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Carolina Tana inaugura la rassegna Provocazione a Bocca di Magra

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Organizzata dall'Avv Anna Maria Bernardini De Pace

BOCCA DI MAGRA – La scrittrice Carolina Tana con il diario autobiografico “ Giuro di dire la verità, nient’altro che la verità” ha inaugurato la rassegna “Provocazione” organizzata dall’Avvocato Anna Maria Bernardini De Pace nella Villa Romana di Bocca di Magra. Prima dell’incontro, l’Avvocato ha ricevuto un gruppo di amici nella sua abitazione a picco sul fiume per accogliere la scrittrice. Tra i presenti, il neo sindaco Andrea De Ranieri, che da pochi giorni ha sostituito Giacomo Giampedrone “volato” in Regione. De Ranieri, entusiasta della rassegna, crede infatti nella cultura quale valore aggiunto per la valorizzazione del Comune di Ameglia, quest’anno ricco di manifestazioni letterarie tra cui una mostra sul grande poeta Vittorio Sereni che soggiornò a Bocca di Magra negli anni ’50.


La Tana racconta nel suo libro le sofferenze patite fin dalla prima infanzia per i maltrattamenti della madre di origini portoghesi, Aurora Pereira Vaz, che, dopo il divorzio dal marito Enzo Alberto Tana, Presidente degli agenti di cambio di Roma, quando Carolina aveva otto anni, fece di tutto e di più per mettere la figlia contro il padre. Carolina subì una serie di angherie ed il lavaggio del cervello per convincerla che il padre voleva abusare di lei sessualmente. Ogni pretesto era buono: se Enzo andava in bagno per farsi la barba, Aurora voleva convincere Carolina che lo faceva per abusare di lei. A nove anni Carolina fu portata in Francia dalla madre che si accompagnò con un industriale vicentino, Danilo Carmello. Insieme a lui Aurora fece un complotto ai danni dell’ex marito inserendo nella sua auto droga e materiale pedopornografico. Nel 1996 Aurora con l’aiuto del compagno e di due gregari intentò un agguato ad Enzo di cui Carolina venne a conoscenza tramite il telegiornale. Capì subito che il mandante era la madre e riuscì a farla arrestare. Nel 2007 Aurora partecipò al rapimento di una bambina in Portogallo per il quale sta scontando un’altra pena. Carolina poco più che maggiorenne decise di affidare tutte le sue sofferenze a carta e penna, dopo un lungo percorso psicoterapeutico che l’ha aiutata ad uscire dall’inferno.

“Per me è stata una liberazione scrivere – ha affermato –  i segni per le angherie subite rimangano impressi e la ferita non chiusa del tutto. Nonostante io sia felicemente sposata, non desidero avere figli per gli strascichi lasciati dentro di me da un rapporto materno anormale”. Carolina non è più riuscita a vedere il padre, nonostante abbia tentato di farlo. Una volta si è avvicinata a casa sua ma lui ha chiamato la polizia per il timore che la figlia fosse il clone della madre.La scrittrice continua a sperare di rivederlo, ed ha dedicato il libro a lui. Poco fiduciosa nella giustizia italiana, Carolina sta continuando a combattere la sua battaglia affiancando l’Avvocato Giulia Bongiorno nel fare approvare una legge sul reato di alienazione parentale quando i figli vengono messi da un genitore contro l’altro. Molto amica dell’Avvocato Bernardini De Pace la scrittrice ha voluto rendere pubblica la sua storia personale per far conoscere quali violenze psicologiche e fisiche può subire una figlia e per spronare chiunque le viva a denunciarle, sempre. In “Giuro di dire la verità, sempre la verita” si ripercorrono le tappe di una vita vissuta nella sofferenza e approdata ad un riscatto con l’aiuto della psicanalisi, medicina potente per lenire i dolori della vita. Carolina ne è testimone e col suo grido letterario è riuscita a riscattarsi dal passato.

Simona Pardini

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