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Dalla Val di Fassa a Godano

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Mangia Trekking richiama le vocazioni turistiche e propone una riflessione

LA SPEZIA – Dopo tanti trekking sulle le montagne delle Dolomiti ed aver “toccato”  tanti rifugi della Val di Fassa, il richiamo all’evento  storico-culturale di casa, ha riportato in Val di Vara gli escursionisti dell’associazione Mangia Trekking. Infatti a Godano  è stata inaugurata la conclusione dei lavori per riportare alla luce i resti murari di quella che fu la rocca del Castello di Godano. Cioè le fondamenta della torre del castello situata sulla sommità della collina che sovrasta il paese di Godano. Dove nel paese sottostante ancora sono ben visibili i segni delle mura di cinta e di alcuni passaggi che confermano la loro funzione difensiva. Un castello del medioevo, che nelle vicende della sua storia legò il suo nome agli Estensi, ai Malaspina, ai Fieschi, e che, nei primi anni del cinquecento fu terra di conquista del celebre Ammiraglio Andrea Doria. Un castello strategico e di straordinaria panoramicità che ubicato nella Diocesi di Luni fu sempre conteso tra Pontremolesi e Genovesi.


 

I lavori di recupero monumentale realizzati avevano l’obiettivo di creare un percorso di visita nelle parti dell’area archeologica castellana capace di  rendere fruibili tutte le le notizie storico-culturali  che il sito può fornire ai cittadini e ai turisti. Così l’associazione Mangia Trekking sostenendo che l’opera sia comunque una positiva valorizzazione territoriale ha voluto esser presente. Purtroppo però osservando il contesto generale, dal punto di vista turistico e dell’alpinismo lento, desidera avanzare una riflessione a tutti coloro che amano il territorio della Val di Vara. E chiede come è mai possibile che quando l’associazione si reca  in Trentino Alto Adige, a promuovere la Val di Vara ed il territorio Ligure in generale, cammina ed espone “il vessillo” da Canazei, a Moena, a Vigo di Fassa, ecc…,  attraversa importanti valli Duron, Crepa, Dona, De Salei, oppure passi, Passo Sella, Passo Pordoi, Passo Costalunga, ecc, percorre e risale alcune famosissime vie che conducono al Vajolet, al Principe, alla Rodha de Vael, all’Alpe di Lusia, all’Alpe di Tires, all’Antermoia, ecc…, trovando sempre strade, indicazioni e sentieri in condizioni di straordinaria cura e bellezza. Mentre coloro che da Sesta Godano (uno dei maggiori centri della Val di Vara) desiderano salire a Godano per visitare i resti del castello di Godano non trovano una segnaletica stradale efficiente e neppure, ancor più grave,  il manto della strada provinciale, che tra l’altro conduce anche al Passo del Rastello (tra Lunigiana e Val di Vara). L’associazione Mangia Trekking inoltre propone di valutare la possibilità di realizzare  un punto di ristoro ed informazioni, quasi sempre opportuno in prossimità dei luoghi di visita alle aree archeologiche. Ed infine, essendo una realtà modello dell’alpinismo lento, che realizza proposte turistiche outdoor, in tante parti replicate con successo,  richiama l’attenzione delle autorità competenti verso azioni concrete e sempre con le giuste priorità, affinché siano effettivamente a favore dei luoghi del 70 % del  territorio verde dell’intera provincia spezzina. La Val di Vara. Ad esempio, nella circostanza, pensando cosa osserverebbe un qualunque turista-alpinista-escursionista giungendo al sito archeologico di Godano, propone che i brutti tralicci posti sulla sommità del sito stesso siano al più presto rimossi. 

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