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Menchelli: «Dalla Versilia alla Spezia, un’area vasta su sui costruire la nuova sfida del turismo»

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Giuseppe Menchelli, direttore Confartigianato della Spezia

LA SPEZIA – Il dibattito che si sta sviluppando sui temi del turismo testimonia come l'argomento sia oramai diventato prioritario nelle agende di chi determina le scelte della nostra provincia. Come Confartigianato non possiamo che essere soddisfatti di questa crescita e di questo interesse che valorizza un  lavoro faticoso fatto per tanti anni in pochi e nell’incredulità generale. Nel 1991 abbiamo costituito il consorzio marittimo 5 Terre golfo dei poeti e cominciato a frequentare le principali fiere turistiche di tutto il mondo. Il consorzio è oggi, con 150 addetti, 256 fiere alle spalle in Italia e all'estero e un milione di turisti movimentati, una eccellenza tutta spezzina che assieme alla cooperativa delle guide turistiche “Arte e natura”, al consorzio degli affittacamere “Welcome to La Spezia”, al Consorzio dei pescatori e alle tante altre strutture nate in questi anni hanno fatto si che il turismo diventasse oggi il settore più importante, soprattutto in termini di prospettive e di crescita per la nostra economia

Siamo di fronte ad una occasione storica: la presenza turistica è in forte crescita, (addirittura ci si lamenta  in alcune zone del “troppo pieno”) abbiamo una nuova classe di imprenditori coraggiosi e innovatori che manifestano la volontà di investire; oltre 1.200 strutture ricettive fra affittacamere,  b & b e case vacanze che compensano, almeno per il turismo individuale, la cronica mancanza di posti letto; il progetto di riqualificazione del litorale di Fiumaretta e Marinella oramai al via; una classe politica complessivamente più attenta anche se non ancora in grado di capire a fondo le esigenze del fenomeno turistico, basti pensare alla notizia di oggi della chiusura dello IAT di viale Italia.

Abbiamo raggiunto la consapevolezza che non si vive di solo turismo, ma che il turismo è il vero valore aggiunto, il volano della crescita economica con importanti risvolti anche per altri settori, a partire da quello delle costruzioni, settore da tempo  avvitato in una profonda crisi strutturale. La vera sfida oggi è quella di capire che non possiamo chiudere ma allargare i nostri orizzonti ai territori a noi vicini, da soli siamo troppo piccoli e la costa non può reggere afflussi così grandi. Pensiamo all’ampiezza della Costa Azzurra, della Riviera Adriatica: è naturale allargare i nostri orizzonti e i nostri spazi. Dalla Versilia alle Apuane, dalla lunigiana alle Cinque Terre e alla Riviera,  potrebbero rappresentare il cuore di un progetto di sviluppo turistico che vada dall’informazione all’interno dell’area vasta, alla promozione del territorio presentando al mondo le nostre eccellenze e i nostri prodotti. Fra l’altro proprio in questo territorio abbiamo degli esempi di integrazione con l’attività di una delle “eccellenze” del nostro sistema imprenditoriale, il Consorzio Marittimo Cinque Terre Golfo dei Poeti che da anni collega tutta la costa partendo da Viareggio sino a Levanto. Quest'area dovrebbe essere riconoscibile e quindi avere un nome che la contraddistingue: perché non la “Riviera dell'Alto Tirreno”, un'area unita forse non da rapporti istituzionali ad oggi ancora limitati,  ma unita sicuramente da una fitta rete di rapporti sociali, economici e  culturali.

Le difficoltà non mancano; dalla diffidenza naturale che nasce quando si uniscono diversi “campanili”, alla difficoltà di operare su territori gestiti da amministrazioni diverse, ma questo non ci esime dal dovere di provare a costruire un progetto e un’opportunità da non perdere.

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