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Un’anteprima assoluta ed una prima nazionale per l’Estate Spezzina

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11 Luglio 12 Luglio 13 Luglio ore 21.30 Piazza Mentana

LA SPEZIA – Tre spettacoli per proseguire il successo dell’Arsenale della passata stagione con tre grandi interpreti della scena contemporanea. Due i progetti firmati da Sergio Maifredi e prodotti dal Teatro Pubblico Ligure per l’estate di La Spezia,
con due prime nazionali del progetto Decameron Un racconto italiano in tempo di peste e un grande appuntamento con matematica e logos affidato a Piergiorgio Odifreddi dopo il successo del debutto al Politeama nella stagione invernale
 
12 luglio     Tullio Solenghi
                  Decameron un racconto italiano in tempo di peste
 
13 Luglio    Piergiorgio Odifreddi
                  Odissea un racconto mediterraneo, il problema dei buoi di Archimede
 
14 Luglio    Moni Ovadia
                  Decameron un racconto italiano in tempo di peste
 
“Il Mediterraneo è il palcoscenico su cui si muovono sia gli eroi omerici che gli uomini e le donne del Boccaccio, i primi in una dimensione mitica, i secondi nella realtà e nella fantasia di una società mercantile, miscuglio e groviglio di popoli “ dichiara Sergio Maifredi che firma i progetti e li produce con il suo Tetro Pubblico Ligure“ e di religioni.
ODISSEA è il poema dell'intelligenza, della coscienza, dell'uomo quindi. E' il poema del viaggio che prevede un ritorno che dia senso al viaggio stesso. Pronti a ripartire, perché fermarsi è finire.
DECAMERON , oltre ad essere il primo grande progetto narrativo della lingua italiana, è anche un inno al potere salvifico del racconto: i dieci giovani, fuggiti dalla peste, si salvano reinventando un mondo attraverso la loro capacità di novellare, di dare forma, in parole, alla vita.”
Gli spettacoli avranno inizio alle ore 21.30
il luogo sarà: La Spezia, Piazza Mentana
Prezzo del biglietto: € 13 intero
Abbonamento a 3 serate € 30
 
Informazioni e Biglietterie:
Teatro Civico – La Spezia, Via Carpenino – tel. 0187 757075
Circolo Fantoni – La Spezia, C.so cavour 339 – tel. 0187 716106
IAT – Sarzana. p.zza San Giorgio – tel. 0187 620419
 
biglietteria on line: www.vivaticket.it

Odissea un racconto mediterraneo.
E’ qualcosa di più di uno spettacolo E’ un modello artistico ed organizzativo. Il successo di ogni serata al quinto anno consecutivo con i nuovi spettacoli in arrivo a la Spezia in partenza per il Festival del teatro antico della Basilicata (con sei appuntamenti,), al circuito Teatri Antichi Uniti nelle Marche , al Ravenna Festival, alla rassegna del Teatro Romano di Gubbio, al Festival Inborgo a Borgo Velino nel Lazio, a Veleia nel Festival di teatro antico dei Colli Piacentini, fino a Tivoli Festival fanno pensare che davvero Omero da tre mila anni e’ in vetta alle classifiche.
In Liguria a Luni, a Chiavari a Pieve Ligure a Camogli a Sori ad Albisola Superiore ad Alba Docilia ed a La Spezia . A Pieve Ligure per “Scali a Mare Pieve Ligure Art Festival” le date sono tre, 4 11 ed 8 Agosto , con una prima presentazione nazionale con Massimo Minella. A Chiavari si inizia il 7 Luglio, con Piergiorgio Odifreddi, ad Albisola Superiore il 6 Luglio con Gian Luca Favetto per la prima volta nel cast di Odissea, a Camogli Riondino e Vergassola il 5 agosto, unica data, a Sori sulla spiaggia il 3 settembre Roberto Alinghieri.
Il 19 e 20 settembre a chiudere con il progetto STAR nei siti archeologici di Luni ed Alba Docilia in occasione delle giornate nazionali del patrimonio con una prima nazionale. Tutte le date su www,teatropubblicoligure.it

Decameron, un racconto italiano in tempo di peste
scritto da Sergio Maifredi in collaborazione con Gian Luca Favetto
 per la prima volta in scena in Italia debutta in Liguria, con i grandi interpreti del teatro Italiano.
Sarà in scena in anteprima assoluta a La Spezia il 12 Luglio con Tullio Solenghi, sempre a La Spezia prima nazionale per Moni Ovadia il 14 Luglio,
I mercanti, in sensali, i contadini, gli artigiani, i frati bontemponi, i prelati mondani, le suore spericolate, i letterati, gli studenti, assieme ai ricchi borghesi, ai principi, ai cavalieri, alle gentildonne, alle avventuriere: una folla multiforme, vitalissima, incontenibile, i cui individui fanno la realtà, formano il ritmo della vita e il tessuto della società. Un'infinita molteplicità di di tipi e di esperienze: la sola che possa aspirare a competere con la versatilità rappresentativa della 'Divina Commedia'.
Salvatore Battaglia
 
