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98° Giro d’Italia: Buongiorno da Pinzolo

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174km da Pinzolo a Aprica con il mitico Mortirolo (Montagna Pantani del Giro d'Italia).

PINZOLO – Buongiorno dalla sedicesima tappa del 98° Giro d'Italia, frazione in linea da Pinzolo ad Aprica di 174km. Tappa di alta montagna con arrivo in salita ad Aprica dopo aver affrontato il leggendario Mortirolo (tratto di ascesa cronometrato), Montagna Pantani del Giro.

MAGLIE
MAGLIA ROSA – BALOCCO – Alberto Contador (TINKOFF SAXO)
MAGLIA ROSSA – ALGIDA – Elia Viviani (TEAM SKY)
MAGLIA AZZURRA – BANCA MEDIOLANUM – Beñat Intxausti (MOVISTAR TEAM)
MAGLIA BIANCA – EUROSPIN – Fabio Aru (ASTANA PRO TEAM)

METEO
Pinzolo (12.00) pioggia e schiarite, 14°C. Vento: calmo.
Mortirolo (16.00): sereno, 9.3°C. Vento: moderato, N 15 – 19.
Aprica (17:00): pioggia e schiarite, 14°C. Vento: debole, N 3 – 9.

PERCORSO
Tappa di alta montagna. Si superano cinque GPM e 4.500m di dislivello nel corso della tappa. Si parte in salita da Pinzolo per superare il Campo Carlo Magno (in gran parte è la salita del giorno precedente), discesa veloce su Dimaro e quindi salita al Passo del Tonale. Discesa su Ponte di Legno e Edolo e quindi prima ascesa ad Aprica attraverso il paese di Santicolo (pendenze attorno al 15% nel primo tratto). Dopo Corteno Golgi di rientra sulla SS39 e si passa una prima volta sul traguardo. Discesa ampia e veloce nella prima parte, poi più stretta e tecnica fino a Stazzona. Passaggio pianeggiante (l’unico della tappa) attraverso Tirano per affrontare quindi il Mortirolo dal versante classico di Mazzo di Valtellina (con i 6km centrali al 12,2% e punte del 18%). Discesa tecnica (e a carreggiata ristretta nella prima parte) fino a Monno e a seguire fino a Edolo dove si affrontano una seconda volta i 14km che portano a Aprica.

Ultimi km
Strada interamente in salita con pendenze notevoli tra Edolo e Santicolo (max 15%) e che poi scemano man mano che ci si avvicina all’arrivo passando dal 5% ai 5km fino ad arrivare a pendenze inferiori al 2% negli ultimi 500m. Larghezza della sede stradale all’arrivo 7,5m, pavimentazione in asfalto in leggera salita.

I CINQUE SENSI
Il Giro d’Italia vive oramai da oltre cent’anni e, giunto alla sua 98esima edizione, rappresenta l’incarnazione dell’italianità tutta attraversando i quattro angoli del Bel Paese. E in quanto incarnazione esso ha ormai acquisito tutti i cinque sensi dell’essere umano. Attraverso la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto ed il tatto del Giro d’Italia vogliamo darvi informazioni utili affinché possiate prendere spunto per raccontare l’Italia attraversata dalla Corsa Rosa, la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo.
 
Gusto
Piatto tipico: Sciatt
In dialetto locale significa rospo. Ma gli appetitosi Sciatt sono gustosi dadini di formaggio d'alpeggio, avvolti in pastella e fritti nello strutto. Accompagnati con insalatina fresca e fette di salame locale, valgono come antipasto o come primo o come secondo. Un appetitoso classico della Valtellina, insomma, assolutamente da non perdere.
A cura della redazione di Oggi Cucino

Olfatto
Trento Doc
Con la partenza di tappa rimaniamo per certi versi nel territorio della bollicina di montagna per antonomasia. Il Trento Doc si ottiene esclusivamente dalla spumantizzazione, solo metodo classico, di quei vitigni internazionali, soprattutto Chardonnay e Pinot Nero, che tuttavia sono da queste parti talmente da tanto tempo da essere ormai considerati ‘di casa’.
Grumello
Il giro si lascia sulla sua sinistra, per ben due volte, questa sottozona di produzione del Valtellina Superiore. Il nome deriva dall’omonimo castello. La zona di produzione, in totale circa 100 ha, risulta agronomicamente piuttosto omogenea. Aspetto non trascurabile, visto che i vini prodotti in quest’area esprimono grande finezza aromatica e gustativa.
A cura di Luca Gardini, Campione del Mondo Sommelier 2010

Udito
IL GIRO D’ITALIA È ANCHE… OPERA LIRICA
Aprica (km 102): I Lombardi è un dramma lirico d’opera in quattro atti composto da Giuseppe Verdi. Opera figlia dei tempi, si tratta di un grandioso racconto storico con slancio patriottico, la cui prima fu rappresentata a La Scala di Milano in data 11 febbraio 1843. Verdi dedicò la performance a Maria Luigia, L’Asburgica Duchessa di Parma, che morì poche settimane dopo la prima. Nel 1847 l’opera fu decisamente rivista, diventando la prima grande opera di verdi in francese e debuttando alla Salle Le Peletier dell’Opera di Parigi con titolo Jérusalem.
Vi consigliamo l’ascolto di: il coro O Signore, dal tetto Natio.
A cura di Matt Rendell.

Vista
Siamo nel cuore delle Alpi, tra alcune delle salite più classiche del ciclismo mondiale. A Pinzolo, un tuffo in epoche passate con le "danze macabre" degli affreschi dell'antica chiesa di San Vigilio. Ad Aprica, aperitivo all'Hotel Aprica, dove sono passati nobili, star e i più grandi campioni dello sci del mondo. Per gli sportivi, i sentieri intorno alla città sono oggi una delle più apprezzate palestre open air della mountain bike dell'intero Arco Alpino, con tanto di Skill Center.
A cura della redazione di Dove.

Tatto
Tipici dell'alta Valtellina e dei Monti Orobi gli utensili in pietra ollare, e i colorati pezzotti, tappeti artigianali che mixano diversi tipi di tessuti.
A cura della redazione di Dove.
 

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