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Guerri sul bilancio di ACAM: «Pesanti interrogativi in attesa di avere le carte»

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Giulio Guerri – consigliere comunale – capogruppo lista civica "Per la Nostra Città"

LA SPEZIA – "Non possiamo lasciare che sia l'amministratore delegato di Acam il solo a parlare della situazione dei conti di una società al 100% pubblica. E visto che, al momento, l'unica voce che abbiamo sentito è la sua, sentiamo di dover esprimere qualche perplessità politica rispetto ai dati di bilancio forniti, rimanendo in attesa della documentazione completa, della quale cercheremo di fare un'analisi attenta. Vogliamo ricordare che gli assets che sono rimasti si possono considerare interamente patrimonio pubblico ancora a disposizione dei cittadini. Purtroppo è stato venduto il 51% di Acam Gas, che era l'unico asset produttivo di utili. Degli assets non ancora dismessi, i più importanti dal punto di vista patrimoniale e politico-amministrativo sono senza dubbio Acam Acque e Acam Ambiente. Il primo è gestito con un sistema tariffario, in costante e devastante aumento, indipendentemente dai criteri previsti per gli aumenti tariffari, che non possono prescindere da un debito che potrà vedere la fine soltanto fra trent'anni pesando in modo enorme sulle tasche dei cittadini più deboli. Per quanto riguarda Acam Ambiente, qui siamo sottoposti a un regime di tassazione che include la solidarietà nella gestione da parte delle varie tipologie di utenti; l'unico "problemino" –  e non di poco conto – è da ravvisare in un continuo e smisurato aumento della tassa e un'altrettanto costante diminuzione dei servizi sia di spazzamento che di raccolta dei rifiuti solidi urbani – per non entrare nel merito dello smaltimento dei rifiuti. A proposito di cultura dei bilanci aziendali, vogliamo ancora una volta manifestare una curiosità che non ha mai avuto risposte : perché le reti del servizio idrico integrato vengono messe nel bilancio del gestore del servizio? In tal senso, nel prendere atto del rifacimento delle fognature in Piazza Verdi, avremmo la necessità di sapere con che soldi è stata pagata l'opera. Le difficoltà che intendiamo esprimere rispetto ai dati di bilancio per ora avuti solo dalla stampa, possono essere, ad esempio, dovute alla necessità di sapere con certezza se fra gli utili figurano magari crediti inesigibili.  A questo proposito si corre il rischio che si verifichi la stessa cosa che è accaduta quest'anno al Comune della Spezia, che, a forza di iscrivere a bilancio crediti non più esigibili, ha fatto scattare un disavanzo tecnico di 14milioni di euro, che dovranno essere pagati, di qui a trent'anni, dai cittadini, al prezzo di mezzo milione di euro all'anno. Il disavanzo tecnico comporta infatti la necessità per il Comune di colmare tale somma mediante un prestito concesso dal governo e che dovremo corrispondere aumentando le tasse o diminuendo ulteriormente i servizi. E questo è dovuto alle grandi capacità manageriali che abbiamo avuto in questo periodo di amministrazione della cosa pubblica."

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