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Pellegrinaggio diocesano a Carrodano

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LA SPEZIA – Il sole di una splendida mattina d’estate ha salutato i fedeli che sono saliti a Carrodano per il pellegrinaggio diocesano del primo sabato del mese, che a Luglio ha fatto tappa alla chiesa della Madonna del Soccorso, in alta Val di Vara.

«Oggi preghiamo Maria “ausilio dei cristiani” – ha detto il vescovo Luigi Ernesto Palletti nell’omelia-. Lei non solo ci guida, ma si prende cura di noi, gratuitamente, senza bisogno di essere interpellata. Attraverso di lei, ci viene dato il vino nuovo, il Signore Gesù. Maria è il capolavoro della creazione, la madre del figlio di Dio. Lei è anche la madre che viene donata alla Chiesa dalla croce, madre di una schiera innumerevole di figli».


«I santi sono potenti nell'intercessione. Ma Maria intercede senza la fragilità del peccato originale. La sua preghiera ha una limpidezza e una potenza che nessun’altra creatura ha. Poi la Madonna ha un' “onnipotenza materna”. Non è onnipotente lei, ma suo figlio sì. E quale figlio negherebbe alla madre quello che chiede? Maria è capace di “strappare” tutto al figlio».


Commentando il brano dell’Apocalisse nella prima lettura, mons. Palletti ha aggiunto che: «Noi stiamo vivendo nella storia, che è segnata sempre dal combattimento che conduce l'antico drago, satana. Prima combatte contro Cristo, e non lo vince. Poi contro Maria, e non la vince. Poi contro la sua discendenza. Noi affrontiamo questo combattimento ogni giorno, magari non in modo così spettacolare, come descritto nell’Apocalisse. Il male non appare sempre in modo così appariscente, almeno ci farebbe paura. Esso invece si presenta in maniera affascinante, e proprio per questo molto pericolosa».

«Per questo, abbiano bisogno di Gesù ogni giorno. Lui è la verità su cui dobbiamo impostare la nostra esistenza. Il nostro pellegrinaggio sia un supplicare umilmente che Maria interceda per noi e ci sia di ausilio, anche prevenendo le nostre preghiere. Interceda anche per la Chiesa, donando sante vocazioni al sacerdozio, che sono lo scopo principale dei nostri pellegrinaggi».

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