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Guerri: “Il concetto di decoro del Comune: obblighi e tasse in cambio di degrado”

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Giulio Guerri – consigliere comunale gruppo "Per la Nostra Città".

LA SPEZIA – "Abbiamo letto la delibera con cui la giunta comunale ha fissato i nuovi e minuziosi obblighi posti in capo ai commercianti con riferimento al modo in cui essi devono arredare, all'interno e all'esterno, i loro locali. Abbiamo visto che il Comune non si è limitato a determinare le regole a garanzia del decoro visivo, ma ha voluto avventurarsi nell'imposizione di soluzioni molto ricercate e costose, giustificando questa scelta con la necessità di valorizzare il contesto urbano. Ancora una volta la giunta comunale si ricorda che esiste il concetto di "decoro urbano" solo quando si tratta di imporre vincoli e spese ai cittadini, peraltro ignorando clamorosamente la drammatica situazione di crisi socioeconomica che sta vivendo la nostra comunità – incluso il settore del commercio al dettaglio – e confermando l'inclinazione patologica a una concezione della pubblica amministrazione molto burocratica e assai poco rispettosa della sfera privata delle persone. Vorremmo ricordare che sono già molti gli obblighi a cui le attività commerciali devono sottostare a causa delle decisioni della classe politica locale: pensiamo all'ingiusta tassa sull'insegna (di cui il gruppo "Per la Nostra Città" ha chiesto e continuerà a richiedere l'abolizione), ai canoni Cosap (aumentati anche quest'anno per gli adeguamenti Istat), alle altissime cartelle della Tari, alle bollette dell'acqua rincarate oltre l'inverosimile, senza contare che fino a quest'anno il Comune aveva continuato a esigere anche l'assurda tassa sull'ombra. A fronte di questo scenario impositivo, che accomuna ogni categoria di utenza, dagli operatori commerciali alle famiglie, il Comune sarebbe in difetto anche qualora onorasse gli ordinari doveri di cura della città, che è tenuto a esercitare per legge. Invece, quello che notiamo ogni giorno è che in fatto di decoro urbano l'amministrazione comunale, così zelante nell'inventare gli obblighi altrui, risulta latitante e inadempiente rispetto ai propri. La bellezza e l'integrità del contesto urbano presuppone infatti, prima di tutto, strade pulite, correttamente illuminate e percorribili in sicurezza, spazi verdi curati e monumenti degnamente mostrati alla vista dei turisti. La risposta del Comune è invece sintetizzabile con una sola parola: degrado. Che si manifesta quotidianamente in molti modi  : l'odore di fogna che esala dai tombini nelle strade del centro, le mattonelle distrutte in via Prione, piazza S.Agostino e piazzetta del Bastione, l'invasione di topi e zanzare, le luci da morto che caratterizzano la pubblica illuminazione nel centro storico, lo stato indecente delle fontane, i marciapiedi pieni di buche, i bidoni traboccanti di spazzatura, guasti e non sottoposti al trattamento igienizzante che, soprattutto in questa stagione, sarebbe indispensabile, il servizio di spazzamento insufficiente un po' ovunque (come testimonia quello che si trova per terra e che denota criticità nei carichi di lavoro assegnati agli operatori), i cumuli di sacchetti di rifiuti che sovente costellano in pieno giorno i portici di via Veneto o le vie del Canaletto, le potature non fatte lungo viali alberati e scalinate, gli ascensori spesso fuori uso e comunque disponibili solo con limiti di orario, la mancanza di un'area verde per i cani nel centro storico, l'evidente incuria delle emergenze storiche dei giardini pubblici, dimenticate ed esposte al vandalismo. A margine, ci piacerebbe anche sapere, se fra i contributi che, secondo la giunta comunale, le attività commerciali devono portare al decoro urbano è previsto anche il mercato del venerdì, considerato il livello di disordine e qualità che sempre più lo caratterizza e che non è certo da ascrivere a quegli operatori che da molti anni garantiscono compostamente lo svolgimento di questo importante appuntamento della tradizione spezzina".

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