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Il cantiere del Muggiano sta morendo. Va salvato

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Preoccupazione per le sorti del cantiere

LA SPEZIA – “Il cantiere Fincantieri del Muggiano sta morendo. Va salvato” Questo il grido d’allarme lanciato dalla UILM con Graziano Leonardi, segretetario provinciale UILM, e i cinque delegati RSU (che detengono la maggioranza al Muggiano) Roberto Angeli, Riccardo Triacca, Sandro Andrioli, Sara Di Somma e Piero Grassi.
Un cantiere che si sta depotenziando con la costruzione solo di blocchi poi assemblati a Riva Trigoso, un cantiere sulla spiaggia senza neanche i moli. E con un impoverimento lavorativo: da 800 persone di quattro anni fa a 560 di adesso, senza il mantenimento delle promesse di trasferire 40 lavoratori da Genova a La Spezia e il rientro di 100 lavoratori in trasferta. In più, nessuna garanzia certa sul funzionamento del post vendita.

“ Nutriamo forti timori sul futuro del Muggiano – afferma Graziano Leonardi segretario provinciale UILM – Tre anni fa è stato costituito il cantiere integrato Muggiano – Riva Trigoso che doveva gestire le commesse militari. Ma il cantiere di La Spezia è stato notevolmente depotenziato senza un ufficio tecnico esecutivo laddove a Riva Trigoso ne esiste uno con 70 dipendenti. Senza un ufficio tecnico non si può certo lavorare bene. Nel 2012 inoltre venne fatto un accordo sottoscritto dal nostro Sindaco di trasferire 40 lavoratori da Riva Trigoso a Muggiano. Ma niente si è realizzato in tal senso. La divisione Mega Yacht si è arrestata alla costruzione di tre imbarcazioni oltre i 90 metri . Il post vendita che dovrebbe accompagnare la clientela dopo la costruzione delle imbarcazioni non ha avuto sviluppi. Inoltre i macchinari sono obsoleti e gli operai si adoperano solo per il preallestimento di blocchi poi assemblati a Riva Trigoso. I politici si sentono la coscienza a posto nel promettere la realizzazione di 11 navi in base alla legge navale. Ma noi non siamo così tranquilli vista la situazione odierna. Ci adopereremo tra i politici locali e regionali per avere risposte certe. Un anno fa il Ministro Pinotti chiese a tutte le forze politiche insieme ai sindacati di redigere un progetto: ma nessuno si è mosso. Noi stiamo spronando da tempo in tal senso, soprattutto per realizzare il polo della difesa dato che abbiamo grandi forze che potrebbero lavorare in sinergia come la Marina Militare con l’Arsenale, l’OTO melara, l’Università. Rinnoviamo l’appello perché se le cose vanno avanti così il cantiere del Muggiano rischia di morire”.Dello stesso avviso il delegato RSU Roberto Angeli che paragona il cantiere del Muggiano all’Ipercoop e quello di Riva Trigoso ad una bottega.

“Sì perché il nostro cantiere ha grandi potenzialità rispetto a Riva Trigoso che è costruito su una spiaggia – afferma – Se non si fa un cambio di politica il cantiere del Muggiano non servirà più. Sia chiaro che non vogliamo fare la guerra a Riva Trigoso. Loro sono amici e ogni cantiere va rispettato. Ma il nostro cantiere si sta notevolmente depotenziando con meno commesse e meno lavoro per i dipendenti che continuano a diminuire. Ora è il momento veramente di mettere in atto sinergie per salvare il Muggiano Lanciamo l’appello ai politici perché si faccia qualcosa di concreto con un cambio di strategia industriale”. La UILM si sta dunque muovendo. Resta da vedere in quanti accoglieranno la sua verità per cambiare le sorti del cantiere navalmeccanico più grande della nostra città

Simona Pardini

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