziando la necessità di garantire, a residenti e turisti, la qualità delle acque di balneazione, e per farlo bisogna intervenire radicalmente e con urgenza sui canali Lizzarella e Portiolo. Ma non basta: a medio termine occorre porsi l’obiettivo di assicurare una balneazione sicura ad una baia che il progressivo insabbiamento rimpicciolisce anno dopo anno. La diga odierna impedisce il ricambio di acqua e per assicurarlo è stata avanzata la richiesta di spostarla più al largo. Sempre nella fascia a mare, dopo aver rimarcato la necessità di tornare a rendere agibile la Marinella, ormai da anni, in un’alternanza di promesse e progetti, si parla di una sistemazione della piazza della Marina che deve essere almeno in parte liberata dalle barche. «Il tempo dei discorsi è finito» ha tuonato il Comitato delle associazioni.

Poi un’altra annosa questione frutto di mille polemiche: quella relativa alla zona a traffico limitato. Società e associazioni che compongono “Il Paese che vorrei” non  hanno dubbi: la Ztl non rappresenta una blindatura del territorio, è un valore aggiunto per il paese ma occorre farla funzionare meglio dotandola di servizi puntuali e oltre a migliori collegamenti anche via mare, si è tornato a chiedere l’introduzione di bus elettrici.

Infine una richiesta forte alla politica quella di farsi carico del problema delle rendite catastali degli immobili che sono tra le più alte d’Italia. Siamo in fase di revisione degli estimi e si pretende che la politica affronti seriamente il problema facendo sentire la propria voce nelle sedi opportune per scongiurare ulteriori aumenti e di assumere, in sede di imposizione locale, un impegno ad applicare aliquote che tengano conto di questa penalizzazione.

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