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98° Giro d’Italia: Buongiorno da Montecchio Maggiore

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147 velocissimi chilometri da Montecchio Maggiore a Jesolo, tappa per sprinter. 

MONTECCHIO MAGGIORE – Buongiorno dalla tredicesima tappa del 98° Giro d'Italia, frazione in linea da Montecchio Maggiore a Jesolo di 147km. Tappa piatta come un biliardo con probabile arrivo in volata.

MAGLIE
MAGLIA ROSA – BALOCCO – Alberto Contador (TINKOFF SAXO)
MAGLIA ROSSA – ALGIDA – Nicola Boem (BARDIANI CSF)
MAGLIA AZZURRA – BANCA MEDIOLANUM – Beñat Intxausti (MOVISTAR TEAM)
MAGLIA BIANCA – EUROSPIN – Fabio Aru (ASTANA PRO TEAM)

METEO
Montecchio Maggiore (1400): pioggia leggera, 16°C. Vento: moderato, WNW 10 km/h.
Jesolo (1700): pioggia, 14°C. Vento: moderato: N 18-22 km/h.
 

PERCORSO
È una delle tappe più brevi del Giro completamente pianeggiante. Si attraversa la pianura veneta da Montecchio Maggiore via Vicenza, Piazzola sul Brenta, Mirano, Mestre, Musile di Piave per giungere a Eraclea dove iniziano gli ultimi 20km. Da segnalare negli attraversamenti cittadini numerosi ostacoli urbani come rotatorie, dossi e spartitraffico.

Ultimi km
Finale velocissimo e pianeggiante. Superato il Piave a Eraclea si tocca Jesolo città per raggiungere la località di Cortellazzo lungo una strada di argine. A Cortellazzo svolta a destra su ponte con strettoia e quindi strade larghe, piatte e rettilinee punteggiate da rotatorie di diverso diametro fino all’arrivo. Rettilineo finale di circa 500m su asfalto largo 7m.

I CINQUE SENSI
Il Giro d’Italia vive oramai da oltre cent’anni e, giunto alla sua 98esima edizione, rappresenta l’incarnazione dell’italianità tutta attraversando i quattro angoli del Bel Paese. E in quanto incarnazione esso ha ormai acquisito tutti i cinque sensi dell’essere umano. Attraverso la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto ed il tatto del Giro d’Italia vogliamo darvi informazioni utili affinché possiate prendere spunto per raccontare l’Italia attraversata dalla Corsa Rosa, la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo.
 


Gusto
Piatto tipico: Risi e bisi
È costituito da riso, piselli freschi sgranati e dai loro baccelli che, cotti e ridotti a purea, sono la base per il piatto finito. Cipolla e pancetta danno sapore a questa ricetta a metà tra un risotto e una minestra densa. Classico nella tradizione di Venezia, il piatto veniva offerto al Doge in occasione della festa di San Marco, patrono della città.
A cura della redazione di Oggi Cucino

Olfatto
Garganega
Bacca bianca con tanti anni sulle spalle, visto che le prime testimonianze risalgono addirittura al 1200. Al netto di stili di vinificazione differenti quest’uva ammalia spesso per le note, soprattutto fiori di sambuco e acacia, che mette in risalto il naso. La bocca invece è spesso più austera; merito di quei suoli di origine vulcanica sui quali è generalmente coltivata.
Tai Rosso
La zona di produzione è quella della partenza di tappa. La genetica di quest’uva rossa è quella del Cannonau e della Grenache francese. Come ci è arrivata sin qui? Probabilmente grazie agli scambi con la vicina Serenissima o a quelli che ebbe il clero di queste parti con i ‘colleghi’ di Avignone. Sorso fruttatissimo, completato da tannini generalmente molto morbidi.
A cura di Luca Gardini, Campione del Mondo Sommelier 2010

Udito
IL GIRO D’ITALIA È ANCHE… OPERA LIRICA
La tappa passa in prossimità di Venezia, dove il Teatro Tron, il primo teatro pubblico in Europa dedicato all’opera, aprì nel 1637. Ad un certo punto la città ebbe sei teatri d’opera. Il Teatro La Fenice è uno dei più famosi e rinomati luoghi nella storia del teatro italiano, avendo avuto molte delle premiere dei quattro più famosi compositori del bel canto – Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi. Il nome riflette la rinascita del teatro dalle ceneri dopo una serie di incendi dolosi nel 1774, 1836 e 1996.
Vi consigliamo l’ascolto di: Va, pensiero (dal Nabucco di Verdi) al Concerto di Capodanno del 2006 dal Teatro La Fenice, con Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, diretto da Kurt Masur.
A cura di Matt Rendell.

Vista
Sui colli di Montecchio Maggiore, ancora in piena zona palladiana, si fronteggiano due antichi castelli che la tradizione ha dedicato a Giulietta e Romeo resi celebri da Shakespeare ma nati dalla fantasia del vicentino Luigi da Porto. Si sfiora Padova, dove merita il rinnovato Orto Botanico, tra i più antichi al mondo, oggi in una grande struttura di vetro e si è già in vista della Laguna di Venezia, in particolare della sua costa più silenziosa e selvaggia, che i corridori del giro circumnavigheranno tagliando i canali di Mestre e di Treviso.
A cura della redazione di Dove.

Tatto
Il vetro di Murano e I pizzi di Burano certo, ma anche le maschere di carnevale artigianali che, nelle botteghe atelier delle calli di Venezia, si trovano tutto l’anno.
A cura della redazione di Dove.

 

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