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Al via il primo progetto di social housing nella provincia spezzina

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LA SPEZIA – L’impegno della Fondazione Carispezia per iniziative di edilizia sociale, iniziato nel 2010, ha raggiunto un primo risultato concreto nella provincia spezzina con la realizzazione di un complesso residenziale composto da 61 alloggi in social housing nel quartiere di Bragarina alla Spezia.
 

Realizzerà il complesso FHSL (Fondo Housing Sociale Liguria), primo fondo immobiliare di edilizia sociale operante nella regione, costituito dalla Fondazione Carispezia insieme alla Fondazione De Mari di Savona, Compagnia di San Paolo di Torino, CDP Investimenti sgr e altri investitori privati.
 
Il Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA) dedicato al social housing e gestito da CDP Investimenti (Sgr costituita da Cassa Depositi e Prestiti al 70% con ABI e Acri al 15% ciascuna) partecipa al fondo FHSL con un investimento già sottoscritto di 28,5 milioni di euro a valere su una delibera di 60 milioni complessivi. Il FIA ha deliberato ad oggi investimenti per oltre 1,5 miliardi di euro in 27 fondi immobiliari locali gestiti da 9
SGR con l’obiettivo di realizzare circa 14.300 alloggi sociali complessivi oltre a circa 6.800 posti letto in residenze temporanee e universitarie.

 
IDeA FIMIT sgr – società leader in Italia nella gestione di fondi immobiliari con 36 Fondi gestiti per circa 9 miliardi di patrimonio, controllata dal Gruppo De Agostini e partecipata, tra l’altro, dall’INPS – è la sgr selezionata dalla Fondazione Carispezia nel luglio 2013 per gestire il Fondo Housing Sociale Liguria. Fondazione Carispezia ha destinato a tale Fondo 10 milioni di euro nell’ambito degli investimenti correlati alla missione, il cui obiettivo prioritario non è la redditività ma il perseguimento dei fini statutari.
 
 
Il Fondo ha già raccolto circa il 50% delle risorse obiettivo pari a 100 milioni di euro e sta svolgendo, in accordo con la Regione Liguria, un’attività preliminare di analisi di investimento che per il momento si è focalizzata su 10 ipotesi di progetto distribuiti nelle province di La Spezia (5), Genova (3) e Savona (2).
A tal fine Fondazione Carispezia, con il supporto di Fondazione Housing Sociale, advisor tecnico-sociale del Fondo Housing Sociale Liguria, si è attivata per verificare l’interesse di Enti Pubblici e soggetti privati a rendere disponibili aree su cui realizzare progetti di social housing grazie alle ingenti risorse raccolte dal Fondo.

 
 
Le linee di azione di IDeA FIMIT, quale società di gestione del Fondo, prevedono un approccio orientato non alla realizzazione delle classiche residenze agevolate in social housing ma all’housing solidale, dove il territorio diventa il protagonista degli interventi e dove l’idea di sviluppo immobiliare coincide con la valorizzazione del territorio come risorsa a disposizione delle generazioni.


L’intervento di housing sociale nel quartiere di Bragarina
Uno dei 10 progetti inseriti nel business plan del Fondo Housing Sociale Liguria è previsto nel quartiere di Bragarina, tra le vie della Pianta e Maralunga, progettato da Progetec snc della Spezia in collaborazione con MCM srl e DAP Studio di Milano.
Lo scorso mese di aprile il Fondo ha sottoscritto un contratto preliminare con la società Immobiliare Bragarina
per l’acquisto dell’area dove saranno realizzati due edifici residenziali, per complessivi 5.495 mq, composti da 61 alloggi da circa 70 a circa 120 mq con posti auto e cantine, oltre ad un piano terra per usi commerciali e servizi alle abitazioni.
I principali destinatari di questa iniziativa saranno verosimilmente giovani coppie attualmente impossibilitate ad accedere al mercato del credito per l’acquisto della prima casa.
Tale intervento consentirà di riqualificare l’area urbana circostante grazie alla qualità architettonica del complesso  e  ai  criteri  edilizi  applicati  nella  progettazione,  ispirati  ad  elevate  prestazioni  di  sicurezza,
energetiche e di sostenibilità ambientale.