Decameron è il primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale.
“Per la mia generazione Decameron è trasgressione, sospesa tra fotogrammi semi porno pecorecci trasmessi dalle prime emittenti private ed il film di Pasolini, visto di nascosto in un cineclub.” Scrive Sergio Maifredi “Oggi Decameron mi appare come la festa del racconto, come un inno al potere della mente di inventare la vita attraverso il racconto. 
Decameron sta al teatro come il soggetto di un film sta alla sua sceneggiatura.
Decameron contiene in nuce il teatro italiano, la Mandragola è già lì.
E poi mi interessa la peste (peste e teatro hanno a che fare, lo diceva Artaud). Mi interessa la peste da cui fuggono i dieci giovani fiorentini per capire da cosa fuggiamo noi oggi, da cosa ci salva, oggi, la parola. Per questo ho chiesto ad uno scrittore attento al presente come Gian Luca Favetto di essere con noi a decifrare le pesti contemporanee”
Ed ecco Gian Luca Favetto, con la cui collaborazione ha preso il via Decameron
“Che poi non è una sola, la peste. Sono tante le pesti contemporanee, tutte alimentate dal sentimento della paura. L’idea è di sfuggirla, di arginarla, questa paura, figlia della confusione e dei rapidi cambiamenti che stiamo vivendo.
 
Non si tratta tanto di ripararsi dal mondo fuggendolo, ritirandosi in villa, scambiando storie come antibiotici e vitamine, al riparo del fluire della vita. Si tratta di adoperare le parole e le storie, che con le parole si animano, per costruirla, la vita; per leggere il mondo, trovargli un senso, dargli forma, cercare di comprenderlo. E di condividerlo. Raccontare è condividere e riconoscere insieme.
La parola non serve soltanto a salvarsi e a fare passare il tempo, serve a regalarlo. E noi partiamo dalle parole e dalle storie di Boccaccio e chiediamo un passaggio a Pasolini, di cui a novembre ricorrono i quarant’anni della morte. Il materiale di lavoro è costituito dalle novelle di Boccaccio, dalle immagini di Pasolini e dalle temperie del tempo presente.
In una parola, si tratta di testimoniare questo nostro mondo e questo nostro tempo complessi, in cui -seguendo la lezione di Italo Calvino – bisogna essere leggeri rapidi visibili esatti e molteplici.
 
L’idea è di comporre una mappa del presente, sfruttando quella Tavola di Mendeleev del racconto italiano che è il Decameron, un grande codice di storie in cui immergere il presente, così come si immergono i panni in Arno.
Si tratta di leggere e ri-leggere attraverso diversi punti di vista, con diversi sguardi, perché i saperi non sono fatti per rimanere isolati, ma per attraversarsi l’uno con l’altro, nella differenza. È la mescolanza che crea bellezza e fa accadere le cose.
Il lavoro non è di attualizzare Boccaccio, ma di conservarne e curarne il suo essere
contemporaneo. Quindi: non trasferirlo nel nostro tempo, ma mantenerlo contemporaneo a noi. L’essere contemporaneo ha bisogno della giusta distanza. La giusta distanza per guardare le cose è quella che mettiamo in campo per disegnare la mappa delle storie italiane. Gian Luca Favetto “ 
Abbiamo per il debutto l’onore di avere queste righe da MAURIZIO FIORILLA:
“Boccaccio ha il merito di aver elaborato il primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale, inserendo i cento racconti in un libro organico capace di rappresentare, la varietà e complessità del mondo. A tutti è concessa una storia, dai re agli operai.
"I mercanti, in sensali, i contadini, gli artigiani, i frati bontemponi, i prelati mondani, le suore spericolate, i letterati, gli studenti, assieme ai ricchi borghesi, ai principi, ai cavalieri, alle gentildonne, alle avventuriere: una folla multiforme, vitalissima, incontenibile, i cui individui fanno la realtà, formano il ritmo della vita e il tessuto della società. Un'infinita molteplicità di tipi e di esperienze: la sola che possa aspirare a competere con la versatilità rappresentativa della 'Divina Commedia'."
Nello spazio della cornice una riflessione di elevatissima profondità culturale si proietta per la prima volta sulle storie raccontate e questo fa del "Decameron" anche un grande libro filosofico.

Maurizio Fiorilla
 

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