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La movida a Levanto è legale e non danneggia nessuno

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Aiuta la città, il lavoro e il valore del territorio

LA SPEZIA – Levanto è una città che vive essenzialmente sul turismo ricettivo primaverile-estivo ed il Sindaco nel tentativo di incrementarlo, su richiesta dei titolari dei pubblici esercizi, ha concesso una deroga, peraltro prevista dalle leggi statali, regionali e dal regolamento acustico del Comune, a rimanere aperti più a lungo fino alle ore 02.00 anziché fino a mezzanotte: il tutto con lo scopo di incrementare sia per i turisti che per i residenti  occasioni di maggior svago, per sole due notti settimanali – il venerdì ed il sabato –  e solo nei mesi di luglio e agosto di maggior incremento turistico.
E’ sembrata subito una soluzione giusta, ragionevole, equilibrata e normale, in quanto essendo temporalmente limitata concilia gli interessi degli ospiti e delle persone anziane, residenti e non, maggiormente bisognose di tranquillità.
Ma un piccolo gruppo di persone si sono messe di traverso e hanno prospettato al TAR molteplici inesattezze, ottenendo così un provvedimento temporaneo di sospensione sino al 16 luglio. Passata tale data il TAR deciderà collegialmente in Camera di Consiglio, dopo aver sentito i rispettivi difensori.

L’autorità comunale ha subito provveduto a sospendere la deroga in esecuzione del decreto del TAR, ma il primo cittadino ben interpretando i sentimenti della cittadinanza, ivi compresi degli ospiti, si è detto sorpreso e amareggiato che i promotori del ricorso al TAR che abitano, alcuni solo saltuariamente, in una città che vive di turismo e che dal turismo trae le principali risorse, di cui sicuramente fruiscono degli effetti positivi anche gli autori del ricorso, questi ultimi non abbiano dimostrato un minimo senso di tolleranza e convivenza, che affonda le sue radici nella solidarietà sociale prevista dalla costituzione (art. 2, secondo comma) e di cui la Corte costituzionale, in varie sentenze, ha auspicato una maggior sensibilizzazione e attuazione.

Sicuramente i provvedimenti sindacali limitati nel tempo, due sole notti settimanali nei soli mesi di luglio ed agosto, tenendo anche conto delle le prescrizioni in essi contenute, si sono rilevate rispettose della tranquillità e del riposo. E soprattutto anche del lavoro di chi opera nel Comune e che grazie al lavoro estivo assicura il pagamento delle tasse, delle imposte e degli stipendi dei propri dipendenti.

Roberto Martini
Direttore Provinciale Confcommercio

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