 
L’intervento è caratterizzato dalla realizzazione, sulla copertura degli edifici, di locali per attività hobbistiche individuali e collettive oltre orti pensili per attività di orticoltura biologica destinati all’auto-consumo. Al piano terra sono previsti fondi commerciali e spazi per servizi all’abitare, definiti ed autogestiti dai condomini e fruibili anche dall’intero quartiere residenziale circostante. L’articolazione dei volumi e degli spazi aperti genera un nuovo paesaggio, luogo protetto per i residenti in cui gli spazi dell’abitare e della socialità si intrecciano con gli spazi di transito. Al piano terra le abitazioni dialogano con le piazze urbane e con le funzioni pubbliche, mentre ad una quota superiore gli spazi comuni si privatizzano e le funzioni sono riservate ai residenti. Qui gli spazi condivisi possono così ospitare attività legate al lavoro, allo studio e al tempo libero.
 

Lo schema di “Affitto Riscatto”
Gli alloggi saranno oggetto di convenzionamento con il Comune della Spezia, al fine di disciplinare modalità e criteri di assegnazione, e verranno destinati alla locazione calmierata con previsione di riscatto dopo 8 anni (il cosiddetto “Affitto Riscatto”). Il nucleo familiare, a fronte del pagamento di un canone calmierato, potrà infatti intraprendere un piano di accumulo finalizzato a consentire l’acquisto della casa al termine del periodo di locazione stipulando un mutuo ipotecario.
 
Ad esempio, per un trilocale di circa 87 mq del valore di circa 173.000 euro, l’inquilino/futuro acquirente verserà un primo acconto (pari al 10% del prezzo di vendita) contestualmente alla sottoscrizione del contratto di locazione della durata di 8 anni.
Oltre al canone di locazione mensile (circa 328 euro iva inclusa) l’inquilino verserà mensilmente un ulteriore acconto sul prezzo di acquisto (circa 302 euro iva inclusa) in modo che al termine dell’ottavo anno di locazione avrà versato acconti per complessivi 60.500 euro e per l’acquisto dell’appartamento dovrà corrispondere un saldo di soli 141.000 euro.
I vantaggi derivanti da questa formula di investimento sono i seguenti:
• minor esborso iniziale rispetto ad un mutuo (primo acconto prezzo pari al 10% del valore dell’immobile rispetto al 30% che viene solitamente richiesto all’accensione di un mutuo)
• creazione di un merito creditizio, con impatto sulla facilità di autorizzazione di un mutuo all’ottavo anno
• possibilità di interrompere il programma con recupero parziale delle somme versate a titolo di acconto prezzo
 
La ricaduta sul territorio
L’investimento complessivo che verrà effettuato dal Fondo sarà pari a 10 milioni di euro circa. La costruzione del complesso sarà affidata alla Società Edilizia Tirrena, qualificata impresa spezzina, con subappaltatori e fornitori in gran parte locali – coinvolgendo circa 130 unità lavorative – ed un importante contributo alla ripresa del settore edilizio.
 

“È noto l’impegno che la nostra Fondazione – dichiara Matteo Melley, Presidente Fondazione Carispezia – da tempo ha profuso nella realizzazione di strutture per il sociale, a cominciare dal Polo Riabilitativo del Levante Ligure per arrivare a questo intervento, che assume un’importanza fondamentale in quanto unisce alla finalità sociale – una concreta risposta alle nuove emergenze abitative – anche la riqualificazione di aree urbane e, non da ultima, la ricaduta economica in un settore in crisi come quello dell’edilizia. Si tratta quindi di un ulteriore conferma del ruolo di investitore sociale che le fondazioni di origine bancaria possono assumere nel contesto attuale”.
 
“Il Fondo Housing Sociale Regione Liguria –  afferma Paola del Monte, Direttore responsabile social housing CDP Investimenti Sgr – rappresenta una delle piattaforme più rilevanti del Sistema Integrato dei Fondi di housing sociale nei quali – come CDP Investimenti Sgr-  siamo impegnati ad investire il Fondo Investimenti per l'Abitare (FIA) su tutto il territorio nazionale, in partnership con gli investitori locali di riferimento, come le fondazioni locali di origine bancaria. Alla Liguria abbiamo al momento assegnato circa 60 milioni di euro, per dare una risposta concreta alla domanda di edilizia sostenibile proveniente dalle comunità liguri, tra le quali certamente quella spezzina”.

“La priorità per i nostri Fondi – aggiunge Emanuele Caniggia, Amministratore Delegato IDeA FIMIT Sgr – è iniziare a lasciare il segno sul territorio dove operiamo. Il mio impegno alla guida di IDeA FIMIT è tentare di conciliare la remunerazione dei nostri investitori con lo sviluppo delle nostre città e dei nostri territori. Lavoro perché i fondi immobiliari italiani vengano considerati strumenti innovativi capaci di fornire servizi utili alle persone”.

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